Home Approfondimento Rinnovabili, idrogeno, mobilità elettrica e navi a basso impatto: il presente (e soprattutto) il futuro green del Gruppo Duferco

Rinnovabili, idrogeno, mobilità elettrica e navi a basso impatto: il presente (e soprattutto) il futuro green del Gruppo Duferco

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Sono sempre i più grandi a dover dare l’esempio più importante, sono sempre i più grandi che hanno il compito di tracciare la strada, d’indicare la direzione, di sperimentare, di riuscire e di essere il modello per tutti gli altri.

Ed è così che, quando si parla di ambiente, di ecosostenibilità, di business ‘gentile’, di transizione energetica e d’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di tutti, un grande gruppo come Duferco deve giocare – e a tutti gli effetti gioca e giocherà – un ruolo da top player.

È giusto e sacrosanto che chi ha più risorse e ramificazioni investa con maggiore convinzione sulle tematiche green, a beneficio di se stesso ma, indirettamente, anche a beneficio degli altri.

Questi argomenti, quanto fatto nel passato, quanto fatto nel 2020 e le prospettive future sono stati al centro del discorso di fine anno che il Ceo di Duferco, il nostro editore Antonio Gozzi, ha tenuto a tutti i dipendenti e collaboratori della multinazionale, usando in quest’occasione la modalità online a causa delle ben note vicende sanitarie.

Vicende sanitarie che, comunque, non hanno impedito al gruppo di chiudere con dati assai positivi in tutte le sue principali ramificazioni: l’industria dell’acciaio, il settore energetico, il settore dello shipping e della logistica. E, in tutti e tre, il progresso dal punto di vista del sempre maggiore rispetto ambientale è stato e sarà evidente.

Sono temi da sempre cari a un settimanale come ‘Piazza Levante’: ci piace così raccontarli a partire da quello che succede ‘in casa nostra’, con l’intento non già di essere autoreferenziali, bensì di comunicare un impegno che, oltre a Duferco, accomuna moltissime altre multinazionali e multiutility del panorama italiano e non solo.

“Gran parte delle mie energie – spiega Antonio Gozzi – sono impiegate attualmente su queste straordinarie prospettive. Noi intendiamo davvero diventare, con i fatti, uno dei principali attori della transizione energetica, in Italia e non solo. Abbiamo ereditato dal nostro fondatore il concetto del business ‘gentile’ e vogliamo non solo portare avanti questa cultura d’impresa, ma anche implementarla”.

L’acciaio – Come può l’industria cosiddetta ‘pesante’ concepire un prodotto che sia ‘pulito’, ovvero pienamente rispettoso dell’ambiente? Nell’immaginario collettivo, l’acciaieria è quella fabbrica con i camini che emette fumo e immette agenti inquinanti nell’atmosfera a ogni ora del giorno e della notte. Eppure, non c’è niente di così lontano dalla realtà, perché oggi l’industria ‘pesante’ dell’acciaio non solo è una delle più controllate, ma è anche una delle meno impattanti e una di quelle dove il rispetto dell’ambiente è declinato al 100%.

La direzione di Duferco è chiara: “Abbiamo concluso il processo di acquisto e siamo ormai nella fase conclusiva, con un investimento di circa 180 milioni di euro, per realizzare, nel nostro polo di San Zeno, in provincia di Brescia, uno dei più grandi impianti siderurgici in Italia per la produzione di travi. Puntiamo a diventare, in questo business, l’azienda più performante in Europa. Questo sito è già pienamente inserito nell’ottica della transizione energetica. Difatti, il laminatoio di San Zeno sarà il primo laminatoio italiano, e probabilmente anche il primo in Europa, che sarà totalmente alimentato da energie rinnovabili. Abbiamo già firmato un contratto a lungo termine per far funzionare la fabbrica con energia eolica. Inoltre, stiamo studiando, insieme ad altri gruppi di professionisti, la possibilità di utilizzare l’idrogeno per la produzione di energia nei nostri forni di riscaldo. Sono al lavoro i principali gruppi di ricerca italiani e anche qui saremo i pionieri. Nessun siderurgico, e lo posso dire con orgoglio, sta studiando con le nostre stesse forze e la nostra stessa convinzione la possibilità di usare l’idrogeno nelle fabbriche”.

Secondo Gozzi, “possiamo diventare il principale player europeo nel settore delle travi e questa rappresenta una grandissima occasione, visto che Anas intende rifare tutta la rete dei ponti in Italia: parliamo di circa 12.500 strutture, e tutte saranno fatte in ferro, quindi è facile immaginare quanto materiale sarà necessario”.

L’energia – Il Ceo di Duferco analizza le ottime prestazioni di Dxt Commodities, ovvero la società di trading internazionale, facente parte del gruppo, che si occupa del commercio di energia elettrica e di gas. “Un’azienda supersofisticata e fortemente basata sull’innovazione, con una straordinaria capacità di creare relazioni economiche e commerciali. La sfida, per Dxt, è mantenere questo livello di eccellenza nell’innovazione tecnologica, che va di pari passo con la sostenibilità ambientale. La direzione è quella di un’energia sempre più green”.

Anche Duferco Energia, che è invece il ramo specializzato nel retail, è impegnata “con un portafoglio di asset legati alle energie rinnovabili, alla mobilità elettrica e al risparmio energetico. È un modello di business assai complesso, ma assai affascinante al tempo stesso. Vogliamo fare di Duferco Energia un soggetto sempre più importante nel campo della transizione energetica e quindi, oltre a essere concentrati sulla vendita al dettaglio di luce e gas, saremo concentrati pure sul risparmio energetico. Ci stiamo spingendo in maniera molto forte: siamo il primo operatore italiano nell’applicazione dell’ecobonus al 110% per i condomìni, e questo sarà uno dei fulcri anche per il 2021. Inoltre, siamo il terzo operatore per quanto riguarda la mobilità elettrica in Italia: intendiamo consolidare questo rapporto, ma vogliamo anche ricordare di essere stati innovativi, e anche un po’ temerari, quando nessuno investiva nelle colonnine elettriche, e noi invece lo facevamo. Credo che questo coraggio ci darà altri ottimi risultati e, soprattutto, credo in maniera convinta che non sono né saranno i monopoli a determinare la transizione energetica, bensì sarà la totalità degli operatori di mercato”.

Lo shipping – In questo settore, la protagonista è la società Nova Marine Carriers, con sede a Lugano, in Svizzera, sempre parte del gruppo Duferco. “Stiamo seguendo – osserva Gozzi – tutte le aree in cui, a livello di shipping, è possibile perseguire la sostenibilità del business: ad esempio, abbiamo acquistato delle navi cinesi che, grazie all’innovazione tecnologica sugli apparati motori, consumano il 30% in meno delle navi tradizionali, a parità di performance. Inoltre, stiamo lavorando con alcuni colleghi dello shipping sulla sostenibilità e sul futuro sempre più green anche delle attività di trasporto marittimo”.

In che modo? “Continueremo a cavalcare l’onda verde con navi sempre più sostenibili a livello ad esempio di consumi e di carburanti, puntando al tempo stesso a mantenere i primati che abbiamo nel campo delle navi da tredicimila tonnellate e delle cementifere. È il modello tracciato da chi ci ha preceduto, è il modello su cui andranno avanti le nuove generazioni alla guida del gruppo Duferco”.

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