Home SportPesca Pesca sportiva: la disciplina, nata con il distanziamento, va avanti pure in clima di emergenza sanitaria

Pesca sportiva: la disciplina, nata con il distanziamento, va avanti pure in clima di emergenza sanitaria

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Si era detto che la pesca sportiva aveva dei vantaggi da giocare sul tavolo di questi tempi strani per non dire pazzi, dove niente è al suo posto e dove tutto va all’incontrario. Il distanziamento ‘naturale’ nel verso senso della parola, la minima indispensabilità degli interscambi tra agonisti (ognuno cura la sua zona di pesca…), sempre all’aria aperta, in qualsiasi periodo dell’anno.

Con la certezza di non stare praticando uno sport di contatto (almeno stando alle cervellotiche definizioni del Mministero), consultato l’elenco delle 53 discipline ‘proibite’, i pescasportivi vanno avanti appellandosi alla tradizionale pazienza e all’ancor più lodato spirito di adattamento che ogni atleta con canna e lenza ha naturaliter in dotazione nella sua bisaccia. In pratica anche il nuovo Dpcm del 13 ottobre scorso non ferma la pesca sportiva (non essendo uno sport di contatto). Si continua a gareggiare senza grosse limitazioni che non siano quelle già stabilite e protocollate lo scorso maggio alla ripartenza del calendario. Naturalmente abolite le cerimonie di premiazione, le riunioni organizzative, le conviviali sino agli incontri tra più di due persone, per il resto si può gareggiare con le stesse regole di sempre e più o meno le stesse modalità di partecipazione.

In quest’autunno la FIMA Garbolino Chiavari ha potuto mettere in carniere alcuni notevoli successi strappati a un calendario che è andato avanti con sufficiente ampiezza e confortante regolarità. Il presidente FIMA Umberto Righi concorda: “In tempo di Covid ci si accontenta di svolgere Tornei, oramai questo succede da diversi mesi dopo lo sblocco di maggio, pur sempre tardi per svolgere tutti i Campionati ufficiali di selezione per gli Italiani slittati di ufficio al 2021 (sperando in tempi migliori)”.

Il Protocollo Sanitario Federale consente di svolgere l’attività sportiva della pesca, garantendo le distanze sanitarie tra i partecipanti e i controlli di legge prima dell’inizio gara, con obbligo di indossare la mascherina durante i controlli del giudice di sponda. “Forse è una magra consolazione ma in tempi di carestia (o meglio di pandemia) ci si consola con le gare e i trofei che le società sportive organizzano per tenere ‘oliati’ gli attrezzi e i ‘gomiti’ dei propri atleti”.

Come del resto ha fatto la FIMA Chiavari in questi mesi, altre società liguri si danno da fare per tenere viva la pesca, tra questi menzioniamo il Trofeo Cpds Multedo organizzato presso la spiaggia di Vesima nel ponente genovese e organizzato dalla omonima società di Multedo. Un trofeo di pesca in mare da riva, dove partecipava la crema dell’agonismo regionale di specialità, per cui vincere o piazzarsi tra i primi in classifica non era né facile né scontato.

La sfida tra i big si è resa ancora più complicata per il mare mosso e il forte vento, con una giornata cupa che minacciava pioggia. In pratica c’erano tutte le penalizzazioni possibili, ma perlomeno buona la presenza di pesce da fondo, boghe a mezzofondo di taglia media e aguglie in superficie. Per tutti vi era pesce, ma bisognava guadagnarselo con la ‘tecnica’.

“E chi poteva esprimersi al meglio se non il migliore in assoluto, il ‘The King’ Fernando Valvassura (della LNI Cogoleto) e big tra i big della Canna da riva con 1698 punti, l’assoluto di gara, primo tra i primi. Negli altri settori il punteggio di chi ha vinto era di poco sopra i 1000 punti e pochi grammi di differenza tra Alessio Alessiani (FIMA/Garbolino Chiavari), Luigi Molinari e Giuseppe Di Prima (CN Sampierdarenese GE)”. A seguire un grande quarto posto nella gara di Pesca al colpo nel lago Curadi di La Spezia.

“È da festeggiare la cosiddetta ‘medaglia di legno’, il quarto posto, perché davanti e dietro noi c’erano tutti i campioni di specialità che oltre a conoscere ogni angolo del Curadi hanno tecnica ed esperienza pluridecennale, mentre la FIMA Chiavari solo da un paio di anni è tornata a solcare i campi gara nazionali della pesca al colpo. Percorrendo un progetto molto articolato e sostenuto dallo sponsor Garbolino-sert, che vede coinvolti tutti gli atleti del settore acque interne tesserati FIMA Chiavari. Tra le file della super blasonata FIMA, vi sono tanti campioni del passato ma pure molti giovani, unendo l’esperienza del passato con la tecnica del presente, doti che se ben assimilate ti fanno emergere anche in campi gara difficili come il Curadi”.

Si è gareggiato al Curadi di La Spezia (in precedenza era designato il lago Gallinara di Imperia ma impraticabile per alluvione), si trattava della prima prova della Coppa Liguria a Squadre di pesca al colpo, promossa dal Comitato Regionale FIPSAS, ed organizzata dalla Val di Magra, allo scopo di rilanciare tale tecnica nel territorio regionale da levante a ponente.

La seconda prova andrà in scena il 8 novembre al Lago Giugi (Spezia). “Dominatore della prima prova la Squadra B della PS La Gallinara/Trabucco (SV) con 11 penalità e 17030 punti. Quarto posto per noi della FIMA/Garbolino, unica società rappresentante la Provincia di Genova con la Squadra A composta da Enrico Botto (3°), Alberto Cordano (3°), Basilio Bellusci (5°), Alberto Cò (6°) che totalizzano 17 penalità con 7900 punti”. Il primo colpo è stato assorbito, adesso non resta che infliggere quello vincente (gobbo?) nella seconda manche.

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