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Giovedì 13 agosto 2026 - Numero 439

Un Ecomuseo del Tigullio: il sogno sta prendendo sempre più campo e coinvolge Lavagna, Cogorno, Pietre Parlanti e Dynamoscopio

Verranno creati dispositivi digitali per l’orientamento e per l’interpretazione del paesaggio con la rete sentieristica e di mountain bike, narrazione dell’heritage e dei luoghi di interesse culturale
L'incontro che si è svolto a Lavagna per parlare dell'Ecomuseo del Tigullio
L'incontro che si è svolto a Lavagna per parlare dell'Ecomuseo del Tigullio
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di ALESSANDRA FONTANA

“Il valore è già tutto qui, il nostro compito è solo quello di metterlo insieme”. È questa la consapevolezza alla base del progetto che sta prendendo forma in questi giorni nel Tigullio. Il sogno è quello di costruire un Ecomuseo del Tigullio, iniziativa che coinvolge comuni, associazioni e cittadini.

A lanciare l’idea, alla fine del 2023, Jecoguides: “Insieme al Comune di Lavagna e al Comune di Cogornocon Pietre Parlanti e Dynamoscopio, abbiamo scritto un progetto di innovazione digitale e transizione ecologica, che mira a valorizzare il patrimonio culturale e ambientale di un territorio tanto bello quanto fragile”.

Ma la valorizzazione non è solamente qualcosa di astratto, verranno creati dispositivi digitali per l’orientamento e per l’interpretazione del paesaggio con la rete sentieristica e di mountain bike, narrazione dell’heritage e dei luoghi di interesse culturale, eccellenze e ricettività e così via. E ancora un portale per la promozione, prenotazione e vendita di esperienze outdoor e culturali: escursioni, laboratori, visite guidate, degustazioni, spettacoli, attività subacquee, attività in mare e chi più ne ha, più ne metta.

Salvare la tradizione del passato fermandola in portali online e applicazioni per cellulare, unendo così ricordi e progetti futuri. “Un progetto ambizioso ma preziosissimo a cui questa amministrazione non ha esitato a dare il proprio appoggio a fronte sia del valore indiscusso in termini di valori di tradizione, di promozione della cultura del territorio e di ricaduta sul turismo del progetto che dell’ aspetto innovativo dello stesso – spiegano dal Comune di Lavagna – Un percorso lungo e laborioso dove ad ognuno di noi si chiede di contribuire con i propri ricordi, fotografie, racconti e tutte le informazioni sulla bellezza e ricchezza di questi luoghi”. 

Sabato scorso è andato in scena, nella Sala Rocca del Comune di Lavagna, il primo atto dell’ambizioso progetto, a raccontarlo è una delle organizzatrici, Erika Lazzarini: “È andata davvero bene, siamo commossi. Sono arrivate molte persone per capire come funziona e altre si sono presentate direttamente con le chiavette con all’interno il materiale”. Raccolte parecchie fotografie scattate proprio dai partecipanti alla riunione, l’obiettivo è digitalizzarle e organizzarle: “Qualcuno ci ha portato dei libri, è il caso di Roberto Maggi. Tantissime foto naturalistiche legate alla flora, altre di archeologia rurale. Ci sono i ruderi di essiccatoi, mulini, case. Qualcuno è arrivato da Sestri portando foto di paesaggi. Il messaggio alle persone è arrivato”.

Ma il progetto è ancora più ambizioso: “Vorremmo raccogliere documenti storici, album di famiglia… ma sappiamo che questo è stato solo il primo incontro. I cittadini vogliono rendersi conto di chi siamo e toccare con mano quello che vogliamo fare”. Ha dato il suo appoggio anche lo storico Giorgio Viarengo: “Stiamo revisionando il materiale, compreso quello arrivato via mail. Abbiamo raccolto articoli, per esempio in uno si racconta la tradizione delle finestre dipinte. E ancora uno scultore ci ha portato le immagini delle sue sculture con l’ardesia”.

Un incontro con persone differenti che hanno permesso di raccogliere materiale diverso. Per gli archivi conservati e tramandati di generazione in generazione bisognerà aspettare il prossimo incontro ma nel complesso la prima giornata è stata un successo su diversi fronti. “Siamo riusciti a contattare diversi studiosi di storia locale che hanno dato la disponibilità a pubblicare stralci dei loro studi, articoli e pubblicazioni varie indicando la fonte e il modo per contattare magari l’associazione che ha concesso lo studio e così via”. Un progetto possibile solo con la collaborazione di tutti. Il 6 aprile ci sarà il secondo appuntamento, questa volta dalle 15 alle 18. 

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