Home SportCanottaggio S. Margherita, la Gianni Figari molla la palestra e vende gli attrezzi: “Non ce la facciamo più ad andare avanti”

S. Margherita, la Gianni Figari molla la palestra e vende gli attrezzi: “Non ce la facciamo più ad andare avanti”

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Una palata a vuoto è il rischio nel quale prima o poi ogni rematore incapperà. Al dogma del colpo manco non sfugge neppure un club di canottaggio antico, rinomato e ancora oggi fervente come la Società Remiera Gianni Figari di Santa Margherita.

Pochi giorni fa con una lettera aperta inviata ai soci e per conoscenza al Comune di Santa il comitato direttivo del sodalizio ha annunciato di aver piantato (e pianto) bandiera bianca sulla palestra di via Garibotti, la base terra che da tanti anni era la indispensabile fucina nella quale si forgiavano i muscoli, la tecnica e anche il carattere degli atleti. Dai suoi locali collocati al centro del polo sportivo dello stadio Broccardi hanno mosso i primi passi tanti assi della voga a sedile fisso che nei decenni hanno fruttato vittorie e titoli a valanga per il sodalizio.

Oggi di tanta gloria non rimane che una teoria di foto messe sui siti specializzati e sui social con le quali la Gianni Figari reclamizza gli attrezzi della palestra, i macchinari, gli attrezzi e gli altri utensili specifici per gli allenamenti e i potenziamenti dei suoi tesserati, per i soci, agonisti e non.

Fa male a coloro i quali hanno a cuore la meravigliosa disciplina marinata scorrere le immagini: ogni peso, ogni panca, ogni vogatore, ogni spalliera raccoglieva una storia, un aneddoto sui record e sulle performance realizzate dai migliori. E al contempo c’è un sussulto di orgoglio nel capire quanto sia previdente e lontana dalle gestioni allegre di altre società (e di altri sport…) la politica di un club che sa come stare a galla anche finanziariamente non solo per spinta di Archimede e non vuole cominciare a scavare nell’abisso dei conti in rosso.

Il presidente Massimo Roccatagliata al riguardo è chiaro e conciso: “Nel lockdown di primavera avevamo resistito sperando che da giugno in poi sarebbe stata una discesa; la seconda chiusura, per le palestre totale quanto la prima, ci ha costretto a fermarci. Non c’erano alternative percorribili”.

Nella lettera inviata al Comune lo stesso concetto viene spiegato con maggior facondia e con eguale rassegnata tristezza: “La società remiera Gianni Figari è una piccola società di canottaggio a sedile fisso che ha scelto, circa 15 anni fa, di aprire le porte della sua palestra al pubblico. Le spese che, comunemente, dobbiamo sostenere in quanto piccola società dilettantistica, fra le tante anche il canone di locazione al Comune, unite alle due chiusure causate dal lockdown con i relativi mancati introiti, ci hanno portato a riflettere sull’eventualità di smettere oppure rilanciare, magari rinnovando il locale in vista della successiva riapertura. Alla luce, però, dei primi 15 giorni di chiusura, analizzando i bilanci societari, mancati introiti e spese comuni, e la prospettiva di previsione di una chiusura delle palestre prolungata per pandemia in corso, siamo stati costretti a prendere decisioni che non avremmo voluto prendere. Quindi, adesso, con immenso dolore, il consiglio direttivo informa di aver ufficialmente rimesso la gestione della palestra al Comune. Se la palestra del campo sportivo Broccardi in un futuro, che auguriamo prossimo, riaprirà, non sarà più con noi”.

I locali situati sotto il campo di calcio a cinque erano gestiti dalla Gianni Figari che aveva sottoscritto un regolare contratto di locazione con l’amministrazione comunale. La palestra, oggi, è chiusa dopo l’ultimo Dpcm. Adesso, toccherà al Comune trovare un nuovo gestore e riaprire la struttura, non appena l’emergenza sanitaria lo permetterà.

“Vogliamo ringraziare tutti i soci per averci scelto e sostenuto in questi anni. Aver messo a disposizione un’attività che promuovesse lo sport e la salute, è stato per noi un piacevole impegno però, adesso, non nascondiamo il nostro dispiacere nel doverla chiudere definitivamente. Lo ripeto, non avevamo alternative”.

E quindi via con la vendita di Manubri, Cyclette, Ellittica, Pectoral machine, Gluteus machine, Ring, Multipower, Panca inclinata. Chi aveva sottoscritto l’abbonamento stagionale è stato rimborsato. E gli agonisti? Il primo pensiero di Roccatagliata è stato per loro: “Il nostro bene più prezioso. Che non possiamo permetterci di perdere. E che ci hanno dato, pur in una stagione tremenda, con complicazioni assurde, una risposta eloquente con i fatti: i risultati ottenuti agli Italiani sono stati spettacolosi, considerate le premesse”.

Un secondo posto nella categoria seniores maschile nelle finali di Porto Ceresio (Varese), un argento che brilla. Roccatagliata applaude: “Riuscire ad allenarsi nel modo migliore, tra nuovi regolamenti e limitazioni varie, è stata non un’impresa, ma una serie di avventure al limite del fantascientifico. Sicuramente, per le tempistiche ridotte e i pochi allenamenti i nostri ragazzi sono comunque riusciti a tener testa agli avversari con un bellissimo secondo posto. Speriamo che il 2021 non porti novità spiacevoli ma solo grandi soddisfazioni”.

Intanto cominciamo con un primo barlume… “Posso annunciare che abbiamo trovato una soluzione grazie alla collaborazione dell’altra società di canottaggio cittadino, la Argus, e ai buoni uffici del sindaco Donadoni, dell’assessore allo Sport, del dirigente Rosso. I nostri atleti avranno una spazio nella palestra della Argus in via privata Domizio Costa”.

Un piccolo passo in avanti in attesa che passi la… nottata. “È chiaro che è sistemazione provvisoria, in questi frangenti non si guarda a caval donato. E poi confidiamo nell’anno prossimo, nella bella stagione. Torneremo in mare, quel mare che per noi e per la nostra città è fondamentale. A questo proposito ci tengo a sottolineare che noi della Figari ci battiamo e continueremo a batterci perché il nostro sport, così come le altre discipline ‘marinare’, nuoto, pallanuoto ecc, siano tenute nella giusta considerazione. Sono sport che sono nel dna sammargheritese, non possiamo gettare in acqua, è proprio il caso di dirlo, la nostra storia, la nostra tradizione”. E poi, sempre parlando di acqua, non può piovere per sempre…

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