Home Sport Giorgio Costa riconfermato alla guida del Panathlon: “Lo sport è salute e va difeso come scuola, famiglia e cultura”

Giorgio Costa riconfermato alla guida del Panathlon: “Lo sport è salute e va difeso come scuola, famiglia e cultura”

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Il grande dipinto di Brueghel il Vecchio – quello dei ciechi guidati da un altro non vedente che si avviano a cadere in un fosso – che illustra con insuperabile evidenza la parabola dei ciechi dal Vangelo di Matteo racconta il momento che sta vivendo lo sport italiano.

Servono guide che almeno vedano-sappiano dove stiamo andando, che si orizzontino in fretta per scovare l’uscita dalla crisi di settore che si avvita sulla crisi generale causa pandemia. Un’idea, quasi una banalità, sarebbe quella di rivolgersi a uomini che sono nello sport da una vita – non improvvisati messi a capo un po’ per caso e un po’ tanto per motivi politici – persone che sono dentro lo sport, che hanno maturato decenni di esperienza in associazioni che si occupano di, anzi dello sport.

Passione e competenza porta al Panathlon International, che ha appena confermato come numero uno italiano il rapallese Giorgio Costa. Continuerà a presiedere il Distretto Italia per il quadriennio 2021-2024. Lo ha decretato l’Assemblea Nazionale Elettiva che si è tenuta sabato 3 ottobre presso il Salone d’onore del CONI a Roma. Al termine dello scrutinio il presidente uscente – era stato eletto per la prima volta nel 2018 – ha ottenuto 73 preferenze, pari al 53,7% dei voti validamente espressi, contro le 60 preferenze (46,3%) andate all’altro candidato Pietro Pallini, mentre Fabiano Gerevini prima della votazione aveva annunciato la sua rinuncia alla candidatura. Sono stati eletti anche i sei Consiglieri del Comitato di Presidenza, tra i quali una donna, nonché i Componenti (tre effettivi e due supplenti) del Collegio dei Revisori Contabili e del Collegio Arbitrale. La votazione, alla quale erano presenti 136 Club (68 fisicamente e 68 per delega) su un totale di 159 aventi diritto al voto, è stata preceduta dal saluto istituzionale del Presidente del Panathlon International, Pierre Zappelli, e dall’approvazione a maggioranza del bilancio consuntivo e preventivo.

Il past ed actual President è più che soddisfatto: “Ringrazio tutti. Innanzitutto la partecipazione così numerosa non era affatto scontata, data la presente situazione. La riconferma è importante perché tutto quello che abbiamo fatto fino a questo momento penso sia notevole, ma adesso c’è da impegnarsi allo stremo per portare a termine il programma nei prossimi quattro anni”.

“Punteremo decisamente sulla valorizzazione di ogni singolo Club, perché sono questi la linfa vitale del Panathlon e, insieme ai Governatori, li metteremo nelle condizioni di lavorare al meglio”.

E il discorso della corona si chiudeva con un invito eloquente e anticipatore: “Imperativo è mantenere lo spirito di collaborazione ed amicizia che ci contraddistingue perché niente al mondo unisce come lo sport. Non dobbiamo arrenderci davanti alle difficoltà ma dobbiamo credere nei nostri sogni: con passione, volontà e determinazione è possibile raggiungere qualsiasi risultato”.

Intanto i risultati nel dettaglio dello scrutinio. Presidente Giorgio Costa – Rapallo-Tigullio Occidentale (Area 04 Liguria). Consiglieri del Comitato di Presidenza: Antonio Laganà – Reggio Calabria (Area 08 Puglia-Calabria-Basilicata); Alberto Paccapelo – Pesaro (Area 05 Emilia Romagna-Marche); Federico Loda – Verona 1954 (Area 01 Veneto-Trentino Alto Adige/Südtirol); Leno Chisci – Valdarno Superiore (Area 06 Toscana); Adriana Balzarini – Mottarone (Area 03 Piemonte-Valle d’Aosta); Mario Ulian – Alto Friuli (Area 12 Friuli Venezia Giulia).

Con la sua squadra Giorgio Costa si prepara ad affrontare mesi veramente complicati. “Si parla molto di limitazioni, e in ogni discussione quelle che riguarderebbero l’attività sportiva sono sempre presenti. Io mi domando se non si prenda lo sport come capro espiatorio per tutta una serie di errori commessi da altri, non dai dirigenti, gli atleti e i tecnici delle varie discipline sportive. Ci tengo a sottolineare che gli sport, tutti, dai più praticati a quelli cosiddetti di nicchia, si sono dati dei protocolli, ossia un insieme di regole rigide e molto accurate che vengono rispettati nella stragrande maggioranza dei casi con scrupolosa osservanza. Magari in ogni altro aspetto della nostra vita quotidiana si fossero osservate le disposizioni con la stessa fedeltà”.

La sensazione è che Costa, e con lui l’intero Panathlon, sia arrabbiato e deciso a battersi perché si tenga nella debita considerazione lo sport. “Perché è uno dei cardini sui quali si basa la nostra convivenza. Scuola, famiglia, cultura, lavoro da difendere, d’accordo, ma mettiamo assieme a loro la pratica sportiva, perché lo sport è salute, non dimentichiamolo mai. Siamo totalmente allineati dietro la posizione del presidente del Coni Malagò, che ha ammonito il Governo a non scaricare sulle sue federazioni chiusure e restrizioni troppo severe. Se ci saranno da prendere altri provvedimenti e da fare altri sacrifici saremo pronti, sempre che tutti si vada nella stessa direzione”.

Il Panathlon International sta raggruppando le forze. “Come durante il lockdown faremo la nostra parte, senza esitazioni e senza discussioni. In quei mesi potei capire ancora più a fondo che cosa significa essere un panathleta. In tutti e 159 i club italiani ci furono iniziative, raccolte di fondi, di materiale che fosse utile nell’emergenza sanitaria. Abbiamo comprato mascherine, respiratori, donato somme per gli ospedali in prima linea nel combattimento contro il virus. Potrei citare decine di episodi che mi hanno commosso. Fui colpito dalla sensibilità, diversa nell’esprimersi, ma egualmente magnifica nel concretizzarsi sul territorio. Un nostro club pensò a un’iniziativa di sostegno psicologico per le persone anziane che durante il lockdown erano rimaste da sole, escluse da ogni contatto con il mondo esterno. Una sorta di telefono amico con i soci che si alternavano nel chiamare chi aveva bisogno, una voce che era come un appiglio per chi stava affondando psicologicamente e che ebbe un successo straordinario. Ecco, sono storie come queste che mi rendono orgoglioso di rappresentare il Panathlon italiano”.

Nel buio della ragione (di stato), una lanterna può essere sufficiente per rimettere i ciechi sul giusto sentiero.

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