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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Giuseppe Valentino, decano degli allenatori di calcio: “Un mestiere in profondo e radicale cambiamento”

Una settimana fa è stato premiato assieme agli altri soci che hanno raggiunto il quarto di secolo di militanza
Giuseppe Valentino, presidente dell'A.I.A.C., l'Associazione Italiana Allenatori di Calcio
Giuseppe Valentino, presidente dell'A.I.A.C., l'Associazione Italiana Allenatori di Calcio
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di DANILO SANGUINETI

Il football negli ultimi vent’anni ha attraversato una fase di cambiamento talmente profonda da farlo diventare qualcosa di assolutamente diverso rispetto a quanto si poteva osservare sui campi, sia professionisti che dilettanti, del passato. Il calcio del ventunesimo secolo è diversissimo, quasi irriconoscibile, per chi ha più di quarant’anni ed ha partecipato od assistito a campionati di “quel” calcio.

È obbligatorio che tutte le componenti del pianeta calcio – dai giocatori ai dirigenti di società, dai commissari agli arbitri si adeguino – non ultimi gli allenatori che, soprattutto nelle categorie minori, quelle che non partecipano al mondo dorato del professionismo, faticano a stare al passo con le continue innovazioni in campo tattico, programmatico, scientifico, persino nel rapporto con i media.

Buon per il Tigullio la A.I.A.C., l’Associazione Italiana Allenatori di Calcio, abbia da cinque lustri un presidente dinamico, combattivo e propositivo come Giuseppe Valentino, ormai una istituzione nel Levante. Ha allenato squadre di grandi e giovanili, di calcio femminile, è stato dirigente in vari club, braccio destro di Arioni al Sestri Levante, ed oggi responsabile delle squadre giovanili della Pro Vercelli che militano nelle categorie nazionali.

Nell’Aiac entrò giovane e oggi, un po’ più “maturo”, ne è il presidente. Una settimana fa è stato premiato assieme agli altri soci che hanno raggiunto il quarto di secolo di militanza: Claudio Natalino BottaroGiuseppe DicuonzoEnzo MalatestaRoberto MorbioniSandro Raffo e Roberto Valente.

“Sono qui da solo 25 anni – scherza ma non troppo – Mi pare l’altro ieri che presi il testimone dal grandissimo Renzo Uzzecchini, che fu in pratica il creatore della sezione Tigullio. Volevo dare una mano e mi dissi che avrei fatto un mandato e poi avrei a mia volta passato le consegne ed invece eccomi qua. La ‘colpa’ è dei colleghi che mi continuano a dare fiducia”. Il fatto è che Valentino risponde perfettamente alle caratteristiche richieste. “In molti dimenticano che siamo pur sempre un sindacato e che dobbiamo ‘combattere’ con la Federazione. Attenzione io non sono un guerrafondaio però sono consapevole che molti traguardi ce li dobbiamo conquistare perché se aspettiamo che ce li diano ‘per grazie ricevuta’ stiamo freschi. Se mi volto indietro e guardo che cosa abbiamo ottenuto debbo per forza essere ottimista. Quando iniziai non c’era l’obbligo di avere un allenatore patentato, con licenza ottenuta attraverso i nostri corsi regolari, tra i dilettanti. Dalla serie D fino alla Terza era il Far West, ci si inventava mister e le società facevano il comodo loro”.

Oggi occorre aver superato il corso Uefa C per allenare in serie D e Uefa D dall’Eccellenza in giù. “Non solo. Anche alla guida delle formazioni giovanili servono persone con patentino C o D, e in serie D e seguenti c’è l’obbligo dell’allenatore in seconda, quindi c’è un vice allenatore che deve far parte dello staff tecnico”. Alla battaglia per certificare le competenze di chi vuole fare il tecnico si è accompagnata quella per… il grano. “Mi pare cosa più che giusta. Siamo giusti: allenare in D, che è una categoria che richiede un impegno quotidiano del tecnico, è un lavoro, quindi va garantito il diritto alla retribuzione. Poiché tra i Dilettanti non possono esserci contratti, ritengo una grandissima vittoria aver imposto l’obbligo che i club mettano nero su bianco quanto hanno pattuito con i tecnici per il ‘rimborso spese’. Almeno un minimo di assicurazione in caso di licenziamento è garantito”.

La guerra per sensibilizzare i propri tesserati è sempre in corso. “Nel Tigullio siamo in tanti e siamo in continua crescita però a volte si dimenticano di noi. Per esempio il mese scorso il Sestri ha organizzato un convegno sul problema delle scommesse nel calcio e non ci ha invitato. Inoltre fatichiamo a convincere gli allenatori che i corsi di aggiornamento non sono un di più, uno sfizio, ma sono necessari per tenersi al passo con materie che evolvono con ritmo quotidiano”.

La sezione del Tigullio è in prima fila. Lo scorso 14 dicembre ha portato Sandro Pochesci per una serata di aggiornamento gratuito presso la Colmata Mare di Chiavari. “Per fortuna che c’è un ricambio generazionale, con i miei vice Roberto Valente e Alessandro Calcagno, ma anche nuovi promettenti mister al femminile come Pina Condidorio, selezionatrice delle rappresentative regionali femminili e Matilde Malatesta“. Nel 2024 elezioni per il rinnovo del direttivo sezione Tigullio. Scommettiamo che Valentino corre verso il trentennio?

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