Home SportCalcio Il Rupinaro va controcorrente e non si presenta alle partite: “Troppi rischi, non ce la sentiamo”

Il Rupinaro va controcorrente e non si presenta alle partite: “Troppi rischi, non ce la sentiamo”

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Ha avuto il coraggio di dire che il re è nudo e di mettere in tavola le carte quando gli altri intendevano tergiversare, magari tenerle coperte chissà ancora per quanto. I fatti di questi giorni dicono che la decisione controcorrente presa dal Rupinaro Sport due settimane fa, ossia quella di non presentarsi alle tre partite di Coppa Liguria nelle quali sarebbero state impegnate le compagini di Seconda, Terza e Femminile arancio blu, aveva molte ragioni, parecchie confermate con brutale evidenza dai fatti seguenti, altre che potrebbero rivelarsi azzeccate nei giorni a venire.

Il calcio dilettanti è altra cosa da quello professionistico, che deve andare avanti a qualsiasi costo e in qualsiasi modo. Stante l’attuale andamento della curva epidemiologica, continuare i campionati dilettanti e giovanili è come staccare la spoletta a una bomba a orologeria. Se avete presente il calcio – sport di contatto diretto e prolungato da parte di tutti i partecipanti – e tenete presente che i dilettanti non hanno i mezzi e il tempo per allestire bolle e garantirsi effettuando centinaia di test alla settimana, converrete che si chiede a chi lo pratica un rischio si spera ben calcolato.

Le condizioni nelle quali si è cominciata la stagione sono state sorpassate, anzi sono state stravolte dalla novità negative delle settimane recenti, che trovano purtroppo conferma giorno dopo giorno. Adesso ai piani superiori i non troppo provvidi governanti hanno deciso di allargare la no play zone, mettendo la mordacchia per primi ai calciatori più innocenti, i più piccoli nelle categorie giovanili, i più puri tra i grandi, quelli della Terza Categoria. Salvo contrordini (che potrebbero essere dietro l’angolo).

L’ultimo Dpcm anti-Covid di domenica 18 ottobre era criptico (a essere buoni), ci sono voluti diversi giorni perché la Lega Nazionale Dilettanti stabilisse che Serie D, Eccellenza, Promozione e Prima Categoria possono andare avanti, mentre la Seconda Categoria potrà iniziare. Stop, invece, alla Terza Categoria e alle categorie giovanili sotto i 12 anni, che potranno allenarsi ma non affrontare avversari in campionati o tornei di qualsiasi fatta. Una specie di conferma che i problemi posti dalla società chiavarese sono più che mai sul tappeto.

Il direttore generale del Rupinaro Sport, Ilario Ghiorzo, pacato e allo stesso tempo fermo, rilancia la proposta. “È una riflessione che andava fatta e che spero venga condivisa da tanti. Vi faccio un breve riassunto dei fatti capitati e perché siamo arrivati a questa decisione. Il 12 ottobre abbiamo preso una prima posizione netta sulle giovanili”.

I due responsabili del settore, Gian Luigi ‘Cicci’ Macchiavello e Nicolò Scarlasetta, comunicarono che “con coscienza e a tutela dei loro tesserati e delle loro famiglie, avevano deciso di sospendere momentaneamente gli allenamenti congiunti con le altre società. Al primo posto mettiamo sempre la salute dei nostri tesserati e le loro famiglie e questa decisione, ad oggi, ci sembra la scelta giusta per cercare di limitare i rischi di contagio. Per quanto riguarda l’attività di base, si proseguirà con allenamenti e partitelle interne tra le varie nostre leve anche nei fine settimana, così da garantire comunque divertimento e crescita per tutti”.

Il secondo passo fu la rinuncia alle partite di Coppa Liguria. “Dovevamo scendere in campo con la formazione che farà la Seconda, quella che avrebbe dovuto fare la Terza e quella che doveva partecipare al torneo Femminile regionale. Con una lettera alla Figc ligure avvertimmo che non ci saremmo presentati su nessuno dei tre campi perché mettevamo la salute delle persone, il rispetto degli obblighi scolastici e lavorativi davanti a ogni altra considerazione. Ci siamo beccati una triplice multa per ritiro da una competizione in corso…”.

L’amarezza del direttore sportivo aumenta. “Non è stata una decisione di impulso o dettata dal timore. Anzi, abbiamo ponderato i pro e i contro: avevamo dei ragazzi in quarantena preventiva perché nelle loro classi scolastiche c’erano dei casi positivi. Cosa sarebbe accaduto se l’esito del tampone al quale erano stati sottoposti fosse stato a sua volta positivo? L’intero gruppo squadra sarebbe dovuto andare in isolamento con pericolo per la salute e grave danno per studi e lavoro. Questo ha fatto premio sulle altre ragioni. I nostri ragazzi avevano una voglia matta di scendere in campo. Noi pure, eravamo talmente gasati per la triplice avventura che avevamo pagato in anticipo le quote di iscrizione a tutti i tornei (cosa che molte società si sono ben guardate dal fare, paventando interruzioni a metà stagione, ndr). Devo dire che i calciatori e le calciatrici che dovevano scendere in campo, quando abbiamo spiegato loro le motivazioni, hanno appoggiato la nostra scelta senza esitazioni”.

Una scelta che nei giorni successivi faceva discutere e allo stesso tempo diventando sempre più netta trovava molti sostenitori. “Abbiamo chiesto di soprassedere al via dei campionati di Seconda, Terza e Femminile. La seconda lettera che abbiamo spedito alla Federazione è stata sottoscritta da 9 club (su 14) della categoria maggiore e da 6 (su 13) della Terza. Dal presidente del comitato ligure Ivaldi, pur se conscio che le nostre ragioni non erano campate in aria, è arrivato un netto rifiuto. Ci ha detto che la Liguria si uniformerà a quanto stabilito in sede di Lega Nazionale Dilettanti”.

E Ghiorzo, da uomo di sport, è deciso ad accettare le decisioni della maggioranza e subire le conseguenze del gesto. A fine mese parte il campionato di Seconda, il Rupinaro Sport ci sarà? “Io rispondo con quanto accaduto dopo la Coppa Liguria. La settimana scorsa è stato comunicato a due delle nostre giocatrici in quarantena che l’esame molecolare aveva certificato la loro positività. Oggi sono a casa. Noi, i dirigenti, i tecnici e le altre calciatrici, che abbiamo annullato gli allenamenti e non disputato le partite, non siamo in quarantena e possiamo continuare a svolgere le nostre attività. Senza perdere settimane di studi, giornate di lavoro, e, per alcuni, addirittura conservare quello a tempo determinato che difendono con i denti. Giudicate voi…”.

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