Home Sport Il Tennis Club di Santa Margherita conquista la serie A1. Iguera: “Un premio al lavoro di tecnici e giocatori”

Il Tennis Club di Santa Margherita conquista la serie A1. Iguera: “Un premio al lavoro di tecnici e giocatori”

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Un circolo di lusso. Non sono la modernità e la funzionalità dei suoi impianti (che pure ci sono e sono unanimemente riconosciute), la selezione ultra severa degli agonisti, il glamour dei suoi soci, meno che mai i costi delle tessere e dei suoi campi da gioco, a collocare il Tennis Club Santa Margherita tra le società high class.

Il lusso è dovuto ai risultati. Uno in particolare lo ha fatto entrare nella ristretta cerchia dei circoli top in Italia: la società sammargheritese ha conquistato nel 2020 la serie A1, e ci è riuscita in un tempo incredibilmente breve se si pensa che è nata dalla fusione di due club più piccoli solo quattro anni fa. Un prodigio sportivo che non ha niente di fortunato e meno ancora di provvisorio.

L’arrivo nell’Olimpo tricolore si deve soprattutto alle idee e alla capacità di metterle in pratica del presidente Mauro Iguera. Che ha ricevuto per questo traguardo una valanga di premi, ultimo in ordine di tempo l’attestato nell’edizione appena archiviata di Stelle dello Sport, il progetto ideato a Genova da Michele Corti per promuovere i valori dello sport e raggiungere una fascia sempre maggiore di popolazione in Liguria, con particolare attenzione per i giovani.

Nell’occasione il numero uno del circolo di via Frugone ha spiegato come sono state centrate due promozioni consecutive nei campionati a squadre. “Nessun segreto: un obiettivo raggiunto attraverso un programma dirigenziale ambizioso ma non smisurato. Sapevamo che scegliendo i tecnici e i giocatori giusti potevamo farcela”.

Non è stata l’opera di one man band, con Iguera c’era un team affiatato. “Infatti. Sin da principio, nel 2017 quando abbiamo rilevato dai due piccoli circoli sammargheritesi i campi e le strutture avevamo le idee chiare su dove volevamo arrivare e come volevamo arrivarci. Abbiamo messo mano innanzitutto alla cornice, ossia agli impianti e ai servizi. Abbiamo rimesso a nuovo la club house, rifatto quasi da zero diversi terreni. E abbiamo aperto alle nuove realtà, prima tra tutte quella del Padel che ci ha consentito di tenere i campi occupati per quasi l’intera giornata e l’intera settimana”.

È chiaro che ai miglioramenti della cornice doveva corrispondere una tela più… appassionante. “Siamo partiti dalla serie C, abbiamo cominciato vincendo e non ci siamo più fermati. La promozione in B2 l’abbiamo ottenuta ricorrendo alle risorse umane ‘interne’. Infatti, accanto alla vittoria nel campionato, abbiamo centrato anche il titolo Under 14. La conferma che stavamo lavorando bene anche con il vivaio, il circolo ha tirato su in ancora meno tempo rispetto alla prima squadra un settore giovanile di valore assoluto”.

L’ultimo passo richiedeva qualcosa in più. “Per salire tra i grandi dovevamo avere una dose di esperienza che potevamo trovare solo all’estero. I nostri rinforzi hanno fatto anche più di quanto ci aspettassimo. Si sono dimostrati all’altezza delle aspettative e chissà che alcuni di loro non rimangano nella prossima stagione, dove dovremo lottare duramente per difendere la categoria appena conquistata. In attesa che i ragazzini del nostro vivaio maturino”.

Per il T.C. Santa l’anno che sta terminando è stato comunque complicato. E non poteva essere altrimenti, con le nuove regole imposte dalla lotta alla pandemia. “Devo dire che la nostra federazione, la FIT, ha saputo bene adeguarsi a questa incredibile e inattesa situazione. Il protocollo elaborato dai vertici federali sta funzionando. Bisogna dire che paradossalmente il nostro sport ha beneficiato della sua maggiore adattabilità alle norme anti Covid”.

In effetti negli sport con racchetta e rete (c’è anche il Padel…) gli atleti non vengono mai a contatto nel corso della gara e poi abolendo le docce e gli spogliatoi in comune si riduce notevolmente il rischio. In questa maniera si può continuare a praticare lo sport a ciclo quasi continuo. Il T.C. Santa Margherita in queste settimane festive ha avuto i campi prenotati da mattina a sera, con match a cielo aperto anche in orari per altre latitudini e per altri climi assolutamente proibitivi. L’inverno non ha congelato il T.C. Santa Margherita. E una primavera, non importa se di bellezza o meno, è alle porte.

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