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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

‘Danziamo ancora’: Sara Nastos riprende il successo di Hk et les Saltimbanks e guida la riscossa post pandemia degli artisti

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di ALBERTO BRUZZONE

Non c’è stato periodo più brutto e più critico, per tutte le professioni legate allo spettacolo e alla cultura, di quello della pandemia. E se n’è parlato molto di meno, rispetto certamente ad altre categorie.

Gli artisti, abituati a stare sotto i riflettori, sono finiti in coni d’ombra, sovvenzionati dallo Stato e dalle Regioni, ma nel silenzio delle loro stanze e nell’impossibilità di dar libero sfogo alle loro idee e alla loro creatività.

Ora, pur tra moltissime restrizioni, si sta lentamente ripartendo: i cinema hanno riaperto i battenti, i teatri tornano a proporre spettacoli, anche in vista della stagione estiva con i palcoscenici all’aperto, gli eventi culturali in presenza riempiono nuovamente i calendari, si parla di concerti musicali e ci si prenota per poterli seguire.

Ma gli artisti continuano a ripetere come questo periodo sia stato e sia ancora durissimo, e lo dicono per il presente e pure un po’ a memoria futura. Tra le persone in prima linea c’è Sara Nastos, contralto di origini greche, molto conosciuta in tutto il Tigullio, territorio in cui vive da oltre vent’anni e dove ha fondato la sua Scuola della Voce, che ha fatto crescere e continua a far crescere e maturare moltissimi talenti.

È in prima linea, Sara Nastos, perché è stata tra le personalità che più di tutte hanno recepito e capito in anticipo l’enorme successo e l’enorme portata comunicativa di una canzone francese che ha spopolato qualche mese fa: si chiama ‘Danser encore’ ed è stata lanciata dal gruppo Hk et les Saltimbanks (dove Hk sta per Kaddour Hadadi, ovvero l’autore del brano).

“Ancora in piena pandemia – ricorda Sara Nastos – questa canzone è stata cantata e ballata all’interno della Gare du Nord di Parigi. Vi hanno partecipato moltissime persone e altrettante si sono unite sul momento, in un bellissimo flash mob. Il video, caricato sui vari social network, è subito diventato virale e ‘Danser encore’ è diventato un successo di livello europeo”.

Serviva un grido di dolore comune, ma anche un grido di resistenza e di speranza, per tutto il mondo legato allo spettacolo e alla cultura, e ‘Danser encore’ è diventato appunto il manifesto. “Così si sono susseguiti i flash mob in tantissime città europee e anche in Italia – prosegue Sara Nastos – Qui, è stata utilizzata la versione intitolata ‘Danziamo ancora’ che è stata tradotta personalmente da me. Ci siamo esibiti a Chiavari, a Genova e a Bologna, ma altre scuole e altri artisti hanno portato la stessa versione dal nord al sud dell’Italia”.

Ieri mattina, alle 11 al Porticato Brignardello di Lavagna, ‘Danziamo ancora’ è stata nuovamente rappresentata da Sara Nastos e da alcuni suoi allievi della Scuola della Voce di Chiavari: “Perché bisogna ancora tenere l’attenzione alta sul nostro ambiente e perché tutto non è finito, ci sono ancora moltissimi problemi e moltissimi nodi da risolvere, e viviamo con il timore che si possa sempre tornare indietro, invece che progredire, come purtroppo abbiamo potuto sperimentare lo scorso autunno”.

‘Danser encore’ è nato come inno di rivendicazione, e anche di protesta: “Alcune decisioni prese sono state discutibili. È indubbio che siamo stati penalizzati e poi dimenticati, rispetto ad altri settori e ad altri mestieri. L’unico modo che abbiamo di farci sentire è esattamente questo: scendere sì in piazza, ma farlo pur sempre attraverso una forma artistica”.

‘Cantiam, danziam con eleganza all’alba e in ogni circostanza. Ci voglion chiusi in una stanza? E noi rompiamo il gran silenzio’: il messaggio è semplice, arriva diretto e in maniera efficace. Intanto, Sara Nastos porta avanti il suo metodo didattico e ha continuato a farlo anche nel periodo in cui non si sono potuti svolgere spettacoli e concerti dal vivo: la Scuola della Voce di Chiavari, salvo un periodo di stop durante il lockdown totale di marzo e aprile 2020, non si è mai fermata, pur sempre nel pieno rispetto di tutti i protocolli anti Covid-19.

‘Canto è salute’ è una delle iniziative più recenti: una campagna nata per far conoscere le proprietà terapeutiche del canto. “Attraverso il canto, infatti, si migliorano altri aspetti, come l’umore. E quando una persona è felice, è meno probabile che possa contrarre delle malattie”. Che è poi uno dei concetti di fondo anche di ‘Danser encore’: “Non si può fermare l’arte e non si può chiuderla in una stanza. È questo il messaggio principale. L’arte prima o poi si libera sempre”. Ed è un’ottima prospettiva post pandemia. “Noi – conclude Sara Nastos – abbiamo continuato a lavorare con grandissimo impegno alla Scuola della Voce. Adesso speriamo con tutto il cuore di poter mostrare al pubblico tutti i frutti del nostro lavoro”. Sarà una gioia per tutti, un ‘danzare ancora insieme’.

IL FLASH MOB DI CHIAVARI DELLO SCORSO MAGGIO

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