Home Attualità Valeria Corciolani si fa in tre: ultima avventura per Jules e Alma, nuovo ciclo con Rizzoli e il film da ‘Il morso del ramarro’

Valeria Corciolani si fa in tre: ultima avventura per Jules e Alma, nuovo ciclo con Rizzoli e il film da ‘Il morso del ramarro’

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Parafrasando il linguaggio tennistico, si può certamente dire che Valeria Corciolani ha completato il set, ma non ha affatto completato il match. E che nuove sfide, professionali e di vita, la attendono, stimolanti quanto mai.

Ha completato il set perché, proprio due giorni fa, è uscito per i tipi di Amazon Publishing il sesto (e per ora ultimo) capitolo dell’ormai popolarissima saga della colf e l’ispettore, ovvero Alma e Jules, ovvero i due personaggi che hanno reso questa simpatica, brillante, entusiasta ed entusiasmante autrice chiavarese famosa in tutta l’Italia e pure in qualche parte del mondo dove arriva con i suoi lavori (Stati Uniti e Canada, tanto per dirne due).

‘Il tempo fa le pietre’ è il titolo di questa puntata di commiato, e arriva dopo: ‘Acqua passata’, ‘Non è tutto oro’, ‘A mali estremi’, ‘E come sempre da cosa nasce cosa’, ‘Peggio per chi resta’. Ultimo lavoro e ultimo titolo con un mezzo proverbio, secondo quella scelta editoriale partita in occasione della prima avventura e poi sempre confermata: “In questo caso – racconta Valeria Corciolani – si tratta di un detto molto popolare nelle zone del Piemonte e della Lombardia, ovvero ‘Il tempo fa le pietre, e poi le consuma’. Abbiamo fatto un po’ di ricerca, alcuni proverbi non potevano essere utilizzati in quanto sono titoli già per altri libri di altri scrittori. Ma ‘Il tempo fa le pietre’ si adattava bene a questa storia”.

E dopo una ‘escursione’ in Valle d’Aosta, la terra natale dell’ispettore Jules Rosset, dove Valeria ha ambientato il quinto titolo, ‘Peggio per chi resta’, ecco che l’azione ritorna in Liguria. Non sono posti scelti a caso, è ovvio: un po’ perché Liguria e Valle d’Aosta sono la prima e la seconda casa di Valeria Corciolani, un po’ perché uno scrittore riesce a dare il suo meglio quando racconta dei posti che conosce, dei posti di cui può respirare l’aria, le storie, finanche i pettegolezzi, dei posti di cui può sentire a pelle le persone, prima ancora che con lo sguardo.

‘Il tempo fa le pietre’: comincia tutto alla stazione ferroviaria di Chiavari, all’alba di un giorno di maggio. Un corpo viene ritrovato tra i binari, dilaniato dal treno merci delle 4.43. Tutto lascia pensare a un suicidio, ma l’ispettore Rosset non ne è convinto sino in fondo. Riuscirà a risolvere l’enigma, come sempre, grazie ad Alma. Ma rimarranno gli enigmi interiori dentro di lui, ed è anche per questo che Valeria ha lasciato una finestra volutamente aperta.

Torneranno Jules e Alma? Mai dire mai, si potrebbe rispondere, sempre per utilizzare il linguaggio dei proverbi. “Lascio con una certa malinconia – confessa la scrittrice – però me lo ero anche imposto. Sono personaggi che ho amato, ho ancora dentro il desiderio di dire qualcosa d’altro, ma al tempo stesso mi piace pure l’idea di solcare altre strade. All’inizio, Amazon Publishing aveva proposto dieci titoli: mi sono fermata a sei, anche perché una certa serialità mi ha sempre un po’ spaventata, insieme alla paura di stancare”.

Il successo è stato clamoroso, sin dal primo titolo. Arrivati al sesto, si è andati avanti di bene in meglio: ‘Il tempo fa le pietre’ soltanto nel primo giorno di uscita, martedì 13 aprile, aveva già totalizzato oltre duemila copie vendute. Si vanno ad aggiungere a tutte le altre dei capitoli precedenti: “È un numero che mi emoziona talmente tanto che non riesco neppure a dirlo”.

Sono centotrentamila copie, più di un Maracanà di Rio de Janeiro pieno in ogni ordine di posto. Il quintuplo di tutti gli abitanti di Chiavari: al solo pensarci l’emozione sale.

“Sono molto contenta. Quando ho scritto il primo romanzo di questa serie, già pensavo che sarebbero arrivati altri capitoli, difatti ho lasciato porte e finestre aperte e introdotto personaggi che ho avuto poi modo di meglio definire negli episodi successivi. Ma questa immensa fortuna non me la aspettavo. Mi ha fatto un enorme piacere”.

E se da una parte cresceva la platea dei lettori, dall’altra si delineava sempre più lo stile di Valeria Corciolani: uno stile talmente personale e caratteristico da esser diventato il suo, solo e soltanto suo. Jules e Alma hanno fatto conoscere Valeria al grande pubblico, Jules e Alma le hanno permesso di arrivare a una splendida maturità, al punto da conquistare un altro prestigioso editore: Rizzoli.

Il celeberrimo marchio milanese l’ha cercata, l’ha voluta, le ha lasciato carta bianca. L’ha cercata, voluta e lasciata libera perché desiderava proprio lei, desiderava proprio quello stile ben preciso per un nuovo personaggio, per una nuova saga. Ed ecco che socchiusa una porta (perché la porta della colf e dell’ispettore non si chiude definitivamente), si spalanca un portone: “Il prossimo 22 giugno – racconta Valeria – debutterò all’interno della collana ‘Nero Rizzoli’: nuovi personaggi e nuove ambientazioni, legate al mondo dell’arte, che è l’altra mia grande passione”.

Eh sì, perché Valeria, oltre a essere una scrittrice, è anche una bravissima illustratrice, in particolare di pubblicazioni destinate ai ragazzi. Finisce qui? Assolutamente no: il set di Alma e Jules è completo, il match no, come si diceva all’inizio.

E questo perché Valeria Corciolani, da qualche tempo, è coinvolta pure nell’interessante progetto di realizzare un film tutto chiavarese ispirato al suo secondo romanzo, ‘Il morso del ramarro’, giunto alla terza ristampa per i tipi di Emma Books: della trasposizione dalle pagine al grande schermo si sta occupando la casa di produzioni cinematografiche e video chiavarese CIMA Prod, che ha in Nerio Bergesio e Maria Lodovica Marini le sue principali anime e nella cui società c’è anche la stessa Valeria Corciolani.

Le riprese della pellicola dovrebbero cominciare, emergenza sanitaria permettendo, in estate e ci sarà come pennellata d’autore su di un quadro già di per sé gustoso il prezioso contributo del regista argentino (la cui famiglia è originaria di Riva Trigoso) Juan Bautista Stagnaro, già candidato in carriera al Premio Oscar nel 1984 con il film ‘Camilla’, nella sezione delle migliori pellicole straniere.

Se è vero che ‘il tempo fa le pietre, e poi le consuma’, è altrettanto vero che il tempo non consuma la creatività, la fantasia e la verve narrativa (ma prima ancora l’immensa gioia di vivere) di Valeria Corciolani. E se anche Alma e Jules diventassero un lavoro per il grande o per il piccolo schermo? “Qualche abboccamento nel corso degli anni c’è stato – risponde Valeria – Personalmente, vedrei bene nei panni di Jules Rosset un attore come Maurizio Lastrico. Quanto ad Alma, è un po’ più difficile: è vero che l’ho pensata ispirandomi a Queen Latifah, ma siccome penso che non ce la potremmo mai permettere, bisognerebbe pensare a qualche altra soluzione… Comunque sia, la colf e l’ispettore mi resteranno sempre nel cuore. Mi hanno dato tantissimo, non c’è mai stato nessun calo fisiologico. Ora sono concentrata sui due volumi per ‘Nero Rizzoli’, poi per il futuro si vedrà”.

Ogni tanto un gattone, che è poi il suo gattone, si posa sulla tastiera di Valeria Corciolani. Sembra che possa disturbare, invece è l’esatto contrario. Perché ispira il suo mondo e, ispirando il suo mondo, regala piacere, stimoli e straordinarie pagine a tutti noi.

Miao.

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