Home Attualità Diecimila chilometri percorsi e duemila copie vendute: l’avventura on the road della ‘book-trotter’ Francesca Sivori

Diecimila chilometri percorsi e duemila copie vendute: l’avventura on the road della ‘book-trotter’ Francesca Sivori

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

A Bogliasco vive una donna che di professione fa la musicista, che ama scrivere e che ha sperimentato con pieno successo un percorso da… book-trotter. Ovvero, ha caricato l’automobile con le copie del suo libro e ha girato mezza Italia per promuoverlo presso le varie librerie indipendenti e, soprattutto, presso i lettori e le lettrici, attraverso presentazioni e firmacopie.

Il tutto è ancor più interessante e sfidante, perché Francesca Sivori è riuscita a farlo nel 2020, muovendosi nel pieno rispetto di tutte le limitazioni imposte dalle normative anti-Covid, ma muovendosi comunque in nome della cultura e della promozione di se stessa, per dimostrare anzitutto a lei, ma anche un po’ all’intero settore editoriale, quanto si possa aver successo pure senza i grandi gruppi alle spalle, pure senza enormi macchine di comunicazione, pure senza appartenere a certi filoni mainstream.

I risultati ci sono, si toccano, sono reali come i numeri che Francesca ha totalizzato e continua a totalizzare, reali come i chilometri che ha percorso: da quando è iniziata questa sua avventura, ha venduto oltre duemila copie e siamo appena agli inizi perché “la promozione è nel pieno, perché le librerie mi chiedono l’invio di altre copie e perché quando ci saranno meno restrizioni, ho già in programma diverse presentazioni e anche altrettanti firmacopie in giro per l’Italia”.

Tutto inizia nel 2019: Francesca Sivori sente che è arrivato il momento di raccontare la vicenda della sua vita e della sua famiglia ma, trattandosi di una situazione molto delicata, ha optato per lo pseudonimo di Liz Chester Brown.

La storia, in effetti, è di quelle molto toccanti, e indubbiamente forti: ‘Io sono una famiglia – Il gabbiano’ è ambientato tra Bogliasco e Genova e racconta di Arianna, una ragazza che sin dai primissimi anni di vita ha dovuto fare i conti con le violenze psicologiche e fisiche, le regole irragionevoli, i silenzi crudeli imposti da una madre affetta da una malattia mentale diagnosticata troppo tardi e mai curata.

È la vita quotidiana della famiglia Marsano: mamma Ada, papà Francesco e tre figli, di cui appunto Arianna, che narra questa vicenda secondo il suo punto di vista, e impara a conoscersi e a esprimersi grazie all’amore del padre, all’amicizia di persone sensibili e generose, alla passione per la musica.

È così che al ‘Notturno op. 48 n.1’ di Fryderyck Chopin, che è la colonna sonora del romanzo, si affianca la musicalità delle parole di Francesca Sivori, che nel suo modo di scrivere interpreta la vita e il suo stesso lavoro, quello di musicista. Ne viene fuori una vicenda emozionante, dove non si può non provare empatia per la protagonista.

“Appena terminato il libro – racconta l’autrice – si è aperto tutto il discorso del dopo, ovvero da chi farselo pubblicare. E questa, come si dice spesso, è veramente la parte più difficile, specie quando sei una scrittrice esordiente: perché i grandi editori non ti considerano, e i piccoli spesso ti chiedono soldi per veder pubblicato il tuo lavoro. E allora, dovendo comunque investire, ho deciso d’investire in prima persona su me stessa. Il libro l’ho autopubblicato e il budget l’ho impegnato per l’autopromozione”.

Per fare, insomma, la book-trotter. Francesca ha iniziato girando a Genova, poi in Liguria, poi nelle regioni vicine. Scegliendo sempre le librerie indipendenti e anche qualche piattaforma online, “ma non Amazon perché se avessi optato per Amazon, automaticamente avrei dovuto rinunciare alle librerie, e io sono una persona un po’ all’antica in questo senso”.

Fatto sta che, in estate, ha percorso diecimila chilometri, in pratica tutto il sud dell’Italia e anche la Sardegna, con il bagagliaio dell’auto pieno di libri (trenta scatoloni), distribuendo ‘brevi manu’ settemila copie. Ha innescato così un passaparola che è stato sempre più intenso e, nel frattempo, ha lavorato alla promozione parallela sui social network, in particolare Facebook e Instagram.

Ci si è messa anima e corpo, ma soprattutto anima e cuore. E, a poco a poco, sono arrivati pure i riconoscimenti, che da una parte sono stati graditissimi a livello personale, dall’altra hanno permesso di far circolare la voce ancor di più.

“Il romanzo – racconta Francesca Sivori – è arrivato terzo al Premio nazionale ‘Giovanni Bovio’ di Trani 2020, finalista al Premio nazionale ‘Bukowski’ 2020, finalista al Premio ‘Mario Soldati’ 2020, ha ricevuto la menzione speciale al Premio ‘Alda Merini’ 2020, la menzione di merito all’VIII premio letterario internazionale ‘Città di Sarzana’ 2020 e la menzione al merito al Primo Premio internazionale ‘Dostoevskij’. In più, nel periodo del lockdown tra marzo e aprile scorsi, essendo le librerie chiuse, ho proposto il libro ad alcuni distributori delle edicole genovesi, e anche qui i risultati sono stati molto buoni”.

Il lavoro era valido, e Francesca Sivori l’ha dimostrato. Soprattutto, ha dimostrato che un libro può andar bene anche quando segue un percorso meno convenzionale: senza agente, senza editore, senza campagne pubblicitarie. Potendo contare soltanto sulla forza delle proprie idee, sul motore della propria auto, sull’energia del propri passi e sulla convinzione di quanto quello che si è fatto meriti, sulla convinzione che proprio quella storia, la sua storia, meritava anzitutto di essere raccontata e, poi, anche di essere letta.

Del resto, nei tempi attuali, non c’è modo migliore per vendere i propri libri, se non quello di metterci la faccia, se non quello di girare per le librerie, se non quello di fare più e più presentazioni. È quanto si propone di fare Francesca Sivori, appena ci saranno meno normative anti-Covid da rispettare.

“Intanto, sto scrivendo altri due romanzi. Sono a un terzo di uno e a un terzo anche dell’altro. Se andrò con un editore? Dipende da che cosa mi verrà proposto, altrimenti proseguirò nuovamente con questa strategia”.

Le idee non mancano, la voglia di girare neppure. Come la stessa musica che suona e che interpreta, Francesca Sivori viaggia nell’aria, libera con la mente, libera come il suo pensiero. Ed è in fondo nella libertà che stanno da sempre le parole migliori.

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