Home Sport Cinzia Noziglia fa un altro centro: terzo record mondiale nel tiro con l’arco, è già nella storia

Cinzia Noziglia fa un altro centro: terzo record mondiale nel tiro con l’arco, è già nella storia

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Da Zoagli a Sherwood. Beh, non proprio quella vera, è la Hall of Fame degli arcieri che non può non offrire uno spazio a Cinzia Noziglia, che ha riscritto più volte il libro dei record. La ragazza tende la cocca e la sua freccia arriva a bersaglio con frequenza impressionante. L’atleta nata nel Tigullio fa la spola tra la sua città natia, il centro sportivo delle Fiamme Oro e le sedi dei tornei iridati. Gira molto e a molto rinuncia.

Sono questi il pegno e il premio che toccano a chi sale troppo in alto per rimanere agganciato a una realtà locale per quanto rigogliosa e promettente come quella degli Arcieri del Tigullio, la società che l’ha scoperta e lanciata nell’arena internazionale. Cinzia ha camminato per le vie del mondo sempre tenendo nel cuore il luogo da dove partiva. Una predestinata, una che sin da quando ha preso la mira e inquadrato con il suo occhio, bionico per la precisione e fascinoso per una grazia connaturata quanto le sue doti atletiche e nervose, il bersaglio lontano. Lontano ma non quanto bastava per non essere trafitto dal tiro costante e preciso della cecchina con la faretra, una sniper che con l’arma bianca è letale quanto lo sono i più celebri e fragorosi tiratori di pistola e carabina-muniti.

Cinzia ha battuto in un magico weekend a inizio novembre in quel di Gallarate, in occasione del Torneo 25MT C.A.M., il record del mondo di tiro con l’arco nudo sulle 60 frecce a 25 metri.

L’arciera delle Fiamme Oro (il gruppo sportivo della Polizia di Stato) ha realizzato uno score di 532 punti, ben 17 in più del record precedente appartenente alla croata Ines Rusnjak che a febbraio, prima dello stop alle competizioni, aveva ottenuto 515. La teoria dice che si può arrivare a 600 (60 centri su 60 tiri), i numeri ottenuti vi dicono quanto Noziglia si sia avvicinata alla gara perfetta, la prestazione delle prestazioni.

È il suo terzo record mondiale, dato che detiene la miglior prestazione planetaria, sempre nell’arco nudo, sia sulle 72 frecce con 637 punti, sia sulle 144 con 1271 punti. È la numero uno eppure non si sente arrivata. E fa bene, perché è una che sta ancora imparando, nonostante i 36 anni appena scoccati.

“Sono partita con un certo ritardo. Mi sono accostata a questo sport a 24 anni, nel 2008. Prima avevo praticato altre discipline e del tiro con l’arco sapevo poco o niente. Poi un giorno una amica mi disse che a Lavagna c’era la possibilità di provare, andai con lei alla palestra Don Gnocchi dove la società Arcieri del Tigullio si allenava. Un paio di tiri, hanno visto che me la cavavo, mi hanno incoraggiato a continuare. I progressi sono stati abbastanza rapidi”.

Aveva scelto l’arco nudo, ossia senza mirino, gli stabilizzatori e il clicker quelli che applicati allo strumento da gara lo rendono specialità olimpica. Più dura, più istintiva, perché si gareggia al chiuso, all’aperto, e anche in open field, ossia nei boschi, in situazioni che simulano la caccia. La categoria perfetta per una istintiva come Cinzia, una natural che sfrutta le doti innate datale da Madre Natura piuttosto che la tecnica. “Anche se per rimanere ai livelli massimi occorre tanto allenamento. E non parlo solo di affinare la tecnica, ed esercitare la mira. Ci vuole palestra, ci vuole mental coaching, bisogna disciplinare oltre che il braccio e l’occhio anche i nervi e il cervello”.

I suoi continui progressi portano dopo dieci anni di gare con i tigullini a una scelta di vita. L’ingegnere Noziglia sceglie di diventare l’arciere Cinzia, e si tessera per le Fiamme Oro. “È stata la svolta decisiva della mia carriera agonistica. Polizia di Stato e le Fiamme Oro mi hanno dato tutto il sostegno di cui avevo bisogno. Posso organizzarmi il tempo da dedicare ad allenamenti e gare nel migliore dei modi. Senza di loro, non sarei mai arrivata a questo livello”.

Viene seguita dagli istruttori del gruppo e può continuare a lavorare anche con la sua vecchia società. La Arcieri Tigullio continua a starle vicino. Il sindaco di Zoagli e maestro della società, Fabio De Ponti, appena ha conquistato il titolo e il record mondiale, l’ha celebrata sulla pagina Facebook del Comune perché porta il nome di Zoagli nelle più importanti competizioni arcieristiche.

“Fabio è stato mio istruttore e ora è il mio sindaco, devo rigare due volte dritto – scherza Cinzia – Mi ha fatto veramente piacere. Avere questi riconoscimenti al termine di un anno molto particolare mi ha rasserenato e spero, nel mio piccolo, di avere dato un piccolo contributo per uscire da questo periodo buio”.

Anche lei come tutti gli altri sportivi ha visto abitudini e insegnamenti sconvolti dalla pandemia. “Ci si deve allenare, spostarsi, gareggiare in modo diverso. Nei mesi primaverili ho lavorato isolata, in estate ho dovuto imparare da capo perché il regolamento di gara è stato sconvolto dalle norme di sicurezza. Prima si tirava uno vicino all’altro, la sensazione di testa a testa era forte, dava la carica. Adesso si gareggia alternati. Una prova come quella di Gallarate è durata quasi tre ore”.

Provate voi a reggere la tensione per un periodo così lungo, a non smarrire la concentrazione, a tenere d’occhio punteggio e avversari. “È stato fondamentale conservare la tranquillità. La lucidità fa la differenza. Un percorso mentale che mi ha portato sin lì, ma che è iniziato nella vita di tutti i giorni. Ho appreso a dominare lo stress, a guardare dentro di me, ad agire riflettendo”.

Uno spot vivente all’utilità di fare sport. “Infatti. Anche senza i record e le vittorie mondiali non mi sarei pentita di avere fatto queste scelte. La serenità conquistata non ha prezzo. Conosco persone, giro il mondo, in una parola progredisco come persona”.

Ed ora? La gloria è sufficiente? “Sulla gloria non ho riflettuto. Ma sulla necessità di continuare sì. Il mio sport consente di gareggiare ad alto livello sino ad età avanzata, diciamo sino ai 45 e oltre: quindi ho ancora molto da fare. E da vincere, per me, per il mio paese e per il gruppo sportivo FFOO”. Una singola freccia va a bersaglio, una singola arciera la scocca. Dietro lei un intero mondo, davanti un’altra chimera da abbattere.

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