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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Premio Mimmo Angeli, in due tappe, a Luigi Garlando, Claudio Cerasa e Silvia Isola

La cerimonia di consegna il 7 giugno e poi il 20 settembre, sempre a Wylab, a ingresso libero. Organizza il nostro settimanale
Mimmo Angeli è stato direttore del Corriere Mercantile dal 1979 al 2015
Mimmo Angeli è stato direttore del Corriere Mercantile dal 1979 al 2015
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di MATTEO GERBONI

Il premio Mimmo Angeli raddoppia. La seconda edizione del riconoscimento in ricordo dello storico direttore del ‘Corriere Mercantile’, ideato da ‘Piazza Levante’, si sdoppia. 

Primo atto il 7 giugno con la consegna a Luigi Garlando per la categoria sport (alle 18 a Wylab nel cuore di Chiavari), scrittore e prima firma della ‘Gazzetta dello Sport’ che parlerà di un tema particolarmente interessante in questa fase storica per il giornalismo: ‘Come è cambiato il rapporto tra i media e le società di calcio negli ultimi 20 anni’

Il 20 settembre sarà Claudio Cerasa, direttore del ‘Foglio’, a ricevere il premio per il settore cronaca. Novità di questa seconda edizione l’assegnazione del riconoscimento anche ad un giornalista giovane: ha ottenuto più voti dalla nostra redazione Silvia Isola, brillante collega di ‘Primocanale’, capace di interpretare il ruolo del cronista come sarebbe piaciuto a Mimmo Angeli. 

Un direttore speciale, il più longevo d’Italia. Era arrivato a dirigere il ‘Corriere Mercantile’ nel 1979, assumendo le redini di un giornale che sembrava condannato a morte appena due anni prima dal fallimento Fassio. Non ci credeva quasi nessuno a quell’impresa. Ma lui sì, ci ha creduto fino in fondo. Perché conosceva la forza e la stoffa di quella redazione che piano piano conquistò con la sua passione e il suo fiuto per la notizia.

La vita di un uomo è come un libro. Quella di Angeli è un romanzo, nel quale perdersi per ritrovare personaggi e storie, simboli e battaglie, passioni e illusioni con un solo marchio di fabbrica: il giornale. 

Una vita intensa con la sua vivacità intellettuale e la sua immensa curiosità, un ‘guerriero’ con mille battaglie da intraprendere, mille idee, mille suggerimenti, mille nomi da coinvolgere, mille titoli con cui aprire il giornale. E una radicalità di principi e di idee, mai preconcetta e mai persa neppure quando, negli ultimi anni, la sopravvivenza era diventata l’unico obiettivo delle nostre giornate.

In quella sfida, la redazione, umiliata da una imminente drammatica chiusura, trovò una ragione di vita e il proprio coraggio professionale. Nessuno si sentì escluso. La nave restò in movimento oltre ogni più rosea aspettativa, anche se sopra eravamo in pochi a far funzionare le macchine. Le riunioni del mattino erano il luogo del confronto e dell’elaborazione, ma anche delle ramanzine. Belle lezioni di giornalismo.

Mai come in quelle occasioni ci sentimmo coinvolti e ‘sfidati’ da quel direttore che ne sapeva una più del diavolo e gliene venivano in mente talmente tante che era difficile stargli dietro. Si presentava, ogni mattina, con un foglio bianco su cui c’erano appuntati, con il pennarello nero – con cui si sporcava regolarmente le sue camicie celesti – i pezzi da scrivere, i libri da recensire, le interviste da fare, e le inchieste, i reportage. E guai a dimenticarsi di qualcosa, perché a sera chiedeva conto.

La scelta dei premiati non è casuale. Come l’anno scorso scegliemmo Fiorenza Sarzanini per la cronaca e Xavier Jacobelli per lo sport, giornalisti capaci di lasciare il segno con la penna in mano e persone di grande spessore morale, anche oggi la nostra scelta ha avuto la stessa ispirazione. 

Luigi Garlando è il giornalista sportivo più conosciuto e apprezzato nel panorama nazionale. Da anni scrive libri di successo per ragazzi. Il suo romanzo ‘Per questo mi chiamo Giovanni’ (Fabbri 2004, ora Bur), sulla vita di Giovanni Falcone, è da anni uno dei libri più letti e adottati nelle scuole italiane. Si legge nel l’introduzione del suo sito: “Non c’è bisogno che lasciate ogni speranza voi che entrate. Qui troverete le mie due anime: quella di giornalista della Gazzetta dello Sport e di scrittore per ragazzi. Vi porterò in giro per gli stadi che frequento e nei cantieri dei miei nuovi libri. Chiacchiereremo di pallone e del mondo, che ha la stessa forma. Questo è un sito a base di campioni, ma anche di Dante Alighieri e delle mitiche Cipolline. Non garantisco il paradiso, ma assicuro che non sarà un inferno”. 

Claudio Cerasa, è un giornalista, blogger e direttore del quotidiano ‘Il Foglio’ dal gennaio del 2015 a soli 33 anni dopo le dimissioni di Giuliano Ferrara. Un enfant prodige scelto dallo storico fondatore della testata. Il suo vero maestro, un costante punto di riferimento per la sua crescita professionale. Ama raccontare: “Il momento più bello della giornata era la riunione delle 11. Seduti ovunque attorno a un tavolone pieno di computer e di scartoffie. Giuliano espone le proprie idee, poi parlano gli altri, tutti gli altri. Una sorta di concerto jazz, un insieme di suoni che finiranno per comporre il giornale”.

Immagine bellissima. Come la sua definizione della carta stampata: “Il giornale che funziona è quello a cui il lettore strappa le pagine per conservare un articolo. Il quotidiano di notizie non può sostenere il confronto con un sito h 24. Il modello che può resistere è un Foglio più ampio, fatto di tante nicchie e di pezzi lunghi che raccontano storie con bella scrittura. Quelli che fanno venire voglia di staccare la pagina. Un giornale che trasmetta idee, che fa riflettere”. La stessa idea che aveva Mimmo Angeli, ogni mattina quando chiudeva la porta del suo ufficio e iniziava la riunione di redazione.

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