Home Aziende in vetrina Cavalcare le onde e insegnarlo agli altri: con BlackWave a Recco c’è un piccolo (ma grande) angolo di California

Cavalcare le onde e insegnarlo agli altri: con BlackWave a Recco c’è un piccolo (ma grande) angolo di California

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Lasciamo le California Girls, le birre e le onde alte come palazzi agli antenati, ai baldi Beach Boys rimasti incastrati in un mercoledì da leoni, qui a Recco grazie alla BlackWave Surf School si può provare lo stesso il brivido di cavalcare la tavola tutto l’anno, ogni giorno, con qualsiasi condizione meteo. E scusate, non è poco; è anzi l’asso pigliatutto della società costituita venti anni fa a Recco con il lungimirante intento di trasformare la passione di una manciata di surfisti in qualcosa di redditizio.

Tizi forse estrosi, certo non matti, sicuramente tenaci e preveggenti. Convinti che nell’insenatura tra Punta Sant’Anna e il porticciolo, il complesso gioco di interscambi cinetici tra fondale, vento e risacca favorisse un moto ondoso che replicava, sia pure in formato mignon, gli incanti di Malibu Beach o del Monterey Shore, allestirono L’Onda Nera, un covo di surfer tramutatosi con il passare degli anni in un punto fermo per i liguri prima e oggi all over Italy.

I nostri Cavalieri della tavola piatta hanno evitato l’errore di imitare pedissequamente gli uomini copertina del surfismo mondiale. Hanno cercato e trovato la via recchelina all’onda, facendosi notare non per sbruffonate ma per la serena e ampia condivisione dell’esperienza Surf. Dove la gerarchia è fatta dall’abilità, non dall’anzianità o peggio da classe sociale e genere.

Tanto per mettere le cose in chiaro, il portavoce del gruppo è Serena Gallone, genovese, che è uno dei soci della scuola che offre corsi di Surf, Sup, Kayak e Windsurf. Corsi e attività per tutte le età e tutti i livelli. “Certo, perché non chiudiamo le porte a nessuno. La nostra teoria è che chiunque può accostarsi alle board. È chiaro che salire su una longboard è cosa che richiede abilità e soprattutto attitudini fisiche – equilibrio, capacità natatorie, resistenza – che non tutti hanno. Cominciare da piccoli aiuta, ma non è ostativo per chi, più grandicello, vuole cimentarsi. Abbiamo decine e decine di bambini, ragazzi ed adulti che si sono avvicinati a questi sport da neofiti. Tra i nostri allievi, abbiamo un volenteroso cadetto che alla verde età di 64 anni è riuscito a cavalcare l’onda!”.

E se i capitomboli sul pelo dell’acqua (che a una certa velocità regala impatti durissimi, fidatevi…) o le mazzate di un cavallone che vi arriva sulla schiena vi lasciano perplessi, niente paura, alla BlackWave sapranno indirizzarvi verso natanti più ragionevoli, tipo il kayak o il Sup, lo Stand Up Paddle, lo stare in piedi sulla tavola aiutandosi con una pagaia, che consente sbalzi divertenti così come la tranquilla navigazione sotto costa.

L’ingresso di Serena alla BlackWave è stato il logico approdo di un percorso iniziato da giovanissima. “Come i due fondatori del gruppo Stefano Bellotti, oggi nostro presidente, e Davide Onorato, suo vice, a 12 anni ero già aggrappata a una tavola. Oggi, 20 anni dopo, sono ancora lì, non mi sono mai staccata. Organizzavo la mia vita per seguire le onde, e continuo a rimanere nella corrente. La mia più grande passione”.

Più che un lavoro, la risposta a una chiamata, una vocazione irresistibile. Stefano e Davide la raccontano quasi eguale. “Da bambino ci chiedevano ‘Cosa vuoi fare da grande?’, e tutti avevano il mito del football, rispondevano ‘il calciatore’. Ma a noi del calcio non interessava niente, volevamo solo surfare onde perfette e nei ritagli di tempo fare snowboard tutti i giorni… Ecco, lì iniziava a nascere BlackWave. La passione per gli action sports non è mai diminuita, ha contagiato pian piano familiari ed amici, fino a diventare un vero e proprio stile di vita. Le vacanze sono diventate viaggi di surf e i video online un modo per imparare dai migliori”.

Stefano e Davide si conoscono nel 2012 da ‘Surfactivity’, storico negozio di surf genovese trasferitosi poi a Capo Verde. BlackWave prende così forma con 5 tavole in un giardino a Recco e lezioni surf organizzate negli orari della pausa pranzo. Oggi BlackWave vanta locali attrezzati a palestra, spogliatoi dedicati agli abbonati, spogliatoi dedicati ai corsisti, docce calde, attrezzature di ottima qualità, una rampa da surf-skate tra le più grandi in Europa, un negozio e tre sedi distaccate, alle Cinque Terre, a Marina di Pietrasanta e a Buggerru”.

La parola torna a Serena, che è il volto solare del gruppo dirigente. Con l’entusiasmo di una 18enne e la capacità manageriale di una 32enne. “Il nostro obiettivo è quello di offrire il miglior servizio possibile a chi è appassionato come noi, per questo investiamo sempre parte delle risorse nella ristrutturazione dei locali, acquistando attrezzature all’avanguardia e avvalendoci di personale qualificato. Abbiamo formato un gruppo di ragazzi che si allena costantemente per migliorare; alcuni di loro hanno raggiunto ottimi risultati vincendo il campionato italiano e prendendo parte a competizioni mondiali”.

Un giro di affari, una capacità innovativa, una velocità di crescita che confermano come la fase pionieristica sia superata. La BlackWave è un’istituzione a Recco. 163 corsi mensili, 500 tesserati, 20 ragazzi che vi lavorano. E non ci sono annate nere, tipo quella che sta esaurendosi, che possano fermarla.

“Il Surf è sport individuale che si svolge all’aria aperta e in acqua, quindi nella condizioni di massima sicurezza per quanto riguarda le precauzioni sanitarie anti Covid – riflette Serena – Nel primo lockdown in primavera ci siamo trasferiti armi e bagagli su Internet. Le nostre lezioni online sono state prese d’assalto. E alla riapertura, lo scorso maggio, siamo stati subito operativi al cento per cento. Come lo siamo oggi”.

Pensate, il 22 e 23 dicembre si è tenuto nella baia recchelina un corso affollatissimo. Non c’è stato freddo e vento che tenessero. Dal mattino sino al primo pomeriggio con i corsisti accolti, rifocillati e pure riscaldati (doccia calda all’aperto) dai ragazzi di BlackWave. Appena un attimo per assaggiare una fetta di pandoro (i surfisti lo preferiscono al più casalingo e pantofolaio panettone…) e il giorno di Santo Stefano Serena e una comitiva di istruttori prende il volo.

“Sino al 9 gennaio, con i partecipanti divisi in due corsi (sino al 2 gennaio e dal 2 al 9) saremo nelle Canarie a Fuerteventura, isola ricca di spot (posti adatti al surfing, ndr) per una settimana di tavole selvagge! Ideale per imparare ed anche per il surfista avanzato che cerca onde di qualità”.

Questo è oggi BlackWave, un pool di persone che sfornano iniziative e che gestiscono quello che nel mondo del surf è diventato un brand invidiabile e invidiato. Un punto di riferimento per chi vuole imparare questo sport o impratichirsi negli sport acquatici, senza snobbare persino lo snowboard.

“Ci siamo prefissi di fare di BlackWave, un luogo di incontro e di relax: qui le persone possono stringere nuove amicizie facendo lo sport che più amano, allenandosi in palestra, sull’onda artificiale ‘woodywave’, o attraverso tutte le altre attività che organizziamo. Da poco abbiamo aperto anche un negozio e uno shop online. Il surf shop è situato sul lungomare a Recco, proprio di fronte allo spot. Puoi acquistare la tavola dei tuoi sogni ed andare direttamente a surfare, oppure acquistare la tua lezione e il tuo materiale già da casa, online”.

Come scrivono in calce al loro aggiornato e moderno sito, “non puoi fermare le onde, ma puoi imparare a far surf”. Per noi attempatelli suona un po’ come il vecchio adagio, “se non puoi batterli, unisciti a loro”. In realtà è solo invidia. Di non avere l’età o il phisique du rôle per saltare su una longboard, sfuggire al point break, e partire verso la Endless Summer che quel gran filosofo di Brian Wilson non ha mai smesso di inseguire.

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