Home SportCalcio Cristiano Masitto torna alla Lavagnese, in veste di allenatore. Il presidente Compagnoni: “Serviva un cambio di passo”

Cristiano Masitto torna alla Lavagnese, in veste di allenatore. Il presidente Compagnoni: “Serviva un cambio di passo”

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

La galleria nostalgica dei calciatori “che avevano faccia da calciatori” potrebbe allargarsi alla sezione degli allenatori “che fanno i mister e non gli scienziati della Nasa”. Un posto tra essi se lo guadagnerebbe senza sforzo Cristiano Masitto, un allenatore old fashioned, che ha un vissuto da novella e una concezione del football che ricorda per la mancanza di compromessi e il rigore dei concetti miti come ‘El Loco’ Bielsa o ‘Il Flaco’ Menotti. Uno insomma che non ha mai avuto paura di mostrare ed applicare senza sconti le sue idee anche se sono non sono certo quelle che vanno per la maggiore di questi tempi.

È forse questo che gli ha impedito di fare un percorso tutto in ascesa, di arrivare a panchine di club professionistici come avrebbe meritato. Un tipo sempre fuori dalle convenzioni, prima sul campo e poi ai bordi di esso.

Nato a Milano 49 anni fa, e che ha svolto la sua carriera di mister principalmente tra serie D e Lega Pro perché ha sempre voluto portare avanti un suo discorso coerente. È approdato dopo tanto vagabondare alla Lavagnese, è insomma tornato in quel ‘Riboli’ dove aveva lasciato un ricordo indelebile e per le giocate e per le sue imprese sia da beniamino di casa sia da avversari. Lo si aspetta con trepidazione alla prova dei fatti.

Nelle prime settimane ha subito impresso una svolta alla stagione del team, che aveva iniziato con Gianni Nucera e che aveva rallentato troppo dopo una partenza esaltante. Masitto però farà vedere di che cosa è capace solo quando si sarà pienamente ambientato e avrà messo in pratica le sue teorie che possono essere definite, senza paura di smentita, ardite. A inizio del mese di marzo il presidente Stefano Compagnoni ha sciolto la riserva: “Ho capito che serviva una sferzata alla squadra e ho agito di conseguenza”.

Nel pomeriggio del 2 marzo, dopo le presentazioni di rito, Cristiano Masitto dirigeva il suo primo allenamento al ‘Riboli’. Tornava da mister sull’erba (anche se adesso è un sintetico di ultimissima generazione) che aveva calcato da calciatore nel primo periodo dell’era Compagnoni, nelle stagioni 2006/07 e 2007/08.

Da calciatore ha giocato in Serie B con Vicenza, Ravenna e Cesena collezionando 27 presenze, in Serie C1 con Spezia, Carpi, Savoia, Cesena, Como, Carrarese e Lucchese collezionando 164 presenze e 44 reti, in C2 con Alessandria, Florentia Viola, Bassano Virtus e Città di Jesolo mettendo insieme 33 presenze e 4 reti e infine in Serie D con Sarzanese, Rovigo, Lavagnese e Sandonà Jesolo collezionando 129 presenze con 41 reti, delle quali 58 (presenze) e 16 (reti) in maglia bianconera.

Ha smesso nel giugno del 2010, a Jesolo, dove era allenatore-giocatore e senza soluzione di continuità, il successivo luglio si è messo ad allenare, e basta, il Montebelluna. Dopo il Montebelluna, Monselice, Thermal Abano, San Paolo Padova, una parentesi agli Allievi della Fiorentina e ancora Triestina e Campodarsego in D con cui raggiunge terzo posto e play-off di categoria.

Dopo aver curato gli allenamenti offensivi delle formazioni Berretti e Allievi del Padova nella stagione 2019-20 fa il vice di Stefano Sottili al Feralpisalò in Serie C. Ma vuole provare le sue teorie da ‘primo’ e quando gli arriva la chiamata di Compagnoni risponde sì senza pensarci.

Al suo fianco resta il traghettatore della squadra, Vincenzo Ranieri, i due sono stati avversari da giocatori e si conoscono benissimo, continua come allenatore in seconda. Nelle prime tre partite sotto la sua gestione la Lavagnese ottiene sei punti battendo Gozzano e Chieri, cedendo al Borgosesia, togliendosi dalla zona calda della classifica, allontanando lo spettro dei play out.

È significativo che nel match con il Chieri, ultimo prima della sosta pasquale, a decidere sia stato Solinas, attaccante appena arrivato. Ed arrivato solo grazia al rapporto speciale con Masitto: in Eccellenza al Castelvetro ha disputato 17 incontri realizzando 25 reti. Una caratteristica che la dice lunga su come ragiona Masitto: non guarda alla categoria o al passato, si fida solo di chi ha potuto incontrare e discutere.

Solinas appena arrivato ha permesso con il suo gol da tre punti di raddrizzare la classifica e vendicare la pesantissima sconfitta dell’andata sul campo dei piemontesi. E state certi che nelle prossime settimane si vedranno altre sorprese.

Nato in Lombardia ma con una mamma di Carrara e un papà di Carrara. In Liguria a Ortonovo, Sarzana, Spezia, Sestri e Lavagna ha lasciato il segno. A Ortonovo portò la squadra in serie D, a Sestri per due anni con Casaretto e Roncone allenatori segnò caterve di gol in Eccellenza. Imprendibile, imprevedibile.

Andava via e tornava se la piazza dove si era recato non lo convinceva (vedi passaggio velocissimo al Cuneo e ritorno poche settimane dopo nella Bimare). Dice di se stesso: “Venivo dalla strada, arrivai al professionismo senza quasi rendermene conto, non avevo le basi, non avevo frequentato una scuola calcio importante, commisi qualche errore. Ma avevo le basi, potevo fare la prima e la seconda punta”.

Tecnico, velocissimo, avrebbe davvero potuto fare grandi cose nella massima serie. Ma non ha la sindrome del grande avvenire dietro le spalle… Tre anni fa era stato preso da un grande club di Lega Pro, poi gli è stato preferito un altro mister imposto da un grosso sponsor… Adesso riparte da Lavagna.

Si ispira a quattro tecnici incontrati da giocatore: “Guidolin a Vicenza, Benedetti a Cesena, Iaconi a Savoia e Claudio Maselli che ho avuto proprio a Lavagna e ad Alessandria. Lo dovevo incontrare prima, avrei fatto un altro percorso, mi ha insegnato moltissimo”.

L’estroso attaccante si è trasformato in un mister tenace e concreto anche se ancora imprevedibile. E come sempre, capace di ogni impresa.

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