Home Aziende in vetrina Flying Donkeys: il miracolo… a Casarza di Vito D’Onghia e Chiara Fiorini

Flying Donkeys: il miracolo… a Casarza di Vito D’Onghia e Chiara Fiorini

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Potrebbero diventare d’oro, per ora si accontentano di volare. Da Stanlio ed Ollio ad Apuleio si fa in un attimo, si spicca il salto grazie alle ali della fantasia, qualità che di certo non manca ai due giovani che hanno fondato Flying Donkeys, ossia gli asini volanti.

Immediata scatta per chi è cresciuto a pane e ‘Oggi le comiche’ l’associazione con Flying Deuces, in Italia I Diavoli Volanti, ultimo grande lungometraggio dei due giganti della risata, che contiene il motivo “Guardo gli asini che volano nel ciel”.

Peccato che la coppia fondatrice due anni fa della casa di produzione che inventa e cura ‘events, productions and strategies’ sia formata da Millennials, nati attorno al 1980 che degli immortali di Oliver&Hardy possono aver recepito solo qualche briciola negli smorti passaggi a orari impossibili sui canali di nicchia della tv pubblica.

Evidentemente qualcosa è filtrato perché, come spiega Vito D’Onghia, che è la metà organizzatrice del duo per niente ragliante – l’altro mezzo è Chiara Fiorini, parte artistica della miscela – il nome è una dichiarazione di intenti: “Abbiamo pensato di rendere con un’immagine forte e allo stesso tempo autoironica la nostra filosofia: siamo due visionari, amiamo realizzare cose apparentemente impossibili partendo da mezzi ordinari, usare la creatività come propellente per staccarci dai preconcetti, dalle strade troppo battute”.

Un manifesto impegnativo, la ripetizione addolcita dal sorriso del ‘Volli, e volli sempre e fortissimamente volli’ alfieriano. Legandosi a un territorio invece che ad una sedia. “L’inglese perché aspiriamo ad arrivare ovunque, mantenendo e facendo crescere la centrale operativa, l’ambito lavorativo e le persone coinvolte nei progetti qui in Liguria. Flying Donkeys è nata, opera e vuole restare in Riviera”.

A Casarza per la precisione, dove sono gli uffici, qui si partoriscono idee e si realizzano film e produzioni, spot e gestione di eventi per enti pubblici e privati. “La scintilla nel 2017. Io e Chiara, che avevamo accumulato diverse esperienze lavorando nel settore, entrammo in contatto con l’amministrazione di Sestri Levante, scaturì l’idea del Riviera International Film Festival, una rassegna di cinema ospitata in un posto meraviglioso come la Bimare. Fu un successo superiore alle attese. Capimmo che c’era sugo, che funzionavamo e che potevamo iniziare un percorso in comune, e nel 2018 fondammo la nostra ditta”.

Casa di produzione ma anche inventrice di sport e curatrice di eventi. Il marchio Flying Donkeys diventa rapidamente familiare nell’ambiente, lo ritrovi a firmare per 4 anni consecutivi il RIFF – il festival della Bimare come lo riassumono i cinefili – certamente, ma anche l’unità di produzione italiana del film in inglese ‘The Bay of Silence’ (facile indovinare dove è ambientato) firmato dalla regista e sceneggiatrice olandese Paula Van der Oest, candidata al premio Oscar nel 2003, diversi promo per il Salone Nautico di Genova.

Vito e Chiara possono permetterselo, il concreto e la spirituale, coppia di talenti che sommati totalizzano un colpo di ala (torniamo al volere-volare), non solo gelida efficienza. Rewind, una ventina di anni fa. Vito è uno di quelli che ha iniziato realmente dalla gavetta, non è la solita frase fatta buona per essere piazzata in fondo ai credits e commuovere gli spettatori. Il suo ingresso fu dalla porta davanti, sì, ma di un veicolo. Con una singolare somiglianza con i primi passi di un certo Massimo Ferrero, che iniziò come autista di Mario Cecchi Gori.

Il compìto D’Onghia non potrebbe essere più caratterialmente diverso da Er Viperetta, e anche la sua storia professionale ha imboccato da subito altri sentieri. “La passione mi ha avvicinato a questo mondo, l’entusiasmo non lo ho mai perso. Nel tempo ho accumulato competenze e conoscenze, ho incontrato Chiara, con la quale condivido un pizzico di sana follia, e due anni fa abbiamo pensato di essere pronti per il grande salto: metterci in proprio”.

I riflettori si accendono, motore, e… Azione! “Abbiamo scelto la sede, in via IV Novembre a Casarza, abbiamo deciso di chiamare in causa le professionalità e le energie del nostro territorio”. Nessuno stop, buona la prima. “Il momento era giusto, il nostro settore stava cambiando, per fare film, video, spot, allestire eventi devi presentarti al cliente in modo snello. È finito il tempo delle agenzie mastodontiche, di produzione o pubblicitarie che suddividono i lavori in mille rivoli, servono case che si incaricano di ogni aspetto, lo si preferisce oggi piccolo, che è smart”.

Il soggetto era stimolante, c’era bisogno di un trattamento vigoroso per tramutarlo in sceneggiatura. E di interpreti all’altezza della situazione. “Per anni ho lavorato con crew (sarebbe la troupe del cinema pre-invasione hollywoodiana, ndr) provenienti dalle capitali italiane dei media, dalla pubblicitaria Milano e dalla cinematografica Roma. Posso fare il confronto con i ragazzi che abbiamo – alcuni incontrato, altri proprio scovato dalle nostre parti – e mi sono accorto che non avevano proprio niente da invidiare ai capofila. Attori, operatori, registi, direttori della fotografia, costumisti, coreografi, truccatori, grafici ed effettisti, addirittura i musicisti. Io e Chiara impieghiamo per i nostri lavori quasi esclusivamente una crew a chilometro zero. L’abbiamo chiamata così perché composta da talenti locali, con costi ridotti e professionalità garantita”.

Proprio nei mesi post lockdown Vito e Chiara applicano in maniera integrale la loro filosofia per realizzare una delle commissioni più importanti ottenute nel triennio. “Ci è stata affidata la campagna promozionale per Duferco Energia. Ci siamo presentati alle audizioni forti solo delle nostre convinzioni e per battere una concorrenza fatta di grossi nomi abbiamo puntato sulla assoluta incoscienza. Per la frase chiave, lo slogan per rendere immediatamente riconoscibile il prodotto, ossia la fornitura elettrica che Duferco Energia propone per le utenze commerciali e private, abbiamo proposto Spegni Tu?”. Per loro fortuna il cliente in questione adora essere spiazzato e capisce che la psicologia inversa può penetrare più in profondità…

“Non lo so che cosa ha convinto il responsabile marketing e comunicazione di Duferco Matteo Parodi. So solo che sono veramente grato sia a lui che a Vittoria Gozzi, altra nostra esaminatrice. Hanno compreso le nostre motivazioni, non si sono fermati alle apparenze”.

Casting veloce, location trovate in un battibaleno, riprese accurate. Il prodotto sono due spot che niente hanno da invidiare a quelli realizzati dai pezzi grossi. Visti e rivisti, mostrano una qualità che testimonia come D’Onghia e Fiorini abbiano centrato il bersaglio. Si sente la musica trionfale che prelude il finale ad effetto. “Abbiamo usato i nostri attori, i nostri tecnici, tutta gente che abita e lavora qui. Anche se non si chiamano Meniconi o Carugati, se abbiamo girato tra la Baia del Silenzio e Portofino, non in Spagna o in Sudafrica, ciò che è venuto fuori credo sia bello ed efficace. Ossia quanto ci chiedeva il cliente e quanto auspicava la nostra sensibilità. Quando l’ho visto montato, ho pensato che siamo proprio come gli asini. Per niente stupidi, al di là della nomea, coriacei, capaci se ci intestardiamo, pure di… volare”. Macchina indietro, campo lungo, dissolvenza. The End. Applausi.

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