Home Approfondimento Depuratore e Colmata: il Comune prova a forzare, ma Regione e Iren non hanno ancora sciolto i nodi sulla collocazione

Depuratore e Colmata: il Comune prova a forzare, ma Regione e Iren non hanno ancora sciolto i nodi sulla collocazione

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Sul nuovo impianto di depurazione di Chiavari (che servirà tutta la vallata del fiume Entella) e sulla risistemazione dell’area di Colmata, il Comune vara la strada dell’atto politico. Mentre è ancora in corso, sia da parte della Regione Liguria che di Iren, a cui spetterà la costruzione dell’impianto, un approfondimento circa la sua collocazione, il sindaco Marco Di Capua e la sua maggioranza indicano per iscritto la via da seguire e lo fanno attraverso uno specifico ordine del giorno presentato dal primo cittadino stesso, che verrà messo in votazione durante il Consiglio Comunale previsto per sabato pomeriggio alle 15.

Il testo, anticipato nei giorni scorsi da un comunicato stampa che lo ricalca in maniera analoga, descrive come sarà il futuro della Colmata (la foto in alto dell’area è di My Drone Way) secondo le intenzioni dell’Amministrazione Comunale e impegna il Sindaco e la Giunta Comunale (ovvero, Di Capua si impegna da solo, procedura legittima ma assai inconsueta) a portare avanti queste linee guida presso tutti gli enti preposti e anche presso Iren.

I dubbi di Regione e Iren
È un atto politico perché a oggi, gennaio 2021, dopo moltissimi mesi, non è ancora per niente sicuro che Regione Liguria, ma soprattutto Iren, vogliano costruire il nuovo impianto di depurazione a filo di banchina, come espressamente richiesto dal Comune di Chiavari.

Più volte, con ‘Piazza Levante’, abbiamo affrontato questo tema, ma non tanto per fare opposizione o disfattismo, quanto per fare la mera cronaca dei fatti e dire quello che non viene detto: ovvero che la procedura è ancora in corso, che gli uffici tecnici della Regione non hanno per niente deciso e che Iren rimane assai perplessa, se non contraria, a realizzare un depuratore così vicino al mare, perché le opere per la sua messa in sicurezza sono ampie e assai onerose (si parla di almeno dodici milioni di euro), perché le mareggiate più o meno recenti hanno dimostrato la pericolosità di un insediamento così a ridosso delle onde, perché non si vuole compromettere la collocazione di una struttura nuova, che costerà oltre settanta milioni di euro, lasciandola in balia del maltempo.

L’esempio recente della nuova passeggiata a mare di Preli, che è stata in parte danneggiata dall’ultima mareggiata, sta lì a dimostrare questo punto di vista, e a rafforzarlo: senza andare a ripescare la devastante mareggiata di ottobre 2018, con il porto di Rapallo distrutto e il depuratore di Santa Margherita che si allagò completamente e che restò fermo per un buon periodo, è bastata nelle scorse settimane una mareggiata di intensità decisamente minore a compromettere alcuni arredi urbani della nuova promenade chiavarese.

Per questo i dubbi ci sono: perché se le onde danneggiano una passeggiata, possono danneggiare anche un impianto di depurazione, con tutte le conseguenze del caso.

Il braccio di ferro in corso da tempo
Andando indietro nel tempo, la scelta di collocare il depuratore di vallata in Colmata spostandolo dalla zona del Lido, che è stato il principale cavallo di battaglia elettorale del candidato sindaco Marco Di Capua nel 2017, è sempre stata vincolata alla sua collocazione nella zona più a sud, in modo da salvaguardare tutto il resto dell’area.

Ed è l’unica strada, a ben vedere, attraverso cui questa scelta può essere difesa, perché se, al contrario, Regione Liguria e Iren decidessero alla fine per il no, e decidessero che l’impianto deve essere arretrato, finirebbe che sulla Colmata non ci sarebbe spazio per niente altro: niente rimessa interrata per le auto, niente polo scolastico, niente dei tanti progetti che sono stati prospettati, ma soltanto un depuratore ancor più vicino alle abitazioni che se fosse stato costruito nella zona del Lido.

Il braccio di ferro tra Comune di Chiavari, Regione Liguria e Iren è in corso ormai da tempo, e non si sa ancora chi la spunterà. L’ultima tappa è proprio questo indirizzo da parte del Consiglio Comunale, che lascia intendere, se ben interpretato, quanto ogni discorso sia ancora aperto. Se tutto fosse definito, infatti, non ci sarebbe bisogno di alcun ordine del giorno che impegna Sindaco e Giunta a difendere il progetto, ma ci sarebbe solo un progetto da portare avanti.

Le opposizioni chiedono chiarezza
I dubbi sono ribaditi dalle opposizioni. Il gruppo consiliare Noi di Chiavari, sempre in occasione del Consiglio Comunale di sabato, discuterà una mozione a tema ‘Depuratore in Colmata’, proprio per capire a che punto è la trattativa con la Regione e con Iren. Ma l’ex sindaco Roberto Levaggi e la consigliera Silvia Garibaldi, in questo caso affiancati anche dalla consigliera di Fratelli d’Italia, Daniela Colombo, continuano a ribadire l’esigenza di una Commissione Consiliare specifica, per poter approfondire il tema.

L’incarico diretto da parte di Palazzo Bianco
Intanto, il Comune, attraverso la procedura dell’incarico diretto, ha affidato all’architetto chiavarese Paolo Brescia, fondatore dello studio O.B.R. – Open Building Research insieme al collega Tommaso Principi (entrambi sono allievi di Renzo Piano ed entrambi sono specializzati in progetti che hanno a che fare con gli spazi aperti, in particolare con il rapporto tra la città e le acque, tra gli insediamenti urbani e il mare), la supervisione di tutto il progetto relativo all’impianto di depurazione e all’area di Colmata, con un compenso di quarantamila euro.

Da sempre, le opposizioni ma anche gran parte della città, chiedevano e chiedono sulla Colmata, ovvero l’area strategica più importante non solo per Chiavari, ma per tutto il Tigullio, un’ampia partecipazione, un dibattito condiviso, prima di prendere qualsiasi decisione.

Ma il confronto pare non piacere a Palazzo Bianco, visto quanto successo di recente riguardo all’ex Palazzo della Cittadella (l’accordo fatto con la Soprintendenza nel chiuso di una stanza) e soprattutto visto quanto successo con l’approvazione del Piano Urbanistico Comunale: nessun confronto, nessun dibattito, nessuna apertura alla società civile e nessuna partecipazione, sicché il futuro e l’indirizzo dell’area è stato deciso unicamente da chi governa.

Da più parti, vista l’importanza dell’area di Colmata, era stato richiesto un concorso di idee, anche di livello internazionale. Ma concorso di idee è un tema a cui l’Amministrazione Comunale pare particolarmente allergica, per giunta bollato come “perdita di tempo” dalla vicesindaco Silvia Stanig sulla vertenza dell’ex tribunale di piazza Mazzini.

E poi c’è il punto centrale: ma che senso ha affidare a un professionista un incarico da quarantamila euro se non ci sono ancora le linee guida definitive da parte di Regione e Iren? Che cosa mai potrà progettare o supervisionare un architetto sino a che non ci sarà la certezza di dove, come, quali e quanti saranno i volumi? Di dove, come e quale sarà il depuratore?

Il ‘mistero’ del polo scolastico
Si va avanti per conto proprio, e a volte pure in ordine sparso. Come mai, ad esempio, il sindaco continua a parlare di polo scolastico alla Colmata in alcune interviste televisive e sulla carta stampata e invece non se ne trova traccia nell’ordine del giorno che verrà votato sabato? Semplice dimenticanza, oppure non ci si vuole scontrare troppo con la Regione, che su questo tema si è sempre detta contraria? Come mai la scelta di un incarico diretto a un architetto?

Nessuno discute la professionalità di Paolo Brescia, il cui ampio curriculum, anzi, parla da solo: ma non sarebbe stato meglio gestire la nomina attraverso un bando, non sarebbe stato meglio avvicinare più idee e poi metterle a confronto?

L’impressione, invece, è che si sia ripescato un vecchio progetto del sindaco Vittorio Agostino, alleggerendolo degli insediamenti abitativi che lui stesso aveva previsto (e in quella sua maggioranza, val la pena ricordarlo, c’erano già alcuni esponenti dell’amministrazione attuale, quelli che si scagliano contro il cemento residenziale) e cercando di armonizzarlo il più possibile con la presenza di un depuratore: cosa certamente non facile, soprattutto se il depuratore venisse arretrato rispetto alla banchina.

Nessuno vuole fare il guastafeste, ma tutto questo percorso pare proprio l’ennesima soluzione pasticciata.

Le idee dell’attuale amministrazione
Ad ogni modo, che cosa conterrà la nuova Colmata a mare, secondo gli indirizzi dell’amministrazione Di Capua, ammesso che Regione e Iren vorranno costruire il depuratore a filo di banchina?

Eccolo illustrato. “Il cuore di piazza Giovanni Paolo II – dice il sindaco Marco Di Capua – sarà la Piazza del Mare, la cui difesa è assicurata dall’impianto di depurazione sulla cui sommità sorgerà la passeggiata di collegamento tra il porto, la zona del Lido con la sua nuova piscina e il parco dell’Entella con il percorso naturalistico realizzato fino a Carasco. Le auto scompariranno in un parcheggio interrato di due piani, per circa 800 posti”.

Secondo Di Capua, “il verde diventerà l’elemento che connetterà la città con il mare e il porto. Infatti il Parco del Mare, di circa 4,6 ettari, diventerà il nuovo parco urbano. Sopra la copertura del parcheggio sotterraneo, troverà collocazione la Piazza degli Eventi, con il campo da calcio, dove potranno essere ospitati avvenimenti sportivi, eventi culturali, performance artistiche e concerti. Saranno ricollocate le bocciofile, la nuova casa dei pescatori dilettanti e le attività oggi presenti. La Casa del Mare sarà un padiglione sul mare, sotto il quale potranno essere ospitate associazioni sportive legate al mare, come la Lega Navale Italiana e lo Yacht Club Chiavari, con aree dedicate ma unite sotto lo stesso tetto”.

La palla a Regione e Iren. Chissà come la prenderanno.

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