Home SportCalcio Calcio dilettanti, il peggio è passato (ma si continua a vigilare). E c’è pure un aumento delle iscrizioni ai vari tornei

Calcio dilettanti, il peggio è passato (ma si continua a vigilare). E c’è pure un aumento delle iscrizioni ai vari tornei

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Che fossero figli di un calcio minore, i ‘puri’ – le categorie dilettanti dove i vile denaro non circola, o meglio non dovrebbe circolare – lo hanno imparato a loro spese, in ogni senso, nelle scorse settimane. Mentre tra i professionisti ci si straccia le vesti a ogni positività accertata, le centinaia di migliaia di praticanti e le migliaia di addetti e dirigenti delle società stanno affrontando a mani nude o quasi un nemico dotato di un arsenale inesauribile, l’insidioso e potente Coronavirus.

L’avvio della stagione 2020-21 è stato zoppicante, nel migliore dei casi. Prima i rinvii, poi la partenza a singhiozzo, quotidianamente si ha notizia di partite annullate, spesso all’ultimo secondo, perché le squadre hanno uno o più elementi in quarantena quando non positivi conclamati. E a volte giocare è anche peggio perché solo in retrospettiva si scoprono casi di potenziali contagio.

In serie D Lavagnese e Sestri hanno subito pagato dazio. I bianconeri di mister Nucera non sono scattati dai blocchi di partenza perché la Sanremese aveva alcuni casi sospetti in corso di accertamento. La domenica successiva, doveva tenersi il debutto casalingo, o meglio al ‘Broccardi’ di Santa in attesa che il ‘Riboli’ fosse pronto (il 5 ottobre è stato riaperto con nuovo manto erboso, nuova illuminazione e gradinate riparate e messe in sicurezza) ma l’allerta rossa ha di nuovo stoppato la squadra tigullina. Così ha debuttato nel girone A con la… terza giornata, in trasferta con l’Arconatese mercoledì scorso.

I rossoblu di mister Ruvo hanno potuto invece esordire e pure ottenere una inattesa e pesante vittoria sulla favoritissima del girone A, il Varese, solo per vedere annacquata la loro soddisfazione dalla scoperta a posteriori di un positivo tra le file degli ospiti. Forse anche con questo pensiero i corsari sono andati a Tortona con lo spirito meno battagliero e sono incappati in una sconfitta sia pure onorevole (2-1). Il tutto in stadi deserti, perché le gare sono e rimarranno a porte rigorosamente chiuse.

È facile capire che se questo è l’andazzo nella categoria regina dei Dilettanti, dove c’è una sorta di semiprofessionismo, almeno nei costi e nelle pretese dei giocatori, nelle serie minori si avanza in ordine sparso. In Liguria sono iniziati i campionati nel primo weekend del mese. Lo slittamento ha consentito al Comitato Regionale di riorganizzare la normativa e la suddivisione delle formazioni. Per la prima volta dopo 30 anni l’Eccellenza, che era sempre stata a girone unico, è stata suddivisa in due raggruppamenti. Quasi eroico il tentativo del presidente regionale Figc, Giulio Ivaldi, di tenere assieme i pezzi del mosaico.

“Sono felice di poter parlare della ripartenza dei Campionati. È dal 29 febbraio scorso che sognavamo questo momento. Il primo pensiero va a tutti i presidenti delle nostre società, a tutti i giocatori e gli addetti ai lavori che hanno voluto ripartire con grande spirito di sacrificio. Il temuto calo del 30% non c’è stato. Addirittura siamo in crescita del 12% di numero di squadre iscritte. Ci rendiamo conto delle difficoltà, le abbiamo condivise. Abbiamo da gestire 270 società e non sempre riusciamo ad accontentare tutti, ma proviamo sempre a trovare soluzioni condivise”.

I numero non sono tutto, ma certamente riuscire ad arginare il calo è un primo confortante segnale. Il Comitato ligure Lnd si prepara a gestire i quasi certi casi di positività tra gli atleti che sorgeranno durante la stagione. “Ripartiamo con due livelli di responsabilità. Prima di tutto sia chiaro che c’è la salute di tutti i nostri giocatori, tecnici e dirigenti. Dobbiamo rispettare le indicazioni fornite dal Comitato Tecnico Scientifico e avere un grande senso di responsabilità sociale. Per esempio dobbiamo accettare di dover giocare, speriamo per non troppo tempo, senza pubblico. E poi c’è la responsabilità personale di ognuno di noi. Qualsiasi sia il nostro ruolo, questa nostra organizzazione che coinvolge 80mila persone è una macchina che deve andare avanti positivamente e tutti dobbiamo essere costruttivi e responsabili. In quest’ottica abbiamo voluto approfondire con i più qualificati medici e tecnici il tema delle eventuali positività all’interno delle società. Abbiamo definito con l’aiuto del professor Ansaldi di Alisa un modus operandi che possa aiutare le società nella gestione delle positività al Covid all’interno delle loro squadre. Nel Comunicato Ufficiale di questa settimana e sul sito della Lnd Liguria ci sono tutte le indicazioni e i comportamenti da seguire”.

Il capo del calcio ligure spiega la modifica dei format di Eccellenza e Promozione. “È vero, ci sono alcune differenze rispetto al passato. Abbiamo diviso l’Eccellenza in due, così come il girone A della Prima Categoria e i gironi A e B di Seconda Categoria. La volontà primaria è quella di ridurre al minimo le spese delle società in questo momento difficile e contenere gli spostamenti, anche alla luce dei protocolli di prevenzione Covid. Abbiamo anche voluto così ridurre il numero di gare complessive al fine di essere certi di poter concludere i campionati in tempo utile. Sarà un anno straordinario e lo affrontiamo con misure straordinarie nella certezza di poter tornare nella prossima stagione ai format tradizionali”.

Alla vigilia della ripartenza non manca qualche preoccupazione. “Osserviamo con attenzione la situazione di alcune squadre, in particolare dell’Alassio che ad oggi non risulta essersi ancora allenato e ha già rinunciato alla partecipazione in Coppa Italia di Eccellenza. Così come siamo in attesa di alcune importanti sentenze della giustizia sportiva che potrebbero modificare in extremis gli assetti dei campionati”.

Da non sottovalutare anche l’apporto degli arbitri e dei dirigenti che sono indispensabili per muovere la macchina ed arrivare al traguardo: “Sono grato al presidente regionale AIA Vicinanza e a tutto il settore arbitrale che in questo periodo si è sempre messo a disposizione e preparato per il via dei tornei. L’attesa e la gioia di poter sentire il fischio d’inizio è stato il traino che ci ha permesso di superare queste preoccupazioni e lo stress di questi mesi e arrivare con grande impegno e dedizione da parte di tutti a questo bellissimo calcio di inizio. Auguro a tutti, di cuore, un buon campionato”. Non resta che unirsi all’auspicio di un vero uomo di sport.

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