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La campagna vaccinale e il ruolo dei mass media

da Alberto Bruzzone

(r.p.l.) Il 27 dicembre, con quello che è stato denominato V-Day (che non sta per Vaffa Day, bensì per Vaccine Day), partirà in tutta Europa, e quindi anche in Italia, la più grande campagna di vaccinazione di massa che si ricordi in epoca moderna.

È lo strumento che in tempi rapidissimi e con enormi risorse economiche, finanziarie, di studi e di ricerca è stato concepito come arma principale per sconfiggere la pandemia di Covid-19. Fino a questo momento, infatti, si è provato a contenere i contagi, a contrastarli in qualsiasi modo attraverso le buone pratiche della mascherina, del distanziamento, fino ad arrivare alle chiusure e ai lockdown ma, come noto, contro questo tipo di Coronavirus non esistono ancora cure specifiche e non esisteva, sino a pochi mesi fa, un vaccino.

Adesso sì, adesso esiste e le prime dosi sono già state inoculate negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, paese quest’ultimo dove sta suscitando enorme preoccupazione il diffondersi su larga scala di una cosiddetta ‘variante’ del Covid, la quale, però, dovrebbe essere ugualmente coperta dal siero vaccinale, secondo i primissimi studi da parte della comunità scientifica.

Si è parlato spesso, nei mesi scorsi, del vaccino come ‘regalo di Natale’ e, facendo un giro sul web, si trovano facilmente vignette che ritraggono Babbo Natale con la sua tradizionale sporta piena di fialette. È una metafora dei nostri tempi e, chiaramente, come metafora va colta.

Ma va altrettanto colto l’appello da parte di tutte le forze istituzionali a non abbassare la guardia, perché la campagna vaccinale sarà lunga e impegnativa: durerà almeno per dieci mesi nel 2021 e prima di arrivare alla cosiddetta immunità di gregge occorrerà continuare a mantenere invariate tutte le misure di protezione individuale e collettiva.

È chiaro, però, come alla fine di un anno allucinante sotto tanti punti di vista, il vaccino sia l’unica speranza tangibile. Non a caso, è la parola più cliccata sui motori di ricerca di Internet di queste ultime settimane, insieme a Covid.

Se tutto ciò è, chiaramente, il principale argomento d’interesse da parte dell’opinione pubblica, e non c’è solamente il web a dimostrarlo ma basta farsi un giro nelle nostre città e ascoltare le chiacchiere e i discorsi delle persone, è altrettanto vero che quando un tema è così ampiamente dibattuto, il ruolo del mass media e della comunicazione in generale diventa fondamentale. Fondamentale per sminare false credenze, per sminare fake news, per sminare un ancora troppo vasto ‘fronte contro’ che, seppur non abbia la forza per vanificare tutte le energie profuse in quest’immensa battaglia dal punto di vista scientifico, può comunque rischiare d’indebolirla a suon di bufale e di menzogne.

Il celeberrimo scrittore Mark Twain una volta disse che una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe. Ed è proprio questo, in quest’epoca così speciale e si spera unica, che deve stimolare con grande efficacia chi fa comunicazione a livello professionale, a cominciare dai giornalisti e, nel piccolo del nostro territorio, anche dalla nostra testata: rallentare sempre più il viaggio in giro per il mondo della bugia, che è spesso molto più rapida e contagiosa anche dello stesso virus, e far sì che la verità faccia sempre più in fretta a mettersi le scarpe.

Lunedì scorso, su una piattaforma online, si è tenuto il tradizionale incontro tra il vescovo della Diocesi di Chiavari, monsignor Alberto Tanasini, e i giornalisti del Levante. Si è parlato, tra gli altri argomenti, del ruolo avuto dai mass media durante la pandemia, a cominciare dal lockdown di marzo e aprile. E si è parlato delle prospettive della comunicazione, proprio in vista della campagna vaccinale. È evidente come certi media, anche a livello nazionale, non abbiano brillato per coerenza, è evidente come spesso si siano lasciati andare al flusso del sensazionalismo. Ma è altrettanto evidente come ci sia ancora, e per la maggior parte, un esercito di comunicatori di buona volontà che continua a incarnare e a professare quei principi cardine del giornalismo: raccontare la verità dei fatti con continenza e con semplicità di linguaggio, in modo da poter arrivare a tutti.

Continenza e semplicità del messaggio: dovranno essere questi, prima ancora che un gazebo con una primula disegnata sopra, i cardini su cui appoggiare, da parte dei media, la campagna vaccinale del 2021. Ce n’è un enorme bisogno.

C’è bisogno di chiarezza, c’è bisogno di dare spiegazioni pratiche, ma in primis c’è bisogno di tranquillizzare la popolazione, di togliere la maschera ai bugiardi, di non scadere nella vuota retorica dei no-vax e, soprattutto, di dare una mano alla scienza, perché se tutto questo potrà finire, se quest’emergenza sanitaria potremo mettercela alle spalle, se della pandemia potremo un giorno parlare solo come un fatto storico e non più come un fatto di attualità, lo si sarà dovuto solo e soltanto alla comunità scientifica, compreso l’enorme contributo dato dai nostri studiosi italiani, che sono stati tra i primi, val la pena di ricordarlo, a isolare il Coronavirus nei mesi caldissimi di febbraio e marzo, all’ospedale ‘Spallanzani’ di Roma, consentendo anche in questo modo a che potesse partire tutto il processo di tracciamento attraverso i tamponi e tutto il processo di ricerca per arrivare al vaccino.

Questi sono i fatti, questa è la realtà. Chi è sceso in piazza per dirsi contro, chi toglie la mascherina in segno di protesta, chi si erge a nemico della scienza in virtù del proprio ghiribizzo e sulla base di nessun elemento dimostrabile non solo fa il male di se stesso, ma fa il male di tutti noi. E siccome, lo ricordiamo, il fronte no-vax è stato per lungo tempo anche all’interno di una delle due compagini che formano il governo giallorosso, sarà bene che la continenza, oltre che il mondo dell’informazione, pervada pure quello della politica. Perché è in gioco il futuro di un intero Paese.

Noi di ‘Piazza Levante’ faremo la nostra parte, noi di ‘Piazza Levante’ staremo sempre e soltanto dalla parte di chi ha argomenti seri e concreti.

Auguri di Buon Natale e di Buon 2021 a tutti i nostri lettori. Ne abbiamo un enorme e infinito bisogno.

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