Home Attualità ‘Cinque progetti in cinque anni’: la Società Economica di Chiavari punta a rafforzare il suo ruolo in prospettiva futura

‘Cinque progetti in cinque anni’: la Società Economica di Chiavari punta a rafforzare il suo ruolo in prospettiva futura

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Se esiste sin dal 1791, un motivo ci sarà. Se ha superato guerre, crisi, difficoltà in serie e anche una pandemia, un motivo ci sarà. E il motivo è che la Società Economica di Chiavari è un’istituzione che non si è mai fermata, che ha sempre continuato a tracciare la strada, nella buona come nella cattiva sorte. Con i suoi eventi, con il suo centro studi, con il suo prezioso patrimonio, con la ricchissima biblioteca: servizio pubblico, servizio alla cultura, alla formazione e soprattutto al pensiero singolare e collettivo.

Il 2020, si capisce ampiamente, non è stato un anno semplice: molte iniziative da marzo in poi sono state annullate, la Sala Ghio Schiffini che soltanto nel 2019 aveva ospitato ben centocinquanta appuntamenti (in pratica uno ogni due giorni) è rimasta spesso con le luci spente, le sale di studio sono state chiuse al pubblico.

Ma dentro alle mura storiche di via Ravaschieri si è continuato a lavorare: per ampliare la biblioteca, per il servizio di prestito, per proseguire gli studi su architettura e paesaggio in collaborazione con l’Università di Genova, ma soprattutto per programmare il futuro.

Il presidente della Società Economica, Francesco Bruzzo, traccia le prospettive, secondo quel piano già anticipato qualche mese fa, in campagna elettorale, al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, quando venne a visitare Chiavari.

‘Cinque progetti in cinque anni’, da realizzare a partire dal 2021 ed entro il 2025, grazie a risorse proprie, anche provenienti dalle donazioni e dai lasciti che, nonostante i tempi difficili, continuano a non mancare e che garantiscono la stessa sopravvivenza di questa storica e benemerita istituzione, un fiore all’occhiello non solo per la città ma per tutto il Levante genovese.

“‘Cinque progetti in cinque anni’ – racconta Francesco Bruzzo – è la nostra prossima sfida. Nei mesi di quarantena di marzo e aprile e anche in questo periodo in cui le nostre attività devono obbligatoriamente procedere a singhiozzo, ne abbiamo approfittato per concentrarci su quelle idee che avevamo in testa già da tempo. Vogliamo continuare a rappresentare un punto di riferimento, anche se non abbiamo potuto farlo nel quotidiano. Ma ci faremo trovare pronti quando ci sarà la tanto sperata ripartenza”.

Il presidente dell’Economica osserva: “Ci siamo sin dal 1791, ma da sempre sentiamo la necessità di adattarci alle esigenze dei tempi attuali, ed è proprio per questo che siamo arrivati sino a qui. Nel suo dna, l’Economica è sempre stata un ponte tra passato e futuro, con una visione lungimirante e in alcuni casi anche precorrendo i tempi. I suoi fondatori la istituirono per ‘la promozione e la tutela della cultura, delle attività economiche, dell’arte e dell’artigianato, della scienza, dell’istruzione e dell’ambiente di Chiavari e del suo comprensorio’. Così recita lo Statuto, perseguendo una finalità che nei decenni si è concretizzata in molteplici azioni: la creazione della maggior parte degli istituti scolastici cittadini; l’apertura della prima biblioteca del territorio, che oggi possiede novantamila volumi e un pregevole fondo antico; l’avvio a organi territoriali che si occupano della tutela di soggetti ‘fragili’; la promozione dell’eccellenza dell’artigianato locale, fra cui la ‘Chiavarina’ ovvero la sedia leggera di Chiavari, nota in tutto il mondo; l’evoluzione del concetto di agricoltura con la promozione della coltivazione della patata quarantina presso i contadini del comprensorio. Sarebbe ancora davvero lungo l’elenco dei progetti realizzati sino ad oggi, ma ora è il momento, ancora una volta, di guardare al futuro, mantenendo il nostro ruolo trainante e innovativo”.

I progetti
‘Cinque progetti in cinque anni’ comprende una serie di interventi prioritari finalizzati a rendere le attività della Società Economica sempre più funzionali ed efficaci nelle sue ricadute sul tessuto sociale, economico e culturale del territorio.

“Tuttavia – osserva Bruzzo – in virtù della propria natura di ente morale, non a fini di lucro, che si sostiene attraverso lasciti e donazioni, l’Economica ha bisogno di avere al proprio fianco compagni di viaggio, altrettanto lungimiranti, che la sostengano in questo percorso di crescita e sviluppo in chiave moderna e di servizio per l’intera comunità, al fine di non venir meno al proprio mandato, immaginato da quel gruppo di illuminati fondatori, ma restando al passo con i tempi”.

I progetti sono: rifacimento della sala convegni Ghio Schiffini; costruzione dell’ascensore e accessibilità per disabili alla biblioteca; ampliamento e completamento del Giardino dei lettori Renato Mario Gozzi; restauri e digitalizzazione dei beni culturali; realizzazione del Museo della seggiola nel Laboratorio della sedia leggera di Chiavari Guido e Anna Rocca.

“Nelle nostre intenzioni, la sala Ghio Schiffini dovrà essere tecnologica e all’avanguardia: uno spazio versatile, capace di ospitare sia convegni, sia mostre che eventi musicali. Gli interventi previsti, quindi, non saranno puramente estetici, ma volti a realizzare un luogo polifunzionale, idoneo a ospitare conferenze in presenza e videoconferenze, proiezioni, rappresentazioni, mostre ed eventi di vario genere, garantendo un’accessibilità quasi illimitata alle informazioni e ai servizi tramite le tecnologie di comunicazione più avanzate e all’avanguardia. Inoltre, l’impiego di ‘tecnologie assistive’, ossia strumenti, ausili tecnologici e software capaci di migliorare la comunicazione e l’ascolto delle persone sorde ed ipoudenti, non vedenti o ipovedenti, faciliterà le persone con limitazioni funzionali di ogni età nella partecipazione alle iniziative organizzate in Società Economica. Alcuni dei nostri soci si sono prestati gratuitamente a realizzare il progetto della ristrutturazione”.

C’è poi il discorso dell’ascensore, che si rende sempre più necessario perché la biblioteca e le sale di studio della Società Economica sono diventate ancor più frequentate, anche grazie all’ampliamento dell’orario di apertura garantito da un accordo con il Comune di Chiavari, che ha messo a disposizione pure del personale proprio.

“Ad oggi, l’accesso ai servizi della biblioteca e al Giardino dei lettori è interdetto ai disabili e, in generale, a chi non riesce a salire una rampa piuttosto lunga di gradini, come per esempio gli anziani. Essendo la nostra l’unica biblioteca di Chiavari, eticamente non è più accettabile una situazione del genere – commenta Bruzzo – È per questo che occorre realizzare al più presto un ascensore che possa risolvere questo problema”. Il progetto prevede l’inserimento di un corpo ascensore esterno, con l’adeguamento dell’accesso al Giardino dei lettori e con il contestuale adeguamento dei servizi igienici al piano terra per i diversamente abili. Anche in questo caso, sono stati alcuni soci a realizzare la progettazione.

Quanto al Giardino dei lettori, che è stato ristrutturato nel 2018 grazie alla famiglia Gozzi, diventando un gioiello storico e ambientale della città, “vogliamo ampliarne l’utilizzo rispetto ad ora, passando da luogo destinato alla lettura e allo studio da parte dei frequentatori della biblioteca a spazio multifunzionale: potrebbe diventare un cinema all’aperto durante le serate estive, oppure cornice ideale per concerti, mostre e altri eventi. Chiavari non ha a disposizione uno spazio simile”. Si prevedono lavori all’impianto di illuminazione, agli impianti audio e domotica, oltre agli arredi per gli eventi, le opere di restauro della scala e lo studio delle vie di fuga per l’accesso al pubblico.

Per quanto riguarda il Museo della seggiola, la Società Economica ha completato nelle scorse settimane l’acquisto di un fondo in via Ravaschieri, che le consente di ampliare il proprio pianterreno: sarà qui che sorgerà questo nuovo complesso, volto a valorizzare sempre più una delle tradizioni che rendono la città di Chiavari famosa in tutto il mondo, la sedia ‘Chiavarina’, nonché a valorizzare il lascito da parte Guido e Anna Rocca.

Infine, è già partita, e andrà avanti anche in futuro, la digitalizzazione del patrimonio librario della Società Economica, a cominciare dal fondo antico: “Parliamo di circa quindicimila volumi, che vanno a unirsi a un patrimonio che comprende anche trecento oggetti d’arte e ottocento cimeli del Museo del Risorgimento. Sono urgenti i lavori di restauro, catalogazione e digitalizzazione di almeno una parte del fondo. La biblioteca ha realizzato un progetto dove ha indicato tutti i manoscritti più richiesti in consultazione, quelli più rari e quelli in stato conservativo tale da richiedere misure improrogabili di restauro”.

Cinque progetti, nell’attesa di una ripartenza post-pandemia anche dell’attività quotidiana. “Stiamo pensando – conclude Bruzzo – alla prossima edizione della Mostra del Tigullio. Sarebbe dovuta essere la numero 160, prevista proprio nel 2021. Cercheremo di far qualcosa, d’intesa con il Comune, e comunque sempre nel pieno rispetto di tutte le regole che ci verranno imposte. Ma non possiamo proprio lasciar passare questa ricorrenza senza pensare a nulla”.

Vanno avanti anche tutte le iniziative ‘a distanza’, ad esempio quelle letterarie con il bibliotecario Enrico Rovegno e quelle storiche con Sergio Gabrovec. Spirito di adattamento, resilienza e idee: no, non è proprio un caso se la Società Economica esiste e resiste sin dal 1791.

Ti potrebbe interessare anche