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Giovedì 15 ottobre 2026 - Numero 448

Il Trial Team Aveto continua a espandersi: Santo Stefano e la valle sono ideali per le competizioni

Il presidente Roberto Bottini: “Servirebbero fondi che per il momento discipline come la nostra neppure si possono sognare. Per fortuna che abbiamo tanti iscritti”
Il trial è uno sport sempre più popolare in Val d'Aveto
Il trial è uno sport sempre più popolare in Val d'Aveto
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di DANILO SANGUINETI

I tanti trick ammirati al bordo della strada o del piazzale dove si svolgevano le prove, quelli sognati occhieggiando alle moto sistemate sui rack o nei box o nei van stanno diventando in questi mesi una realtà che si concretizza tra le mani dei biker della Val d’Aveto e zone limitrofe. Impugnare saldamente il manubrio e sfidarsi in arrampicate impossibili, in salti assurdi ed equilibri che parrebbero insostenibili anche per bipedi umani, figurarsi per due ruote chiodate.

La passione è alla base della Trial Team Aveto fondata e presieduta da Roberto Bottini pochi anni fa e che si è guadagnata in poco tempo il consenso di molti e l’ammirazione degli altri. Il presidente descrive i primi passi del club. “Dopo aver contribuito alla organizzazione del Campionato Mondial di Trial nel 2012 abbiamo deciso di creare una associazione sportiva dilettantistica chiamata appunta Trial Team Aveto che fosse il punto di raccolta di tutti gli appassionati del moto trial, sia che intendessero dedicarsi all’agonismo, sia che volessero praticare in maniera organica e sicura questa disciplina. Una particolare attenzione ai giovani, ai più piccoli che vogliono dedicarvisi. Il tutto grazie anche al sostegno del nostro sponsor principale, il Caseificio Val d’Aveto di Rezzoaglio“. Oltre a Bottini le colonne portanti del team sono Renato e Daniele Fugazzi, e Maurizio Squeri.

“In prima battuta organizziamo eventi in collaborazione col Motoclub La Guardia La Superba. Nel 2012 il Mondiale e nel 2018 l’Europeo. Santo Stefano e la Valle sono teatri ideali per questo tipo di competizioni tenendo ben presente che non stiamo parlando di fuoristrada ma di aree organizzate e di strade percorribili, quindi niente sentieri, niente escursioni tra i boschi. Siamo molto rispettosi di tutte le limitazioni che valgono nelle riserve e che preservano l’ambiente”.

Infatti per avere il permesso di gareggiare fuori dall’area a loro riservata, un’area al di fuori del centro abitato e che è una specie di ranch è molto complicato. “Infatti siamo riusciti a ospitare un mondiale, due europei e diversi campionati italiani, e tuttora organizziamo campionati regionali, grazie al fatto che abbiamo tutti i permessi ottenuti attraverso iter laboriosi”.

Poi c’è l’area attrezzata fissa. “In località San Rocco, a Rezzoaglio, appena imboccato il bivio per Pievette, 500 metri sotto il paese c’è una zona a nostra disposizione di circa 27mila mq. Lì i nostri ragazzi i vanno ad allenarsi, non potrebbero certo girare tutto il giorno con questo tipo di moto”.

Certo sarebbe bello se oltre all’area attrezzata avessero altri percorsi sui quali provare. “Servirebbero fondi che per il momento discipline come la nostra neppure si possono sognare. Per fortuna che abbiamo tanti iscritti e abbiamo potuto formare una squadra di giovani agonisti, 12 piloti in erba che stanno facendosi conoscere. Alcuni arrivano addirittura da Albenga, qualcuno da Spezia, anche se tanti sono nativi. Mio figlio Tommaso, 21 anni, è detentore del titolo ligure. Per fare cinque gare in Liguria e altre dieci in tutta Italia deve affrontare spese e fatiche non indifferenti”.

C’è però una strada alternativa più breve, che potrebbe portare alla svolta. “Pochi mesi fa abbiamo fatto provare la moto con motore elettrico a oltre 50 bambini e ragazzini. È stato un successo. Il veicolo può anche essere guidato da piccolissimi, 4-5 anni perfino, è sicuro, ecologico e user friendly. Potrebbe essere il nostro futuro”.

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