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Servizi della ‘rumenta’: anche l’Autorità nazionale per la concorrenza e la tutela del mercato contro gli affidamenti in house

da Alberto Bruzzone

di ANTONIO GOZZI

Il tema dell’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani dei Comuni del Tigullio ad un gestore unico resta di assoluta attualità.

In particolare permane una discussione molto dura sulle modalità di tale affidamento in gestione; vi è una netta contrapposizione tra i Comuni del Tigullio, che chiedono un appello al mercato e una gara tra i vari offerenti il servizio, e il Sindaco della Città Metropolitana Bucci che vuole assegnare in modo diretto, cioè senza gara (in house come si dice oggi) l’appalto alla municipalizzata di Genova, Amiu, per ben quindici anni!

In queste pagine si è già sostenuto che la pretesa di Bucci è contraria a ogni principio di trasparenza e di buona gestione e che vi è il forte rischio di far pagare ai cittadini del Tigullio le inefficienze di un’azienda come l’Amiu, che certamente non passa per essere una delle migliori del settore, e che non si capisce per quale ragione debba potersi sottrarre al giudizio del mercato.

Si è inoltre evidenziato il rischio del forte conflitto di interessi in cui potrebbe trovarsi il Sindaco di Genova nel caso in cui l’affidamento senza gara all’Amiu favorisse di fatto i cittadini di Genova a scapito di quelli del Tigullio, che subirebbero le decisioni di un soggetto non votato.

Ci viene in mente il vecchio detto dei patrioti americani contro il regno di Inghilterra ai tempi della Guerra di Indipendenza: “No taxation without rapresentation”, e cioè non è possibile tassare chi non ha voce in capitolo sulle decisioni di tassazione, almeno attraverso il voto che designa chi imporrà le tasse.

A sostegno delle più che legittime preoccupazioni dei Comuni del Tigullio che rappresentano famiglie e imprese della nostra terra, e che hanno raggiunto negli anni livelli di raccolta differenziata almeno doppi di quelli raggiunti nella città capoluogo (e grazie a ciò vedono le loro tariffe Tari particolarmente competitive) viene anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la cosiddetta Autorità Antitrust.

Recentemente tale Autorità, in una comunicazione annuale inviata al Parlamento contenente le raccomandazioni per la stesura della legge sulla concorrenza, si è occupata proprio di affidamenti dei servizi in house.

“I servizi pubblici locali – scrive l’Autorità della Concorrenza – sono tuttora erogati sulla base di un capitalismo pubblico che non appare generalmente idoneo ad assicurare adeguati livelli di efficienza e di qualità dei servizi”.

Il ragionamento parte da considerazioni più generali sulle società pubbliche locali.

La spending review del 2014 dell’allora Commissario alla spesa pubblica Carlo Cottarelli ne chiedeva la riduzione da ottomila a mille. Anche la più recente riforma Madia, sia pure più blanda, ne proponeva la razionalizzazione, ma senza successo se si tiene conto che il numero di tali società è da allora addirittura aumentato, arrivando a quota 8510.

Uno dei malanni principali indicati dall’Autorità è proprio il cosiddetto affidamento dei servizi in house, ossia in esclusiva e senza gara, a società controllate dall’ente locale. Il conflitto di interessi di cui anche noi abbiamo parlato (il controllore che impone l’azienda controllata di cui dovrebbe essere il severo guardiano e non lo sponsor) è aggravato dall’assenza di concorrenza: su 14.626 affidamenti meno dell’8% è assegnato attraverso gare.

Le società pubbliche – segnala l’Autorità – si sono sovente caratterizzate per l’inefficienza delle loro gestioni, che hanno avuto un impatto negativo sulla finanza pubblica e sulle tasche dei cittadini nonché sulla qualità dei servizi offerti. Tutto ciò ha costituito un ostacolo grave alla concorrenza e al mercato e ha favorito il clientelismo e talvolta la corruzione.

Il richiamo dell’Autorità per la Concorrenza casca a fagiolo, e costituisce ulteriore elemento di riflessione e di forza dei Comuni del Tigullio nei confronti della malsana idea proposta dal Sindaco dell’Area Metropolitana. È necessario che i Comuni del Tigullio e i rappresentanti del Levante nell’Assemblea dell’Area metropolitana continuino ad operare uniti. I Consigli comunali di Casarza e Sestri Levante hanno votato ordini del giorno molto precisi in tal senso. Si spera che gli altri Comuni facciano altrettanto, a partire da Chiavari che stasera ha la questione all’ordine del giorno grazie a una mozione del gruppo di minoranza Noi di Chiavari.

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