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Giovedì 23 luglio 2026 - Numero 436

Depuratore, si torna indietro di quasi dieci anni: tutte le soluzioni alternative in campo dopo lo stop del Tar alla Colmata

Impianti più piccoli e a servizio di bacini di grandezza inferiore: Iren non lo esclude, i comuni iniziano a ragionarci. Perché, comunque vada, il tema della depurazione delle acque rimane attuale e va assolutamente risolto
Il progetto del depuratore alla Colmata di Chiavari è stato bocciato dal Tar Liguria
Il progetto del depuratore alla Colmata di Chiavari è stato bocciato dal Tar Liguria
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(r.p.l.) Ora il ‘piano B’ non è più un tabù. Soprattutto a seguito della sentenza del Tar Liguria che di fatto ha smantellato il progetto del depuratore di vallata alla Colmata di Chiavari. E ‘piano B’ significa alternative, soluzioni differenti da mettere in campo. A volte, ironia della sorte, esattamente quelle che erano in campo prima ancora che venisse fuori questo progetto ‘monstre’, costoso e insensato. 

Il ‘piano B’: depuratori più piccoli e a servizio di bacini di grandezza inferiore, come si diceva dieci anni fa. Iren non lo esclude, i comuni iniziano a ragionarci. Perché, comunque vada, il tema della depurazione delle acque rimane attuale e va assolutamente risolto. Mentre Sestri Levante e la Val Petronio vanno avanti con il loro percorso, Chiavari, gli altri comuni della costa e la valle dell’Entella sono a interrogarsi su quale possa essere la strada migliore. Alcuni sindaci danno la loro disponibilità, altri riaprono i cassetti con le progettualità di un tempo. Ma quali sono le reali alternative al maxi impianto che sarebbe dovuto sorgere alla Colmata? 

Anzitutto, come più volte prospettato, si parte da un ‘revamping’, cioè una rifunzionalizzazione del depuratore di Preli, quello che da lunghissimo tempo serve Chiavari. I lavori sono necessari ma se questo impianto fosse riportato nella sua piena attività, potrebbe servire oltre a tutta Chiavari anche Leivi e la parte a levante di Zoagli. E così già una zona di quelle considerate critiche sarebbe coperta. 

Torna a vivere anche l’ipotesi di un depuratore di fondovalle nella piana di Seriallo, opzione indicata già anni fa dall’allora sindaco di LeiviVittorio Centanaro. È una strada sempre percorribile, anche se vanno superate le resistenze del comune confinante, San Colombano Certenoli. Ma sicuramente Seriallo sarebbe una scelta perfetta per andare a coprire una vasta porzione dell’entroterra. 

Il problema principale rimane su Lavagna che, attualmente, risulta essere un comune in infrazione (ospitiamo in questo numero di ‘Piazza Levante’ il punto di vista del sindaco, Gian Alberto Mangiante, nella sezione video del nostro sito): la proposta è quella di trasformare in depuratore l’attuale vasca e di potenziare l’impianto in area portuale, per smaltire i reflui anche di CogornoNe e Carasco. Un’altra idea, infatti, è quella di sfruttare i lavori già in atto sulla piana dell’Entella per la realizzazione della cosiddetta ‘diga Perfigli’, allo scopo di costruire le canalizzazioni necessarie a raggiungere la costa dall’entroterra. 

Questo in sostanza il quadro, mentre in Città Metropolitana è iniziato un lavoro di ricomposizione dopo la sentenza del Tar, che sta interessando gli undici sindaci dei comuni coinvolti. 

Sul tema, intanto, sono intervenute nei giorni scorsi la consigliera comunale di Chiavari per Italia Viva, Silvia Garibaldi, e la presidente di Italia Viva Tigullio e Golfo ParadisoFiorenza Franco: “È auspicabile e necessario andare oltre alle sterili polemiche sulle scelte del passato dando priorità alla progettazione di una parte rilevante per il futuro di Chiavari. Chiediamo all’Amministrazione Comunale e alla Città Metropolitana di attivarsi da subito per individuare l’area destinataria del depuratore in un’ottica comprensoriale, evitando sanzioni e tenendo conto che i costi gravano sui cittadini”. 

Secondo Silvia Garibaldi e Fiorenza Franco, il nuovo impianto dovrà “rispondere ai criteri e alle direttive europee sintetizzabili con bassi consumi energetici e riutilizzo delle acque; avere costi di realizzazione e di gestione contenuti, come il nuovo depuratore di Genova Cornigliano che ha richiesto un investimento di circa 60 milioni di euro contro gli oltre 150 milioni stimati da Iren per la realizzazione del depuratore previsto in Colmata; poter essere realizzato in un breve lasso di tempo e rispondere alle esigenze depurative della città di Chiavari e delle zone già attualmente collegate al depuratore di Preli; lasciare libera una vasta area di pregio che deve rimanere a completa disposizione della città di Chiavari”. 

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