Home Attualità Le “Favole al telefono” di Gianni Rodari rivivono nella bella mostra chiavarese organizzata dallo Spazio Mec

Le “Favole al telefono” di Gianni Rodari rivivono nella bella mostra chiavarese organizzata dallo Spazio Mec

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Nella vita è meglio essere creativi, per provare e regalare emozioni. Così la pensano le tre fondatrici di un’associazione culturale chiavarese che, nei suoi quasi due anni di vita, ha già centrato alcuni notevoli e interessanti traguardi.

Loro si chiamano Margherita Chalambalakis, Elena Mascolo e Chiara Brodasca e il sodalizio si chiama Spazio Mec, dove Mec è, per l’appunto, l’acronimo di ‘meglio essere creativi’. Inizi a marzo del 2018, sede in via Descalzi, focus specifico sull’illustrazione, tante idee e tantissimo entusiasmo.

“In Liguria – spiegano – c’è moltissima attenzione al fumetto, ma non molta sulla illustrazione, in particolare sulla illustrazione per ragazzi. Per questo abbiamo pensato di creare la nostra associazione, presso la quale teniamo corsi e workshop, organizziamo contest e allestiamo mostre”.

L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, è arrivata a cavallo con il lockdown causato dall’emergenza sanitaria. “Già prima che scoppiasse la pandemia avevamo preparato un concorso di illustrazioni dedicate a Gianni Rodari, in occasione dei cento anni dalla sua nascita. Vi hanno partecipato duecento illustratori, quindi l’adesione è stata veramente molto buona. Poi, una giuria da noi selezionata ha scelto le venti opere migliori, e queste sono attualmente in mostra”.

Il luogo è il foyer dell’Auditorium San Francesco di Chiavari, in via Entella. L’esposizione, organizzata con il patrocinio da parte del Comune di Chiavari, è stata inaugurata lo scorso 26 settembre e resterà visitabile, a ingresso libero, sino al prossimo 4 ottobre, con questi orari: dalle 9,30 alle 12,30 il lunedì, il mercoledì e la domenica; dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 18 il martedì, il giovedì, il venerdì e il sabato.

Titolo del contest era ‘Favole al telefono’, come una delle raccolte dello stesso Rodari. “Si tratta di un’opera le cui favole raccolte, o per meglio dire le fiabe, sono nate ‘dallo scontro occasionale di due parole, da errori di ortografia, da giochi di parole…’. Il protagonista è il ragionier Bianchi, di Varese, rappresentante farmaceutico in giro per l’Italia, condannato ad un settimanale pendolarismo, interrotto soltanto la domenica. Ogni sera, alle nove in punto, raccontava una favola al telefono alla figlioletta che non riusciva a dormire. Le storie toccavano il cuore, al punto tale che le centraliniste interrompevano il loro lavoro per ascoltarle”.

Il concorso è stato vinto da ‘La passeggiata di un distratto’ di Mihaela Paraschivu (nell’immagine a destra), mentre le tre menzioni speciali sono state assegnate a ‘La strada che non andava in nessun posto’ di Michele Redaelli, ‘La passeggiata di un distratto’ di Serena D’Ambrosio e ‘Alice cascherina’ di Elisa Carrer. A comporre la giuria c’erano gli illustratori Daniel Torrent, Daniela Pareschi e Joanna Concejo; Silvia Stanig per il Comune di Chiavari e il direttivo dello Spazio Mec.

Parallelamente alla mostra, lo Spazio Mec organizza, da oggi, un laboratorio artistico per bambini dai 6 ai 13 anni, con frequenza una volta alla settimana. Per informazioni, è possibile contattare il numero 339 2927103, oppure scrivere all’indirizzo e-mail spaziomec@gmail.com. Altri workshop in programma, per il mese di ottobre, sono con le illustratrici Benedetta Frezzotti e Anna Regge.

Intanto, le ‘Favole al telefono’ di Rodari approdano in libreria negli Stati Uniti. Illustrati da Vittorio Vidali e tradotti da Antony Shugaar, i settanta raccontini sono usciti lo scorso 8 settembre presso la casa editrice Enchanted Lion Books, la stessa che il prossimo anno manderà alle stampe ‘La Grammatica della Fantasia’ dello scrittore italiano.

Da oltre mezzo secolo le ‘Favole al telefono’ continuano a esercitare tutto il loro fascino e a ottenere lo stesso successo grazie alla loro attualità. Decine di ristampe, centinaia di migliaia di copie stampate in Italia, moltissime traduzioni in altre lingue, fanno della raccolta uno dei libri più noti e diffusi della letteratura per l’infanzia di tutto il mondo. Popolarissime in Russia e nell’Europa dell’Est, le favole non avevano finora avuto altrettanto riscontro nel mondo anglosassone.

Una quarantina di favole furono tradotte in Gran Bretagna negli anni Sessanta, ma negli Usa continuavano ad essere all’indice in parte a causa dell’affiliazione del loro autore, l’unico italiano vincitore del premio Hans Christian Andersen per la letteratura per l’infanzia, al Partito Comunista. Rodari, come ha scritto il ‘New York Times’, “metteva la politica nelle sue favole in un modo sottile. Non potevi dire ‘questa è una ideologia socialista’, ma ti faceva interrogare su quel che succede nel mondo e come a volte la gente è insensata”: lo ha detto al quotidiano americano Jack Zipes, professore emerito di letteratura comparata all’University of Minnesota, che ha tradotto e studiato Rodari.

Pubblicate inizialmente in Italia nel 1962, le ‘Favole al telefono’ sono brevi abbastanza per il tempo che permetteva a papà Bianchi il gettone telefonico. “Vedrete che sono tutte un po’ corte: per forza, il ragioniere pagava il telefono di tasca sua, non poteva mica fare telefonate troppo lunghe”, scriveva Rodari nella prefazione. “Sono anche testi politici senza rimorsi, in cui Rodari usa improbabili situazioni e mondi immaginari per stimolare i lettori a mettere in dubbio lo status quo”, scrive il ‘New York Times’ invitando alla lettura.

È da cinque anni che Enchanted Books è al lavoro sulla traduzione delle favole: Claudia Bedrick, responsabile della casa editrice, ha spiegato al giornale che la pubblicazione non è una presa di posizione o una reazione alla politica. Ma ha aggiunto anche che “il messaggio politico di Rodari è profondamente importante. Vive e respira in tutto quello che lui dice”. E anche nelle bellissime illustrazioni in mostra a Chiavari. Grazie allo Spazio Mec.

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