Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435
Condividi su

di ALBERTO BRUZZONE

C’era una volta Chiavari: quando dai Bagni Lido si poteva vedere il promontorio di Sestri Levante; quando le mareggiate allagavano il lungomare; quando da corso Assarotti l’orizzonte era il punto d’incontro tra cielo e mare, e non il palazzo davanti. Quando il ponte stradale sull’Entella non era ancora stato costruito. Quando il Carnevale era un evento di massa. Quando il mercato del pesce animava via Rivarola. E tanti, tanti altri ricordi.

Tutto questo mondo che non c’è più emerge, o meglio riemerge, dai bellissimi scatti di Fernando Galardi, nel volume ‘La mia Chiavari ieri e oggi’, pubblicato dall’editore genovese De Ferrari. Una stupenda carrellata di foto dell’epoca, dagli anni Cinquanta in poi, che l’autore si diverte ad affiancare alle identiche prospettive attuali.

Cogli le differenze, potrebbe essere la filosofia del libro. Ma in realtà, se ci si ferma a riflettere, c’è molto di più: perché questa pubblicazione stimola l’intelletto, tocca le leve dei ricordi, del cuore, della memoria, finanche della nostalgia canaglia. Sfogliando queste pagine si avverte tanta emozione, insieme ad altrettanto stupore: com’è capitato di recente, ad esempio, di fronte alla raccolta di scatti in bianco e nero del maestro Michele Guyot Bourg, il ciclo ‘Vivere sotto una cupa minaccia’, dedicato alla costruzione del Ponte Morandi di Genova.

Qui non c’è la tragedia umana, a marcare il segno tra ieri e oggi, ma c’è ugualmente l’avanzare di altri stravolgimenti: l’arrivo dell’edilizia massiva, la costruzione di palazzi sempre più alti, le colline oltraggiate, la costa oltraggiata, i panorami oltraggiati.

‘La mia Chiavari ieri e oggi’ diventa così anche documento storico, denuncia, giocando sempre sul filo dei contrasti, ma in maniera aulica e sopraffina, senza mai scadere nel banale, nell’ovvio, nel già sentito dire. Per questo il lavoro di Galardi è prezioso: quello di un tempo come quello attuale.

“Era il 1951 – racconta l’autore – quando incominciai a fotografare la mia città. Solo molti anni dopo nel confrontare gli scatti antichi con i successivi che avevano via via scandito il mio sguardo, mi sembrò evidente che la mia predilezione era ancora legata al primo amore. Mettendo a confronto prospettive, angoli visuali che quasi inconsapevolmente avevo ripetuto nel tempo, emergeva materializzato un giudizio e quasi una nostalgia. Il cemento che con le nuove costruzioni aveva riempito angoli di vuoto molto spesso aveva deturpato la memoria della cittadina di provincia, regina del Tigullio che ancora abitava il mio cuore. Cominciai a mettere a confronto le immagini: anche senza parole esse parlavano e raccontavano nel bene o nel male, come nel bello o nel brutto, la loro storia. La città, dopo la guerra, era cresciuta, la modernità aveva sopperito a tante nuove esigenze, ma solo raramente rispettando il carattere antico o semplicemente moderno che nel primo Novecento aveva lasciato segni di eccellenza. La qualità delle nuove costruzioni architettoniche non brillava in originalità e bellezza”.

Si potrà essere d’accordo o meno, con il punto di vista di Galardi, ma di sicuro l’intento è stato centrato: quello di suscitare una reazione, un dibattito, una discussione culturalmente elevata. Il potere della fotografia seppiata o in bianco e nero, nell’età del colore e del modernismo spinto, è ancora fortissimo.

La scheda
Fernando Galardi
La mia Chiavari ieri e oggi
Aprile 2019
Pagine 74 – Euro 16
De Ferrari Editore

Ultimi video

Cavi Arenelle ritrova il suo cuore verde. Inaugurati i giardini riqualificati e restituiti alla cittadinanza
Saranno spazio di incontro e aggregazione. Il Sindaco Alberto Mangiante: “Un intervento che guarda alla qualità della vita e al futuro della città"
La rotta del Dinamico: il viaggio di un gozzo tra mare, memoria e generazioni
Una storia che attraversa il tempo, nata dall’amore per il mare e custodita da chi ne ha saputo preservare il valore. Un patrimonio di passione e ricordi che continua il suo viaggio

Altri articoli

L’Italia e altri nove paesi chiedono una revisione del sistema Ets “che non penalizzi l’industria”

Tra le richieste, il prolungamento oltre l'attuale orizzonte del 2039 del percorso di azzeramento delle emissioni

La Madonnina del Mare di Zoagli spegne quaranta candeline e intanto è stata sottoposta a un’operazione di pulizia

L’intervento è stato eseguito dagli specialisti del Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova, in collaborazione con il Comune e con il Comitato Madonnina del Mare