Home Aziende in vetrina Iris, il fior fiore delle profumerie chiavaresi

Iris, il fior fiore delle profumerie chiavaresi

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Umile, tenace, pervasivo; scegliere Iris per caratterizzare il proprio negozio di profumeria è meno scontato di quanto si pensi: molti errano associandolo al più diffuso e un po’ banalotto giaggiolo, mentre la pianta delle iridacee ha in comune con il cugino solo la forma e non i colori, che fa esplodere dal blu al bianco e rosa sino a quel particolare tono di viola che ne fa la fortuna in ogni composizione.

La Profumeria Iris di Simona Matteazzi a Chiavari in corso Dante 54 ha tratto dalla pianta non solo l’etimo, ma pure le caratteristiche salienti. Un negozio che si fa notare senza dover essere appariscente, che conquista il cliente senza stordirlo, che serve e dà un servizio senza la pretesa di ritenersi indispensabile. Insomma, una piccola delizia che ha saputo ricavarsi la sua nicchia in una città che di offerte è colma.

La Profumeria Iris ha aperto nel 1954, i suoi settant’anni li porta con nonchalance, perfetta estensione della personalità delle sue conduttrici. Una storia al femminile, un sentiero di tre generazioni che hanno marciato in grande armonia. Oggi Simona, ieri Graziella e l’altro ieri Rosy. La nipote della fondatrice non era, per ovvi motivi anagrafici, presente all’apertura, dalla nonna paterna ha appreso tutto quanto serve per far rivivere quei giorni: “Mi raccontò che lei, nata a Padova, venuta in questa città che era uscita da un periodo tremendo, con la vita ancora difficile ma con grandi possibilità di crescita, volle fare la sua parte. Aveva in mente la mitica Profumeria Iris della sua città, un posto di eleganza leggendaria e voleva nel nostro piccolo provare a creare qualcosa di simile. Il primo trentennio di attività fu un continuo miglioramento: le possibilità economiche aumentavano, i gusti e le tendenze del pubblico, soprattutto quello femminile, variavano e obbligavano a un continuo aggiornamento. Un processo che dagli anni Sessanta ai Novanta non si è mai inceppato. Venne il turno di mia mamma, la moglie del figlio di Rosy, di affiancare la nonna”.

Suocera e nuora fianco a fianco al banco. Una miscela potenzialmente esplosiva, invece. “Si capivano con un’occhiata, potevano divergere su qualche tema ma alla fine trovavano sempre la sintesi. Ad unirle c’erano la passione per la profumeria. Si informavano, studiavano le reazioni del clienti. Riuscivano, agendo in coppia, a costruire solidissimi rapporti con la clientela. Rapporti che nel tempo hanno pagato: chi veniva da noi sapeva che avrebbe trovato un consiglio e un sorriso, due qualità che non si vedono e non si comprano ma che pagano”.

Oltre alle due titolari, in negozio c’è sin dal giorno uno Mariuccia, una assistente che nessuno, meno che mai Simona Matteazzi, vuole svilire al ruolo di commessa. “Una collaboratrice indispensabile, una colonna del negozio che è andata in pensione nel 2019. Quando ci ha salutato eravamo commosse, io, mio mamma, Karen, che è entrata a far parte della famiglia Iris nel 2010 e che è ancora qui con noi”.

Una formazione tutta al femminile, una formazione che ha acquisito Simona 30 anni fa. “Studiavo all’Università a Genova ma ogni momento libero lo passavo qui in negozio. A fine anni Ottanta nonna e mamma mi hanno introdotto al business, nel 1990-91 sono entrata in pianta stabile”. Un regista ma anche una tuttocampista, che si occupa di ogni aspetto della Profumeria. “Mi appassiona, cerco di tenermi al passo con i tempi. Avere in mano le redini mi ha responsabilizzato, voglio che il negozio continui. Certo, rispetto a quando sono entrata è mutato molto, forse tutto. E non parlo solo della categoria merceologica, dei prodotti. Sono cambiate financo le regole del gioco. Ce la caviamo perché ci mettiamo ancora la passione, l’orgoglio che ci proviene da una tradizione mai tradita. Ci confrontiamo con concorrenti agguerriti, catene commerciali, grandi linee di vendita. E rispondiamo con le armi consolidate: conoscenza della cliente, la capacità di instaurare un rapporto umano, di trasmettere competenza e sicurezza a chi si rivolge alla profumeria”.

Un episodio recente dice più di tanti discorsi. Il lockdown di primavera costringe la Profumeria come tutti i negozi della sua categoria a chiudere per cinque settimane tra marzo e aprile. La signora Matteazzi obbedisce, quando arriva il via libera per una riapertura parziale non si fa pregare. “Sentivo che era mio dovere tenere aperto almeno per un paio di ore al mattino. Andavo da sola e restavo nel negozio anche dopo la chiusura. Mettevo in ordine, consultavo i cataloghi, mi preparavo alla ripartenza senza limiti. Sentivo di doverlo a me stessa, a mia mamma, alla nonna ed anche a Mari e Karen”. Il capitano non abbandona mai il vascello. “Ognuno deve fare la sua parte. Teniamo duro, sappiamo che i prossimi mesi non saranno una passeggiata tra i fiori, tanto per restare in tema (sorride ndr), sappiamo anche che questa è l’unica via per andare avanti”.

Gli Iris sono tra i primi fiori che con il loro sbocciare testimoniano l’arrivo della primavera. A questo soave fiore sono stati attribuiti vari significati: rappresenta il trionfo della verità, è il simbolo della speranza, simboleggia  la fiducia, l’amicizia e la saggezza. E poi c’è chi dice che il linguaggio dei fiori è mendace.

Ti potrebbe interessare anche