Home SportCalcio Il prete che adora il pallone: don Andrea Buffoli (anche cappellano dell’Entella) diventa direttore sportivo del Marina Giulia

Il prete che adora il pallone: don Andrea Buffoli (anche cappellano dell’Entella) diventa direttore sportivo del Marina Giulia

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

L’associazione mentale è inevitabile per chi ha letto o visto le avventure di Peppone e don Camillo. Uno degli episodi più divertenti è la disfida calcistica tra i team assemblati dal sindaco comunista a 24 carati e dal parroco che ha la mano pesante e il cuore tenero. Una partita al calor bianco e che finisce in un emblematico generale “Dagli all’arbitro”.

Un sacerdote che si intende di calcio – non che semplicemente organizza ma anche fa la tattica e sceglie le strategie – settant’anni fa era una mezza eresia, oggi per niente, anzi è un segno che la Chiesa sta nel mondo e non al di fuori di esso. Le squadre professionistiche hanno avuto tifosi con la tonaca, accesi, spettacolari, capaci di entrare ‘nell’olimpo’ dei commentatori televisivi. Caso meno frequente, non impossibile, quello del ‘don mister’, con uomini del clero capaci di organizzare e guidare squadre anche di una qualche ambizione.

Quello che non si era ancora visto che rarissimamente, mai al di fuori di team ‘ecclesiali’, è il prete direttore. Non un dirigente qualsiasi, una carica onorifica che non si nega a nessuno, proprio il D.S, il diesse, quello che deve ingaggiare, cedere, seguire e motivare i giocatori.

Da qualche settimana abbiamo una primizia del genere nel Tigullio. Don Andrea Buffoli è stato nominato diesse del Marina Giulia, società che è iscritta al campionato di Terza Categoria. Don Andrea ha una preparazione ‘pallonara’ di primissimo ordine, anche se si schermisce al riguardo.

“No, sono solo un semplice tifoso dell’Entella, che negli anni si è offerto di dare una mano per seguire i ragazzi, sempre più numerosi, che hanno indossato le maglie biancocelesti, e della prima squadra, e delle giovanili. Tanti individui che si affacciano al mondo dello sport professionistico spesso giovanissimi e che quindi vengono a Chiavari da lontano o molto lontano e necessitano di una parola amica, di qualcuno a cui appoggiarsi. Rientra nei miei doveri di sacerdote, e allo stesso tempo è una grande soddisfazione perché seguire le loro vicende mi ha aiutato e mi ha fatto crescere, così come mi auguro che sia stato utile e fruttuoso per loro poter scambiare pareri e visioni con il sottoscritto”.

Soprattutto in questo ultimo complicatissimo anno, l’opera di don Andrea è stata preziosa: il gruppo di calciatori che erano venuti a Chiavari per allenarsi, studiare e crescere sotto il tetto entelliano si è trovato da un giorno all’altro bloccato in zona dal lockdown prima, dalle varie chiusure dopo, e dal fermo totale dei campionati di categoria.

Don Buffoli era spesso l’unico tramite tra loro e il resto del mondo. “Nel corso delle tante ore di forzata inattività, i ragazzi rischiavano di smarrirsi. Assieme ai dirigenti del settore giovanili siamo andati a trovarli negli alberghi e negli istituti dove erano ospitati. Una delle sedi dei ‘ritiri’ interminabili era l’albergo ‘Zia Piera’, sul lungomare di Chiavari, che è anche il punto di ritrovo di dirigenti e giocatori della ACD Marina Giulia, ricostituita società iscritta alla Terza Categoria. Tra loro e i nostri ragazzi le discussioni su calcio erano all’ordine del giorno, io stavo per lo più ad ascoltare. Mi ha stupito che qualche settimana fa i dirigenti mi abbiano chiesto di far loro da direttore sportivo. Ho accettato con gioia perché è un’altra occasione per un’esperienza concreta nel mondo del calcio, e sono contentissimo se posso dare una mano a veri dilettanti e autentici sportivi”.

Perché don Andrea ha fatto sue le indicazioni del Pontefice Papa Francesco e del vescovo, Sua Eccellenza Alberto Tanasini, che chiedono ai sacerdoti più giovani di non estraniarsi dal mondo, di non aspettare che questo venga da loro. “Anzi, dobbiamo essere noi che andiamo nel mondo, nei luoghi dove la gente si impegna e si appassiona. Naturalmente ho detto agli amici del Marina Giulia che non si aspettino prodigi”.

Un bagno di umiltà e una piccolissima bugia: don Andrea Buffoli ha una competenza e una conoscenza del mondo calcistico che va dall’Eccellenza alla serie B avendo accompagnato l’Entella in tutti i gradini della sua impetuosa ascesa nell’era della presidenza Gozzi. E di calcio ‘ne sa’, come possono certificare gli addetti ai lavori che si trovano a discutere con lui.

“In questo momento sono concentrato soprattutto sull’assistenza ai ragazzi dell’Entella e anche ai miei nuovi ‘parrocchiani’ del Marina Giulia. Questa epoca è davvero difficile per loro. Da sole tre settimane il team Under 17 dell’Entella è tornato a giocare delle partite, dei test match per ora, in modo da capire se il protocollo sanitario studiato ‘regge’ e se dopo 13 mesi potranno tornare a battersi per i tre punti in un campionato. Per Under 16 e Under 15 al momento nessuna buona nuova, non possono far altro che allenarsi, ed anche questo con limitazioni. Non è facile accettarlo per piccoli atleti che sognano l’esordio tra i professionisti e che invece stanno vivendo il secondo anno in ‘frigorifero’”.

Stasi anche per la Terza Categoria e il Marina Giulia. L’esordio di don Andrea potrebbe però essere prossimo. “Anche tra i ‘puri’, i dilettanti assoluti del Marina Giulia, c’è tanta voglia di agonismo. Pare che qualcosa si sta muovendo. Noi del Marina sappiamo che saremo inseriti nel girone del Rupinaro Sport. Molto bene, non vedo l’ora di confrontarmi con la squadra che ha come presidente il mio ‘collega’, don Fausto Brioni”. Sarà un match da non perdere. Per quanto riguarda le protezioni in… Alto Loco, si parte dalla perfetta parità.

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