Home SportRugby Il rugby salvato dai ragazzini. Pro Recco, il tormentato percorso per uscire dal tunnel

Il rugby salvato dai ragazzini. Pro Recco, il tormentato percorso per uscire dal tunnel

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Il rugby salvato dai ragazzini. Al contrario dei percorsi intrapresi dagli altri sport di squadra ‘maggiori’ – calcio, volley, basket, waterpolo – nel mondo della palla ovale hanno capovolto l’ordine di entrata, anzi di rientro, all’attività agonistica. Altrove sono stati i grandi – e tra essi chi era più preparato, i professionisti naturalmente – a porsi come apripista, testando i protocolli studiati dalle varie federazioni previa autorizzazione dell’Iss e Cts. Tra i pali altissimi saranno invece i giovani e tra essi anche i giovanissimi, ossia gli under 14, ad aprire la fila. Da pochi giorni hanno avuto il via libera, sono tornati ad allenarsi sul serio, che per uno sport di costante contatto – con scontri e abbracci superiori per numero e intensità al calcio e basket, e pari forse solo a quelli della pallanuoto – significa essere tutti insieme sul campo e poter affondare i colpi senza esitazioni, senza remore e secondi pensieri. Per risultati pesanti e classifiche che contano è ancora presto, ci vorranno ancora alcuni mesi. In ogni caso la stagione 2020-21 è persa, si lavorerà per ripartire in piena sicurezza, tenendo incrociate le dita, il prossimo autunno. Alla Pro Recco Rugby ci aiutano a ricostruire il tormentato percorso per far uscire dal tunnel (non solo quello degli spogliatoi) la palla ovale tricolore.

La Federazione Italiana Rugby aveva a febbraio pubblicato la versione aggiornata del Protocollo per la ripresa dello sport in sicurezza. Il nuovo programma prevedeva la possibilità, per le categorie di preminente interesse nazionale definite dal CONI (Serie A Maschile e Femminile, Serie B, Serie C Girone 1 e Girone 2, Coppa Italia Femminile, U18 e U16 maschile e femminile), di svolgere allenamenti anche nelle Regioni dichiarate ‘zona rossa’.

Sino al 31 marzo solo allenamenti senza contatto, ma con la possibilità di utilizzare la palestra e gli spogliatoi. Dall’1 aprile possibilità di riprendere i normali allenamenti con contatto e, quindi, anche gradualmente gli allenamenti congiunti con contatto e le amichevoli, con lo svolgimento di un tampone molecolare o antigenico settimanale.

Spiegano nel club biancoceleste del ‘Carlo Androne’: “Tutto questo per arrivare a giugno, giudicato un periodo congruo e idoneo per l’organizzazione dell’attività agonistica facoltativa”. Le società che intendono riprendere gli allenamenti con contatto lo possono comunicare al proprio Comitato o Delegazione, fornendo nei successivi quindici giorni il numero di giocatori disponibili suddiviso per le categorie di interesse nazionale, sottoponendo a tampone molecolare o antigenico certificato – da ripetere con frequenza settimanale e nello stesso giorno – tutti i membri dei gruppi squadra di ogni categoria. C’è possibilità di iscriversi sino al 30 aprile. Il calendario delle competizioni al via nel giugno 2021 verrà diffuso entro il 15 maggio, con l’obiettivo di facilitare la partecipazione e il rientro in campo di quante più società possibile, attraverso incontri senza classifica e con forme di rugby alternative al Gioco a XV (ossia a campo pieno e a formazioni al completo Ndr) laddove giudicato opportuno.

Daniele Pacini, direttore tecnico della FIR, dichiara: “Ad un anno esatto dalla sospensione definitiva dell’attività nazionale siamo felici di offrire una prospettiva per la ripartenza in un futuro per fortuna prossimo. Il ritorno graduale all’attività agonistica facoltativa avrà tempi diversi per ogni singola società, il nostro ruolo è e sarà quello di facilitare, tramite la nostra presenza e vicinanza sul territorio, le necessità di ogni club e praticante. Non vediamo l’ora di poter rivedere in campo nei mesi a venire una percentuale consistente dei nostri praticanti dopo i grandi sforzi che il movimento ha compiuto in questi dodici mesi per mantenere connesso e attivo il proprio tessuto, e siamo in costante contatto con le autorità competenti, pronti a riportare all’attività non appena le condizioni lo permetteranno tutte quelle categorie e le decine di migliaia di bambine e bambini che ancora attendono di poter tornare a popolare i campi di tutta Italia”.

Nelle categorie di preminente interesse nazionale riconosciute dal CONI sono incluse la Serie A Maschile e Femminile, la Serie B Maschile, la Serie C Girone 1 Maschile, la Serie C Girone 2 Maschile, la Coppa Italia Femminile, l’Under 18 Maschile e Femminile, l’Under 16 Maschile e Femminile.

Da ricordare che la ‘Super Lega’, la Peroni Top10 non ha mai interrotto i campionati grazie a un costoso e particolare protocollo impostato su quello adottato dalla serie A e B di calcio.

La notizia di questi giorni è che grazie alle istanze partite dalla base la Fir ha deciso di muovere un ulteriore passo verso la ripartenza dell’intero sistema rugbistico nazionale. Ha riconosciuto di preminente interesse nazionale l’attività dell’Under 14 Maschile e Femminile, al fine di garantire una più efficace transizione dei partecipanti alle successive categorie nella stagione 2021/2022. Da giovedì 1 aprile tutte le atlete e gli atleti appartenenti alla categoria U14 hanno potuto riprendere gli allenamenti con contatto su tutto il territorio nazionale in vista della partecipazione all’attività agonistica facoltativa nel mese di giugno. L’attività di allenamento con contatto nei mesi di aprile e maggio e la partecipazione alle competizioni agonistiche facoltativa potranno avvenire, al pari delle altre categorie riconosciute di preminente interesse nazionale, nella piena osservanza del vigente protocollo per la ripresa degli allenamenti.

Il presidente Fir Marzio Innocenti: “La categoria U14 riveste un’importanza centrale nella formazione delle giocatrici e dei giocatori e la natura strategica di questa attività ci ha indotto ad inserirla nelle categorie di interesse nazionale riconosciute dal CONI. L’entusiasmo per la ripresa dell’U14 non deve, però, distoglierci dal continuare a prestare massima attenzione ai protocolli, pensati nell’interesse della grande famiglia del rugby italiano, che siamo attivamente impegnati a riportare sul campo, in ogni sua categoria, in sicurezza e nei tempi più opportuni”. Quindi avanti con coraggio e anche prudenza!

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