Home Sport Fabio De Ponti, l’arciere provetto che si fece sindaco: “Ora voglio pensare a Zoagli”

Fabio De Ponti, l’arciere provetto che si fece sindaco: “Ora voglio pensare a Zoagli”

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Sport e politica, un connubio che nel nostro paese non ha mai funzionato. Nella migliore delle ipotesi è stato un fugace incontro senza rilevanti conseguenze per l’una e l’altra sponda. Pensiamo a Gianni Rivera, che pure approdò nel nostro Parlamento, e che alla fine scelse altri itinerari, Valentina Vezzali e Jury Chechi che vi girarono attorno senza mai farsene attrarre completamente, Pietro Mennea che se ne allontanò inorridito e soprattutto al caso più recente e che fece più scalpore: Josefa Idem che fu Ministro dello Sport per un periodo quasi più breve delle sue esaltanti cavalcate sull’acqua a bordo di una canoa, un’atleta di adamantina purezza ribaltata causa una irregolarità veniale e paragonata a certe nefandezze commesse dal resto dell’equipaggio di Montecitorio.

Forse l’errore era partire subito dall’alto. Forse bisognerebbe fare come nello sport che in serie A o a vincere le medaglie d’oro non ci arrivi al primo anno di pratica; devi scalare con pazienza e tenacia il cursus honorum fatto di vittorie, primati e anche di errori e sconfitte.

L’evento che fa intravedere la controtendenza riguarda Fabio De Ponti che diventa sindaco di Zoagli grazie a una vittoria storica perché interrompe una continuità amministrativa durata venti anni e legata alla carismatica figura di Franco Rocca.

De Ponti viene da una carriera lunghissima e costellata di soddisfazioni nel tiro con l’arco. Può adornare la sua faretra da lunedì 21 settembre con una fascia tricolore. E lui è diventato il primo politico che gli avversari non li impallina ma li trafigge. Al di là della fin troppo facile battuta, vengono in mente altre ficcanti analogie tra lo sport praticato da De Ponti e il suo nuovo ruolo. Analogie che vengono se non respinte quanto mai attenuate dall’interessato.

“Io preferisco pensare che siano due strade parallele che ho intrapreso in tempi diversi, che non convergono e che hanno in comune solo la serietà con la quale le percorro”. Il neo primo cittadino è dirigente, tecnico, atleta della Arcieri Tigullio, nella veste moderna (tiro con l’arco nelle categorie olimpiche e da campagna) ed è dirigente, tecnico ed atleta degli Arcieri dei Sestieri, la sezione storica del club che organizza esibizioni e gare con le armi storiche, dal medioevo in su.

“Mi hanno chiesto appena dopo l’elezione a cosa mi era servita la mia lunga militanza tra gli arcieri sportivi. Mi è venuto da rispondere niente perché alla base dell’agonismo o dell’insegnamento della pratica sportiva o dell’impegno politico o dell’attività amministrativa c’è sempre e solo Fabio De Ponti, persona con un carattere, delle qualità e delle idee che non cambiano a seconda dell’ambiente dove debbono essere espressi”.

È indicativo che il futuro sindaco venga da un sport dove servono calma, pazienza, occhio e polso fermi. “Beh, ho scelto l’arco perché non servono montagne di muscoli (gli scappa il primo sorriso, ndr) e dove la mente conta quanto il braccio o le gambe. Mi ha insegnato che si prende la mira non con la vista ma con l’intero essere, che devi sentire la freccia prima di vederla. Oltre a tante altre cose è ottimo per il training autogeno”.

Ne avrà bisogno da amministratore di un comune piccolo ma con tanti problemi. Il sindaco De Ponti preferisce ampliare lo sguardo. “Non sono uno al quale piace fare proclami. Ho ringraziato i miei concittadini perché mi hanno evidentemente ritenuto una persona competente e amica. Adesso si deve agire senza tante altre parole”. Come in una gara di tiro dove il silenzio è d’oro e per concentrarsi si deve tacere il più possibile. “Sono uno che si fa un punto di onore nel promettere solo quello che può mantenere. Mi attendono cinque anni molto impegnativi, in questi primi cento giorni del mio mandato ho detto alla cittadinanza che sarò a loro totale disposizione, non mi muoverò dalla sede comunale, da lunedì a venerdì”.

Questo oltre a essere un indubbio sacrificio per il lavoratore e genitore, sarà anche una perdita per il dirigente e allenatore, oltre che agonista beninteso. “Gli amici della Arcieri Tigullio sapevano di questo mio intento. Hanno capito e anzi mi hanno incoraggiato. E sanno che anche la seconda parte della mia promessa è sempre valida. Intendo ricreare nel Tigullio una squadra di arcieri che sia almeno pari a quella che nel 2017 arrivò ai vertici nazionali. Eravamo sulla buona strada prima dello stop per Covid, tra poco riprenderemo la scalata. Naturalmente dovrò sacrificare un po’ del tanto tempo che dedicavo a questo progetto, ma ho collaboratori più che validi ed ho la massima fiducia nel team dirigenziale nel suo complesso. Siamo affiatati, e dove non arriva uno, arriveranno gli altri. Sanno che appena riuscirò a ritagliarmi del tempo e non ci saranno imprevisti nel Comune, sarò da loro”.

Provando ad allungare la giornata, Guglielmo Tell riusciva a spaccare le mele da cento passi, Fabio De Ponti tenterà a scindere le ore.

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