Home Approfondimento Il Censimento Istat conferma: Liguria sempre meno popolata e sempre più anziana. E gli stranieri non bastano più a compensare

Il Censimento Istat conferma: Liguria sempre meno popolata e sempre più anziana. E gli stranieri non bastano più a compensare

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

È una regione sempre più vecchia, sempre meno popolata, sempre più lasciata e sostituita con altre destinazioni. Il quadro generale che emerge dall’ultimo Censimento Permanente svolto dall’Istat e relativo alla Liguria conferma tutte le posizioni che erano già ampiamente note, ma le cristallizza numericamente, nel rapporto tra 2019 e 2018 e nel rapporto tra 2019 e 2011 (il 2019 è l’anno dell’ultimo rilevamento, mentre il 2011 è l’anno dell’ultimo Censimento generale di tipo tradizionale).

Invecchiamento e spopolamento: e quanto più questi due fenomeni sono evidenti nelle grandi città (infatti tutti e quattro i capoluoghi di provincia perdono posizioni e abitanti), tanto più diventano enormi nelle zone dell’entroterra, specialmente nell’entroterra della Riviera di Levante, che arriva a toccare percentuali di età media della popolazione da primato europeo.

In sintesi, secondo le analisi dell’Istat, la popolazione censita in Liguria al 31 dicembre 2019 ammonta a 1.524.826 unità, con una riduzione di 8.154 abitanti (-5,3‰) rispetto all’anno precedente e di 45.868 abitanti (-3,7‰ in media annua) rispetto al Censimento 2011.

I residenti diminuiscono, rispetto al 2011, in tutte le province. Le riduzioni maggiori si registrano a Genova e Savona (rispettivamente -4,4 e -4,2‰ in media annua). Più della metà dei residenti sono concentrati nella provincia di Genova, dove la densità abitativa nell’arco di otto anni sale da 1.765 a 2.574 abitanti per chilometro quadrato. Il comune più popoloso è Genova con 566 mila abitanti, quello più piccolo è Rondanina, in provincia di Genova, con 61 abitanti.

La struttura per genere della popolazione residente si caratterizza per una maggiore presenza di donne, sono 794 mila, il 52,1% del totale. L’età media è 48,7 anni contro i 45,2 dell’Italia. Il confronto con i dati del Censimento 2011 evidenzia un progressivo invecchiamento della popolazione, con ritmi inferiori alla media nazionale. Tutte le classi di età sotto i 50 anni vedono diminuire il proprio peso relativo rispetto al 2011.

L’Istat precisa che, nel corso del 2018 e del 2019, sono state svolte “le prime due rilevazioni del Censimento Permanente della popolazione previsto dall’articolo 3 della legge 221/2012. La realizzazione del censimento ha comportato un radicale cambiamento di strategia rispetto alla rilevazione diretta, esaustiva e a cadenza decennale su tutti gli individui e tutte le famiglie che ha caratterizzato i censimenti fino al 2011. Il nuovo censimento si basa, infatti, sulla combinazione di rilevazioni campionarie e dati di fonte amministrativa trattati statisticamente, è realizzato ogni anno ed è inserito all’interno del Sistema Integrato dei Registri statistici gestito dall’Istat”.

I dati resi disponibili riguardano gli anni 2018-2019 e sono stati ottenuti attraverso due indagini annuali sul territorio (una basata sulle liste anagrafiche e l’altra su un campione areale d’indirizzi), condotte su un campione di circa 2.800 comuni (di cui circa 1.100 coinvolti ogni anno e circa 1.700 che effettuano le rilevazioni con rotazione annuale). A queste indagini si affianca l’utilizzo di numerose fonti amministrative integrate, finalizzato al consolidamento dei risultati annuali riferiti alla totalità dei comuni italiani.

Tornando alla Liguria, in base ai dati ufficiali, pubblicati martedì scorso, emergono ulteriori curiosità. Il comune più giovane è Ortovero, in provincia di Savona, con un’età media di 43,3 anni; quello più vecchio è Fascia (nella foto in alto), in provincia di Genova, dove l’età media è pari a 66,1 anni.

Molto interessanti i dati relativi agli stranieri. Nel periodo 2011-2019 la popolazione di cittadinanza straniera è aumentata del 2,9% in media ogni anno. I cittadini stranieri risultano in crescita in tutte le province, con punte più elevate a La Spezia (+4,0% in media annua) e Imperia (+3,6%). L’età media degli stranieri è più bassa di 15,2 anni rispetto a quella degli italiani (34,9 anni contro 50,1 nel 2019). Tra gli stranieri, l’indice di dipendenza, ovvero la quota di popolazione in età non lavorativa (con meno di 15 anni o con 65 anni e più) rispetto alle persone in età da lavoro (15-64 anni) è pari al 30,6%, mentre tra gli italiani è il 70,5%. Anche la popolazione straniera è sottoposta a un processo di invecchiamento, con un aumento della popolazione di oltre 50 anni concentrato nella classe di età 60-69 anni.

Nel 2019, poco meno della metà (45,0%) degli stranieri residenti in Liguria proviene dall’Europa, il 21,3% è originario di un paese africano mentre i cittadini di America e Asia rappresentano, rispettivamente, il 20,7% e il 12,9% del totale.

I cittadini albanesi sono il 14,8% del totale degli stranieri residenti e costituiscono la comunità straniera più numerosa, seguiti da rumeni (14,3%) e dai cittadini dell’Ecuador (11,5%). Il rapporto di genere nella popolazione straniera è eterogeneo rispetto alle varie provenienze. L’incidenza della popolazione femminile prevale tra coloro che provengono dall’America Settentrionale (64,1%) e dall’Unione Europea (60,7%).

Tornando poi al quadro generale, il 37,9% della popolazione con 9 anni e più ha un diploma di scuola secondaria di secondo grado o di qualifica professionale, il 28,5% la licenza di scuola media e il 15,2% la licenza elementare. Le persone con un titolo terziario e superiore sono il 14,9%. Rispetto al 2011 è dimezzata la presenza degli analfabeti (da 0,8% a 0,4%) e sono diminuiti gli alfabeti privi di titolo di studio (dal 3,5% al 3,0%). Le persone con un titolo universitario e superiore sono aumentate dal 12,2% al 14,9%.

Nella popolazione residente di 15 anni e più, le forze di lavoro sono 691 mila, 18 mila in più rispetto al 2011 (+2,6%). L’incremento delle persone attive sul mercato del lavoro è dovuto alla crescita delle persone in cerca di occupazione (+38,0%), soprattutto fra gli uomini (+43,5%). In calo, invece, il numero delle persone occupate: nel 2019 sono 619 mila, 2 mila in meno rispetto al precedente Censimento (-0,4%).

Il tasso di attività è pari al 50,9%, 1,5 punti percentuali meno del corrispondente valore dell’Italia; gli occupati rappresentano il 45,6% della popolazione di 15 anni, come la media nazionale. Più basso il tasso di disoccupazione (10,5% Liguria e 13,1% Italia). Il mercato del lavoro presenta un forte squilibrio di genere. Il tasso di occupazione maschile è al 53,5%, oltre quindici punti più elevato di quello femminile; il tasso di disoccupazione è pari al 9,2% e al 12,2%, rispettivamente per uomini e donne.

Popolazione ai minimi
Secondo i numeri diffusi dall’Istat, al 31 dicembre 2018, data di riferimento della prima edizione del Censimento Permanente, la popolazione censita in Liguria ammonta a 1.532.980 unità; un anno dopo, il Censimento registra nella regione 1.524.826 residenti, 8.154 unità in meno (-5,3 per mille). Al netto degli aggiustamenti statistici derivanti dalla nuova metodologia di calcolo, i dati censuari registrano, anche per la Liguria, un calo della popolazione, da attribuire al fatto che il saldo positivo del bilancio migratorio non riesce più a compensare un saldo del bilancio naturale negativo fin dai primi anni Settanta.

Tra il 1951 e il 1981 i residenti in Liguria sono aumentati di quasi 241 mila unità, con un tasso di incremento medio annuo (+4,8‰) di un punto inferiore alla media nazionale; nei trent’anni successivi si registra un tasso medio annuo negativo (-4,7‰), a fronte di una media nazionale positiva di +1,7‰. Negli ultimi otto anni, a fronte della sostanziale stazionarietà della popolazione italiana (+0,4‰), la popolazione ligure si riduce di quasi 46 mila unità (-3,7‰) e raggiunge un valore più basso di quello registrato al Censimento del 1951.

La distribuzione territoriale della popolazione, secondo l’Istat, “evidenzia un significativo squilibrio tra l’area della costa ligure, in cui si rilevano i più elevati valori di densità di popolazione, e le zone interne, sempre più colpite dallo spopolamento”.

Al Censimento del 1951, la provincia di Genova contava quasi 929 mila residenti, con una densità di 507 abitanti per chilometro quadrato; 68 anni, dopo la popolazione è calata di circa 103 mila abitanti e la densità di 451 abitanti per chilometro quadrato.

Sono invece 48 i comuni che a ogni censimento registrano un calo di popolazione. Sono comuni di piccole o piccolissime dimensioni (tre su quattro non superano i mille residenti), distribuiti per la gran parte nelle zone interne delle quattro province: Imperia (17 comuni), La Spezia (12), Genova (11) e Savona (8). In questi comuni si contano, nel 2019, 39 mila residenti; nel 1951 erano più del doppio (86 mila).

Il progressivo invecchiamento
La popolazione ligure presenta una struttura per età sensibilmente più anziana di quella italiana, come evidenziato anche dalla diversa forma delle piramidi delle età. Con una età media di 48,7 anni contro i 45,2 dell’Italia, la Liguria risulta essere la regione più anziana: il 28,7% dei liguri ha più di 64 anni (il valore più alto fra le regioni italiane; 23,2% la media nazionale) e il 33,8% ne ha meno di 40 (il valore più basso fra le regioni italiane; 39,5% la media Italia).

Il confronto con i dati del Censimento 2011 conferma il progressivo invecchiamento in Liguria della popolazione, anche se con dinamiche nelle diverse classi di età non sempre uniformi alla media nazionale. I bambini con meno di 10 anni diminuiscono di 15 mila unità (-12,9%, -11,5% in Italia), mentre i giovani da 10 a 19 anni aumentano poco più di 3 mila unità (+2,7%, contro lo +0,7% a livello nazionale); il numero dei 20-29enni aumenta di quasi 5 mila (+3,6%), in controtendenza con quanto si registra in Italia (-3,8%). Crescono consistenza e peso delle classi più anziane, anche se in misura minore che nel resto d’Italia. Sono 438 mila i residenti con più di 64 anni (con un +1,7% in Liguria e +11,9% in Italia); i grandi anziani (con 85 anni e più) passano da 66 mila a poco meno di 80 mila (+20,6%, +29,4% Italia).

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