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Pasolini fra letteratura, arte, periferie e calcio nel progetto del Teatro Pubblico Ligure, con Università e Fondazione Ansaldo

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

C’è una realtà in Liguria che, pur in epoca di distanziamento sociale, di teatri chiusi e di presentazioni rimandate a data da destinarsi, non ha mai smesso di fare cultura. E di farlo con tutte le lettere maiuscole, attraverso prodotti di assoluta qualità e incentrati su personaggi e storie di indubbio prestigio.

Questa realtà si chiama Teatro Pubblico Ligure, un progetto coordinato da Sergio Maifredi, che vive di scene e di palcoscenici ma che sopravvive anche lontano da scene e palcoscenici, grazie all’inventiva, all’impegno, alla voglia di non fermarsi, di continuare a stimolare il pubblico e di farlo con contenuti di spessore.

Questa volta il percorso si chiama ‘Smisuratamente, pazzamente Pasolini’ ed è per l’appunto dedicato a Pier Paolo Pasolini. Insieme al Teatro Pubblico Ligure di Sergio Maifredi, ci sono l’Università di Genova, la Fondazione Ansaldo e il giornalista Massimo Minella, chiamati a raccolta per una rassegna di quattro incontri che incomincia online proprio domani e che punta a raccontare Pasolini attraverso delle prospettive assai interessanti e originali.

Si parlerà della produzione del grande artista attraverso la letteratura, l’arte, le periferie e il calcio: quattro filmati che saranno pubblicati online pubblicati sulle pagine Facebook di Università di Genova, Teatro Pubblico Ligure e Fondazione Ansaldo, oltre che sul canale YouTube dell’Università.

“A dare il titolo a questo lavoro – racconta Massimo Minella – sono due avverbi presi a prestito da Aldo Palazzeschi, che in un suo componimento del 1910, ‘E lasciatemi divertire’, sintetizza a suo modo, in una sorta di scanzonato manifesto di poetica, il ruolo del letterato. Da qui prende le mosse questo progetto che nasce dal desiderio di trovare nuovi spunti di riflessione su una figura straordinaria e poliedrica come quella di Pier Paolo Pasolini che, a quasi cinquant’anni dalla sua morte, continua a parlarci e a stupirci per la sua sorprendente attualità”.

Il percorso si snoda attraverso quattro puntate. Ogni puntata, un incontro con un ospite che dialoga con Minella, giornalista e scrittore, su temi differenti e legati ad aspetti forse meno noti nella produzione di Pasolini, ma che proprio per questo meritano un nuovo approfondimento: si parte domani, venerdì 26 marzo, con ‘L’ultimo poeta civile’, ospite Francesco De Nicola, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Genova; si prosegue il 1° aprile con ‘La folgorazione figurativa’, ospite Lauro Magnani, docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Genova; quindi, il 9 aprile, spazio a ‘La forma della città’, ospite l’architetto e urbanista Carlo Berio; infine, il 16 aprile, si chiude con ‘Con le ali ai piedi’, ospite Roberto Pani, avvocato, esperto in diritto sportivo e animatore di un vivace blog dedicato al calcio.

“Letteratura, arte, urbanistica e calcio – prosegue Massimo Minella, che rinnova la sua collaborazione con il Teatro Pubblico Ligure dopo le fortunate esperienze di ‘Campo 52’, ‘La leggenda del Rex’ e ‘L’Expo delle meraviglie’ – sono quindi i temi delle quattro puntate registrate all’Università di Genova, in via Balbi, e a Villa Cattaneo dell’Olmo, sede della Fondazione Ansaldo, in corso Perrone. A introdurre gli incontri, con il direttore artistico del Teatro Pubblico Ligure Sergio Maifredi, il prorettore alla Terza Missione dell’Università Fabrizio Benente e il direttore della Fondazione Ansaldo, Lorenzo Fiori. A corredo delle parole, le straordinarie immagini girate dallo staff dell’università formato da Lucio Basadonne, Alberto Baschiera e Davide Colombino, tra affreschi, gallerie e marmi dell’ateneo e il maestoso palazzo della Fondazione, custode del nostro passato industriale”.

La prima puntata, ‘L’ultimo poeta civile’ – on line dal 26 marzo – affronta il Pasolini letterato, cercando però di declinarlo in modo originale attraverso riflessioni che portano anche al suo legame con la Liguria e all’incontro con alcuni personaggi-chiave della sua vita, come Giorgio Caproni. Ospite dell’incontro è il professor Francesco De Nicola, titolare per venticinque anni della cattedra di Letteratura italiana contemporanea dell’Università di Genova, e presidente della delegazione ligure della società Dante Alighieri.

‘La folgorazione figurativa’ – on line dal 1 aprile – è invece il titolo della seconda tappa, che si concentra sull’arte. Si parte dagli esordi universitari di Pasolini all’ateneo di Bologna, nel 1939, studente al corso di Storia dell’arte di Roberto Longhi. È una sorta di folgorazione, la sua, che lo induce ad approfondire, ad apprezzare e ad amare l’arte e a portarla, più avanti, nel suo cinema con immagini di dipinti trasferiti nei suoi film. Di questo e di tanto altro parla il professor Lauro Magnani, preside della Scuola di Scienze umanistiche e docente di Storia dell’arte moderna dell’Università di Genova.

La terza puntata, ‘La forma della città’ – on line dal 9 aprile – affronta un tema particolarmente caro a Pasolini, quello delle periferie. Il punto di partenza, e al tempo stesso l’obiettivo finale, è la necessità di una pianificazione urbanistica capace di partire dal basso e di dialogare con i territori, in opposizione a quanto già stava avvenendo dagli anni Cinquanta e Sessanta in Italia, con l’isolamento delle periferie devastate da costruzioni fatiscenti, aggredite dalla speculazione edilizia. Pasolini urbanista si sintetizza nel celebre documentario ‘La forma della città’, girato a Orte nel 1974, e reinterpretato da Carlo Berio, architetto e urbanista, attraverso suoi disegni e fumetti che prendono spunto dalle immagini filmate da Pasolini e si spingono fino al presente.

Infine, ‘Con le ali ai piedi’ – on line dal 16 aprile – è la quarta e ultima tappa del percorso ed è interamente dedicata a una delle più grandi passioni di Pasolini, capace di attraversare tutta la sua vita fino al tragico epilogo, il calcio. Pasolini ne scrive, lo segue da grande tifoso, ma soprattutto ama giocarlo, sia nei campi di periferia, sia nei grandi stadi. Il tema viene affrontato anche con testimonianze dirette di chi è sceso in campo con lui, fra cui l’attore Tullio Solenghi e il giornalista Paolo Zerbini, nell’incontro disputato il 29 maggio del 1975 allo stadio di Marassi. Un amore smisurato, quello per il calcio, riassunto nella conversazione con l’avvocato Roberto Pani, esperto di diritto societario e diritto dello sport, vicepresidente della Fondazione Teatro Carlo Felice. Tutti gli incontri sono completamente gratuiti. Si rimane distanti, ma pur sempre pieni di contenuti.

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