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Giovedì 5 febbraio 2026 - Numero 412

Frane continue nell’entroterra del Levante: “Conseguenze pesanti a causa dell’incessante estrazione di inerti”

Il Comitato Insieme Si può per la Val Graveglia lancia l’allarme: “Si è ormai usciti in modo significativo dal perimetro della sicurezza”
La frana sulla provinciale 26 ha creato non pochi disagi alla Val Graveglia
La frana sulla provinciale 26 ha creato non pochi disagi alla Val Graveglia
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di ALESSANDRA FONTANA

L’entroterra (e non solo) frana, mentre abitanti e lavoratori affrontano le strade con incognite e paure. Nei giorni scorsi ci siamo occupati della frana lungo la provinciale 26 della Val Graveglia che crea notevole disagio e desta la preoccupazione di molti. 

La settimana scorsa si è svolta un’assemblea pubblica per affrontare il tema delle criticità che riguardano proprio le zone delle cave. Ospite d’onore il professor Marco Elter, che in qualità di esperto ha affrontato diversi temi. Il primo è stato l’analisi delle cause delle gravi problematiche legate alle coltivazioni delle cave di materiale calcareo, che stanno comportando ripetuti blocchi della circolazione stradale sulla provinciale, con relativi gravi disagi e consistenti danni economici ai residenti dell’alta valle. 

L’incontro è stato organizzato dal Comitato Insieme Si può per la Val Graveglia che ha raccontato l’esito della partecipata assemblea illustrando nel dettaglio anche il secondo tema della serata: “Gli studi geologici sono stati effettuati, avevano analizzato le problematiche e fornito prescrizioni per poter procedere entro un profilo di sicurezza accettabile. Visto che gli avvenimenti recenti e meno recenti dimostrano che si è invece usciti in modo significativo dal perimetro della sicurezza, sarà ora necessario comprendere se e in che misura le prescrizioni previste siano state pienamente attuate o disattese. A monte di tutto ci si pone però la domanda se la decisione regionale di individuare nella Val Graveglia il principale polo di estrazione di inerti destinati alle grandi opere future previste sul territorio ligure – si parla di milioni di metri cubi – non abbia, seppure nell’interesse pubblico, teso a sottovalutare le potenziali conseguenze ambientali locali”.

La vallata sta pagando un prezzo altissimo, lo sanno benissimo gli abitanti: “Si pone seriamente quindi il tema di un corretto rapporto tra le politiche di sviluppo infrastrutturale e la funzione di tutela ambientale e territoriale demandata agli organi di controllo, alla luce di quanto tutti possiamo constatare rispetto alla situazione attuale”. 

La vicenda è approdata anche in consiglio regionale grazie all’interrogazione di Stefano Giordano proprio sulle criticità della viabilità e “Tutela della sicurezza pubblica in Val Graveglia a seguito dei ripetuti fenomeni franosi sulla SP 26”. Ma la Val Graveglia non è stata l’unica vallata ad aver avuto problemi con le frane. Dopo gli smottamenti di Novano a Casarza Ligure e di Vignale a San Colombano Certenoli, è franata anche la strada che da Brizzolara conduce a Belpiano. Queste frane si vanno ad aggiungere a quelle di Arenzano Camogli, non si può ignorare che il territorio sta gettando un grido d’allarme piuttosto forte. 

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