Home Eventi La Fontanabuona è in declino e quel che più preoccupa è la rassegnazione

La Fontanabuona è in declino e quel che più preoccupa è la rassegnazione

da Alberto Bruzzone

di RENATO LAGOMARSINO *

 Avrete letto della chiusura di numerose filiali della Carige, un provvedimento inevitabile per tentare di assestare un bilancio ancora disastrato. Nell’entroterra di levante l’unica filiale ad essere destinata alla chiusura è quella di San Colombano Certenoli, in frazione Calvari. Per la Fontanabuona si tratta di una perdita che si aggiunge a tante altre avvenute in anni recenti e nel contesto di una situazione di crisi che ovviamente si aggrava.

Il Comune di San Colombano, preso da forti mal di pancia post-elettorali, ha appena trovato la forza di rivolgersi al buon Trossarello e al ‘Tavolo dei Sindaci’ da lui  istituito. E Trossarello diligentemente ha inviato un messaggio a Toti, a Bucci e alla Carige. Non si può pretendere che faccia di più. E teniamo presente che lo fa del tutto volontaristicamente: non glielo ha ordinato il medico, come si usa dire.

Elio Cuneo, consigliere metropolitano, di sua iniziativa, e anche lui molto diligentemente, ha presentato una mozione che dovrebbe essere discussa nella prossima riunione del Consiglio. Ma per il resto tutto tace. Mai che ancora si sia levata una voce da parte dei politici che sono stati recentemente eletti con una buona raccolta di consensi in vallata: i Cianci, i Boitano, i Muzio, i Garibaldi. Dove sono? Anche se il Consiglio Regionale non è ancora funzionante, perché non si fanno vivi attraverso i mezzi di informazione? Possibile che la Fontanabuona abbia dei rappresentanti così disattenti e ‘opachi’? Che non sappiano nemmeno cogliere le occasioni per mostrarsi vivi e attivi?

E di occasioni ne avrebbero anche un’altra, appena annunciata dal ‘Secolo XIX’: il trasferimento a Rapallo della Netafim, un’azienda leader nella produzione di sistemi di irrigazione a pioggia su brevetto israeliano. Un altro petalo che viene tolto all’ormai appassita margherita della vallata, che meno di vent’anni fa era stata definita la ‘Silicon Valley della Liguria’. Una vallata che ho visto piena di entusiasmo negli anni sessanta/settanta, fiorire negli anni ottanta/novanta, in progressiva decadenza negli anni duemila. Senza dire degli anni cinquanta, quelli delle nuove strade, le ‘figlie della ruspa’, che sono state costruite più con l’entusiasmo e la partecipazione degli abitanti che con le risorse pubbliche.

Ora la Fontanabuona è in declino, e quel che più preoccupa è il senso di assuefazione, che va traducendosi in rassegnazione. Di idee nuove non ce ne sono. Ci si è fossilizzati sul Tunnel, che è necessario ma che se anche dovessero decidere di farlo potrà essere pronto fra dieci anni.

Un sindaco ‘illuminato’, Massimo Castelli, di un paesino della Val Trebbia, Cerignale, al quale la scorsa settimana sono state dedicate tre pagine nell’inserto ‘Buone Notizie’ del ‘Corriere della Sera’, non ha avuto remore a formulare progetti e ha avuto la capacità di attuarli. Ultimamente non ha temuto di essere definito un po’ troppo fantasioso lanciando l’idea di una funivia tra Cerignale e la confluenza dell’Aveto col Trebbia per portare i turisti dal paese sulle incontaminate spiagge del fiume. Ben difficilmente sarà realizzata, questa funivia, ma Castelli ha avuto il coraggio di parlarne. Qui da noi non siamo nemmeno capaci di conservare in condizioni di transitabilità la pista ciclabile, la tanto decantata ‘Ciclovia dell’Ardesia’, e le cosiddette ‘aree attrezzate di sosta’, ormai inaccessibili per i cespugli e i rovi.

Ce ne sarebbe da dire, dai tanti capannoni inutilizzati, alle attività cessate, al comparto dell’ardesia fortemente ridimensionato, ai negozi con le serrande abbassate, alla ripresa del fenomeno dello spopolamento, non più contrastato da chi era venuto a stabilirsi in vallata per essere vicino al luogo di lavoro. A questo stato di cose fa da contorno la trascuratezza dell’ambiente soprattutto in quei centri abitati dove non esiste il servizio di nettezza urbana, e anche questo, unito allo stato d’animo della gente, sfiduciata e disamorata, è un visibile indice di degrado.

Sarò grato a ‘Piazza Levante’ se vorrà rivolgere ancora la sua attenzione alla Fontanabuona.

(* presidente del Museo Biblioteca Lascito Cuneo di Calvari)

Ti potrebbe interessare anche