Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 5 febbraio 2026 - Numero 412

La Lavagnese torna in serie D con intenzioni serie. Compagnoni: “Riprendiamo il discorso da dove si era fermato”

“Sono ancora esaltato per la nostra impresa di due mesi fa. Avrei voluto tenere tutti i protagonisti dell’impresa, ne abbiamo portati in D il più possibile”
La Lavagnese è tornata in serie D e ha ambiziosi progetti
La Lavagnese è tornata in serie D e ha ambiziosi progetti
Condividi su

di DANILO SANGUINETI

“Assolutamente no, non sono mica matto!”. Questa è la risposta secca del presidente della LavagneseStefano Compagnoni, alla richiesta se intende imitare il collega Stefano Risaliti, numero uno del Sestri Levante, e quindi raggiungere i corsari e la Virtus Entella (a meno che…) nella serie C 2004-2005. È sicuramente sincero, anche se è vero che l’appetito vien mangiando e che il desiderio di imitare i successi altrui e competere con i vicini sia un potente pull-factor per i boss del calcio locale.

Poi c’è anche il fatto che la promozione per certi versi insperata dei bianconeri lavagnesi – raggiunta attraverso i play off nazionali di Eccellenza, impresa che in 40 anni quasi mai è riuscita alle liguri (due soli precedenti) – abbia infuso una scarica di energia positiva all’intera società. È un dato che certifica come l’attuale dirigenza della Lavagnese, rivista e potenziata nell’ultimo biennio, abbia potenzialità e capacità che nel quarto di secolo della presidenza Compagnoni raramente si era vista. Basterebbe confrontare le dichiarazioni e le immagini di oggi a quelle del timoniere bianconero nel 2021-22 quando dovette incassare la prima retrocessione del suo mandato, una caduta in Eccellenza per certi versi incredibile, accompagnata da dichiarazioni di stanchezza e sconforto per essere da troppo tempo in sella e lasciato troppo solo in plancia. Oggi abbiamo uno Stefano Compagnoni allegro e pimpante come se i suoi ragazzi gli avessero tolto a suon di vittorie e imprese 25 anni. 

La campagna acquisti fa pensare che ad una Lavagnese che torna in serie D con intenzioni bellicose, il ruolo di matricola inesperta non le si addice e ancora meno quello della comparsa. Dopo un solo anno di purgatorio, come lo ha definito il presidente, è risalita nella categoria che le compete, sempre secondo il suo numero uno. Questo però non esclude che non si possa fare un pensierino anche a un ulteriore salto di qualità.

“Mi seccava aver perso la serie D dopo venti anni dalla storica promozione, nel 2001: venti anni di salvezze ininterrotte, quasi mai sofferte e di qualche piazzamento prestigioso. Oggi riprendiamo il discorso interrottosi per meno di dodici mesi e vogliamo che questo ventunesimo anno di serie D sia più fruttifero del precedente. Sono ancora esaltato per la nostra impresa di due mesi fa. Avrei voluto tenere tutti i protagonisti dell’impresa, ne abbiamo portati in D il più possibile, gli altri non sono venuti per questioni legate ai limiti di età non certo per demerito. Ringrazio anche i giocatori nuovi, molti dei quali che arrivano da categorie e società prestigioso per averti scelto”.

L’euforia del presidente è alimentata anche dall’entusiasmo della figlia Roberta sua braccio destro oltre che nell’impresa di famiglia anche nel club di calcio. Lei e Jack Nicolini, direttore generale, che ha coinvolto Croci come direttore sportivo e confermato Davide Focacci team manager e social media manager, oltre che Fusieto Merciari come infaticabile addetto stampa, formano la squadra che dà al presidente Compagnoni le giuste dritte. E il piacere di fare calcio è tornato.

“È vero, ma io in ogni caso tengo la testa sul collo. Non mi lancio in avventure che potrebbero rivelarsi assai effimere. So quali sono le possibilità della società e della città. C’è piena sintonia con l’amministrazione cittadina, sindaco Mangiante in testa dato che è il nostro primo tifoso. Ora pensiamo a tenerci il posto a tavola, cercando di non fare…indigestione!”.

Ultimi video

“C’era un asilo… e ora c’è”: passo dopo passo, torna il progetto della scuola dell’infanzia Asilo Della Torre
Aperte le porte fino al 14 febbraio a genitori e bimbi. Un’offerta formativa che guarda oltre
“La lingua ligure conquista l’Italia”. Il genovese è il dialetto più amato
Cesare Dotti, assessore della Società Economica: “Non è solo una lingua romanza, ma un modo di vivere. Un patrimonio da tramandare"

Altri articoli

Arti marziali, grande giornata di sport domenica a Chiavari, presso la Palestra Marchesani, con le varie discipline

Il ricavato dell’evento sarà interamente devoluto per manutenzione straordinaria all’impianto termico del Centro Giovani “I Filippini” di via Ravaschieri

Campionati Italiani Assoluti di Lotta, Jacopo Masotti della Chiavari Ring vince l’oro per il secondo anno consecutivo

Per la Liguria nello stesso fine settimana sono arrivate altre tre medaglie d’oro ed una d’argento, tutte nella specialità lotta libera