di GIORGIO ‘GETTO’ VIARENGO *
Nella notte del 31 dicembre 2017 si spegnevano per l’ultima volta le luci del Teatro Cantero. Da quella sera di fine anno in molti abbiamo sognato la riapertura di un luogo di così grande valore identitario per Chiavari e per tutto il Tigullio.
In diverse occasioni abbiamo scritto e argomentato del grande valore culturale e storico di questo stupendo teatro, fortemente voluto dalla famiglia Cantero e progettato dall’ingegnere Ido Gazzano. I Cantero furono dei veri pionieri e compresero molto presto che l’impresa poteva funzionare. Chiesero con forza di poter gestire il Teatro Verdi, ma l’amministrazione del tempo non acconsentì. Il rifiuto si rivelò fatale per il Verdi: l’impresario affidatario fallì e i Cantero preferirono aprire un nuovo spazio di proprietà in piazza delle Carrozze.
Il progetto del Teatro Cinema Cantero fu presentato nel dicembre del 1925, e la Commissione comunale ne approvò l’edificazione nel gennaio del 1926. La costruzione si avviò e si concluse nel 1930, data che compare nel rosone del frontone del teatro.
Il 15 gennaio del 1931 vi fu la prima proiezione con la pellicola “Il bacio” (The Kiss), un film prodotto nel 1929, diretto da Jacques Feyder. La pellicola, interpretata da Greta Garbo e Conrad Nagel, rappresenta l’ultimo film muto prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer. Iniziava così un lungo cammino che avrebbe consacrato il Cantero come il luogo dei grandi eventi del territorio del Tigullio. Ora era giunto il momento di trovare un accordo riparatore con l’amministrazione comunale di Chiavari: l’evento si concretizzò nell’inaugurazione ufficiale, il 15 maggio del 1937. Il Comune realizzò un manifesto ufficiale per la grande prima del capolavoro di Giacomo Puccini, ‘Tosca’. Il successo fu davvero grande, una serata memorabile.
È rimasta a lungo nella memoria popolare l’immagine della carrozza di Gamberini, ferma davanti al portone del sarto Rocco Levaggi (nella stessa piazza, pochi metri più a monte) attendere il sarto che esce fasciato nell’elegante pipistrello nero. La berlina si muove e fa il giro della piazza, forse un tragitto di cinquanta passi, Levaggi scende al centro dell’attenzione dei concittadini e sale al suo palco. Da qui in poi è la cantante Floria Tosca la protagonista sul palcoscenico del Cantero. Tosca è l’amante del pittore Mario Cavaradossi, ma è anche oggetto delle attenzioni del bieco capo della polizia pontificia, il barone Scarpia. Questi imprigiona il pittore e ricatta Tosca: se la donna non si concederà a lui, Cavaradossi sarà fucilato. Tosca si fa dare il salvacondotto da Scarpia, e poi lo uccide. Applausi e tutti sul proscenio con lancio di fiori dai palchi. La storia finisce poi male per gli amanti, ma il successo non mancò ugualmente.
Il tempo corre veloce: ci furono al Cantero ancora opere, film indimenticabili, veglioni, cantanti famosi e altri mille eventi. Poi giunse l’ultima sera e il clima sembrava cambiato; da tempo si mormorava di una possibile chiusura, e quel giorno la stampa locale annunciò che era giunta l’ultima proiezione.
Era la sera di San Silvestro, e andava in scena ‘Star Wars Episodio VIII – Gli ultimi Jedi’, con la regia di Ryan Johnson. Una storia ben diversa dall’inaugurazione con Tosca: ora è Rey, la protagonista, che cerca Luke Skywalker per convincerlo ad aiutare i ribelli, ma deve fare i conti con il suo rifiuto ostinato e con un duello a distanza con Kylo Ren. I ribelli tentano di resistere all’attacco del Nuovo Ordine e il film si chiude in un clima di speranza. Fine, si spengono le luci in sala.
In realtà ci sarà ancora un filmato di notevole comicità: si tratta di uno spot girato da un candidato chiavarese per le recenti regionali. Il testo molto stringato e preciso: “Se sarò eletto c’è l’impegno della Regione per acquistare il teatro”. Il simpatico candidato, però, è rimasto trombato e il teatro continua nella sua triste chiusura. Continuiamo a sperare nella prossima riapertura e contiamo gli anni da quell’ultima sera con ‘Star Wars’, ora sono ben nove. Mi piace a volte sognare come si potrebbe reinaugurare il Cantero: penso a quella lontana Tosca, alla carrozza di Gamberini, poi mi sveglio e ritrovo il teatro chiuso.
(* storico e studioso delle tradizioni locali)