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Smart working in smart homes (in smart towns)

da Alberto Bruzzone

di MARCO LANATA *

Mi rendo conto che il titolo in formato ‘matrioska’ e per di più in inglese non invogli alla lettura. Se tuttavia vi ho almeno un po’ incuriosito, provate a leggere ancora un po’.

Alcune settimane fa un interessante dibattito a Santa Margherita Ligure, dal titolo ‘Après le déluge’, ha sostenuto la tesi che in epoca post-Covid la ‘seconda’ casa può diventare la ‘prima’. Che cioè la qualità della vita dovuta alla location dove si trova un’abitazione possa avere la prevalenza rispetto, per esempio, alla vicinanza con la sede degli uffici di un’azienda.

In poche parole, che si possa vivere, lavorare e studiare nella casa al mare invece che nell’hinterland di Milano, per esempio. Una tesi quindi che, se verificata, potrebbe dare nuova speranza e nuovo impulso a zone come il Tigullio e il suo entroterra, attraendo nuove famiglie a vivere in una zona bellissima, con un clima eccezionale e un’ottima qualità dell’aria.

Non è un sogno – è un fatto che sta già accadendo per esempio a Londra. La City, un tempo centro pulsante economico e finanziario non solo del Regno Unito ma anche dell’intera Europa, si sta svuotando a causa dello smart working. Gli affitti e i valori immobiliari crollano, bar e ristoranti (e lavanderie, agenzie di pulizia, servizi di taxi, ecc.) chiudono. Le aziende riducono i loro uffici, perché i dipendenti lavorano da casa.

Può accadere anche a Milano e Torino? E in questo caso, quali sono le caratteristiche che le case e le cittadine devono avere per attirare popolazione produttiva, famiglie magari con figli in età scolare?

Provo ad elencarne alcune, senza la pretesa di fare una analisi esaustiva.

Partiamo dalle caratteristiche delle città, o meglio delle cittadine (come ho scritto nel titolo – towns).

La qualità dell’aria e del clima sono le caratteristiche essenziali. Essere sul mare, con un clima mite, mediterraneo e dotati di ampi spazi verdi sono caratteristiche comuni alla maggior parte dei comuni della Riviera e del suo entroterra. Certo sarebbe auspicabile un aumento del numero di alberi di altro fusto piantumati all’interno dello spazio urbano. Milano è (ancora una volta) una eccellenza e una guida per tutta Italia: il progetto Forestami prevede di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 (quindi più di 2 alberi per abitante).

Certamente sono altrettanto importanti le vie di comunicazione per consentire di spostarsi alle famiglie ‘nomadi’ (che magari si fermano in smart dal venerdì al lunedì e trascorrono invece 2 o 3 giorni alla settimana in ufficio nelle metropoli del nord). Quindi autostrade efficienti e alta velocità ferroviaria. Questi sono purtroppo temi su cui la Liguria è in grave ritardo e difficilmente potremo migliorare, se non con ingenti investimenti e con progetti decennali.

Fondamentale è la disponibilità di connettività a banda ultra-larga, di cui ho già scritto in un precedente articolo. Anche su questo tema, il Tigullio e il nostro entroterra sono in grave ritardo, ma si può e si deve recuperare in tempi relativamente brevi.

In ottica famigliare, avere delle buone scuole di ogni ordine e grado (licei e istituti superiori compresi) è una caratteristica molto attrattiva. Speriamo che la didattica possa continuare anche di persona e non solo da remoto. Da questo punto di vista, il Tigullio in generale e Chiavari in modo particolare sono decisamente un’eccellenza che va conservata e aiutata.

Passiamo ora ad approfondire il tema delle caratteristiche delle abitazioni. Del luogo in cui, volenti o nolenti, le nostre famiglie sono obbligate a lavorare e studiare con continuità, per periodi più o meno lunghi. Quale tipologia di spazio e quali servizi possono aiutarci a vivere meglio questo esilio? A ridurre le fatiche e gli attriti che inevitabilmente questa condizione ci impone?

Schematizzo un breve elenco, ovviamente non esaustivo, diviso in tre macrocategorie:

Caratteristiche essenziali (Mandatory):

  • Accesso e servizi:
    1. Accesso ad Internet in fibra in modalità FTTH (vedi anche questo articolo). Necessario per poter lavorare e studiare da remoto, con più persone collegate contemporaneamente, senza rallentamenti.
    2. Parcheggio privato, direttamente collegato all’abitazione. Necessario per evitare contatti con altre persone durante gli spostamenti.
    3. Ragionevole vicinanza alle scuole. Necessario per evitare l’uso dei mezzi pubblici, saturi di persone e quindi potenzialmente rischiosi.
  • Spazi:
    1. Giardino o terrazzo abitabile. Utile anche per mangiare o lavorare all’aperto nella bella stagione (che nel Tigullio dura 6 mesi!).
    2. Una stanza (non necessariamente una camera da letto) per ogni componente della famiglia. È una caratteristica essenziale per potere avere un minimo di privacy durante lo smart working o la didattica a distanza.

Caratteristiche auspicabili (Nice to have):

  • Accesso e servizi:
    1. Garage privato.
    2. Vicinanza a zone boschive, per poter fare una passeggiata nel verde, possibilmente partendo a piedi da casa.
  • Spazi:
    1. Barbecue (rispettando la distanza dai vicini, per non generare liti furibonde sul fumo…).
    2. Piscina (anche piccola o smontabile), per evitare di frequentare d’estate le spiagge affollate.

Caratteristiche inutili (No more needed):

  • Accesso e servizi:
    1. Vicinanza all’ufficio o al posto di lavoro.
    2. Vicinanza alle zone di accesso ai mezzi pubblici, ormai pericolosi per l’impossibilità di mantenere la distanza sociale.
  • Spazi:
    1. Open space (non adatti a smart working/didattica a distanza).
    2. Aree condominiali (giardino, piscina).

Mi rendo conto che il costo di alcune di queste opzioni fa lievitare il costo totale dell’immobile. Tuttavia, la possibilità di avere una casa nell’immediato entroterra riduce sicuramente il costo a metro quadro dell’immobile rispetto ai comuni costieri, rendendo più avvicinabile questo investimento.

Il mondo in cui vivremo nei prossimi anni e il modo di vivere che ne consegue sarà fortemente influenzato dalla pandemia Covid-19, anche in presenza di un vaccino efficace.

Come abitanti del Tigullio, dobbiamo assolutamente sfruttare le caratteristiche del nostro territorio che ci possono consentire di attrarre famiglie e professionisti, invertendo una tendenza all’emigrazione dei nostri giovani, che altrimenti sembra inarrestabile.

Ritengo che i progettisti e costruttori di edifici dovrebbero prendere in considerazione queste ipotesi, così come gli amministratori comunali, per quanto di loro competenza. Piantumare nuovi alberi in città fa bene a noi e alle prossime generazioni. A tutti.

(* CEO di Virtual, società del Gruppo Duferco)

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