Home Attualità ‘La regola del 10’: Simone Famà porta nelle classi il diritto sportivo, nel ‘Progetto scuole’ della Virtus Entella

‘La regola del 10’: Simone Famà porta nelle classi il diritto sportivo, nel ‘Progetto scuole’ della Virtus Entella

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

A partire dall’anno scolastico attualmente in corso, il 2020/2021, e pur con tutte le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, che costringono la maggior parte degli istituti ad andare ancora avanti con la didattica a distanza, sono partite le nuove linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole superiori, secondo le indicazioni impartite dal Ministero della Pubblica Istruzione.

L’educazione civica non è più concepita come materia a sé stante, come accadeva negli indirizzi passati, ma è vista invece come un insegnamento trasversale, che abbraccia diverse discipline, tra cui la storia, le scienze e il diritto.

Il diritto, in particolare, è uno dei punti fondamentali e, in quelle scuole superiori che hanno un indirizzo sportivo, è intervenuta a prestare il proprio supporto e la propria opera volontaria anche la Virtus Entella.

È partito lo scorso anno, e va avanti anche quest’anno, quando possibile con la modalità ‘in presenza’, altrimenti con la modalità ‘in streaming’, l’interessante progetto scuole della società calcistica chiavarese, che s’intitola ‘La regola del 10’. A coordinarlo è Simone Famà, il giovane e assai promettente e motivato segretario generale dell’Academy biancoceleste.

Ventisette anni e originario di Sestri Levante, Simone ha conseguito nel 2019 la laurea triennale in Giurista dell’Impresa e della Pubblica Amministrazione, quindi ha svolto il perfezionamento post laurea in Diritto Sportivo e Penale dello Sport. Attualmente punta a conseguire la laurea magistrale in Giurisprudenza e, nel frattempo, ha conseguito i ventiquattro crediti formativi che gli consentono di insegnare a scuola.

La sua specializzazione? Il diritto sportivo, per l’appunto. La sua grande passione? Il diritto sportivo, per l’appunto. “Sin da piccolo – racconta – ho sempre sognato di lavorare presso un club professionistico, ma stando nel ‘dietro le quinte’, ovvero approfondendo tutti quei temi legati alla gestione e all’andamento di una società sportiva. La Virtus Entella mi ha concesso questa grande occasione e, nel frattempo, posso terminare i miei studi”.

Simone Famà osserva: “In questo momento sono uno studente che… insegna ad altri studenti. Mi piace molto questa esperienza di portare il diritto sportivo nelle scuole, anche perché mi rendo conto che approcciare i ragazzi attraverso un argomento che a loro interessa, come può essere il calcio, diventa poi un buono spunto per parlare delle materie di scuola, come il diritto”.

‘La regola del 10’ è partito lo scorso anno presso il liceo sportivo ‘Gianelli’, il cui nuovo corso si deve anche grazie al grande contributo fornito proprio dall’Entella. Quest’anno, oltre al ‘Gianelli’, hanno poi aderito anche il ‘Liceti’ di Rapallo e la succursale di Levanto del ‘Pacinotti’, che è un liceo scientifico la cui sede centrale è a La Spezia.

“Ci sono altre tre scuole con le quali siamo in trattativa – spiega Simone Famà – perché il progetto sta prendendo campo e interessa molto agli insegnanti, anche per l’aspetto legato all’educazione civica nelle scuole e alle nuove linee guida”. Per chi volesse aderire o per chi volesse avere maggiori informazioni, è anche attivo l’indirizzo mail progettoscuole@entella.it.

Di diritto sportivo si sente parlare sempre più spesso: non solo per tutti i contratti legati al calcio e alle trattative di mercato (basti pensare all’enorme lavoro dato dai vari procuratori e direttori sportivi), ma anche per le acquisizioni dei diritti televisivi, per la tutela dei brand e dei marchi, per l’immagine degli atleti professionisti, per tutto quel mondo tecnologico e legato all’innovazione che ruota intorno al mondo dello sport e che è rappresentato dalle startup (basti pensare al ruolo che gioca Wylab, il principale incubatore italiano per quanto riguarda le idee sportech).

Ed è proprio il diritto sportivo un buon approccio di studio. Ma come funzionano le lezioni? “Intanto, i temi sono differenti, a seconda che si vada nelle classi del biennio o in quelle del triennio. Parliamo ad esempio dei tesseramenti, oppure degli aspetti processuali legati ai procedimenti arbitrali, ai procedimenti disciplinari e a quelli sportivi in generale. Al ‘Gianelli’, ad esempio, tutto questo lavoro confluirà nella simulazione, verso la fine dell’anno scolastico, di un processo sportivo vero e proprio”.

In totale, Simone Famà ha nel suo curriculum già una novantina di ore d’insegnamento. Ma perché ‘La regola del 10’? “Il nome l’ho ideato io. È un messaggio chiaro che ho voluto rivolgere ai giovani: vedo troppo spesso che c’è tanta arrendevolezza, che ci si lascia troppo andare. Seguire la regola del 10 significa che tutti noi, con un po’ di buona volontà e con tanta passione e impegno, possiamo trovare una strada da protagonisti, l’importante è crederci, l’importante è avere qualcosa in cui si crede. Il mio futuro? L’obiettivo rimane quello di lavorare all’interno dello sport, all’interno di un club professionistico. Il mercato degli avvocati dello sport, invece, è già abbastanza saturo. Ma il campo del diritto sportivo è in continua evoluzione e non escludo assolutamente di percorrere anche altre strade”.

Perché la regola del 10 vale sempre: a scuola, dopo la scuola, nella vita. Ed è un bellissimo insegnamento sempre e comunque.

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