Home Attualità Chiavari, quella pista ciclabile che sta facendo solo danni. Lo scontro arriva a Palazzo Bianco

Chiavari, quella pista ciclabile che sta facendo solo danni. Lo scontro arriva a Palazzo Bianco

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

La pista ciclabile di Chiavari continua a far discutere e il dibattito non si svolge soltanto in città tra favorevoli e contrari, ma è molto intenso anche all’interno di Palazzo Bianco. Nel mirino delle critiche c’è, soprattutto, il consigliere comunale e capogruppo di Partecip@ttiva, Giorgio Canepa, che fa parte della maggioranza e che, già all’inizio del ciclo amministrativo, aveva ottenuto dal sindaco Marco Di Capua la delega a seguire i progetti legati alle due ruote e, in particolare, al piano ‘Le Vie dell’Acqua’ di cui ormai si parla sin dal lontano 2009.

Il tema è tornato molto ‘caldo’ anche a seguito della conferenza stampa di una parte delle opposizioni, svoltasi lo scorso sabato: in particolare Noi di Chiavari con Silvia Garibaldi e l’ex sindaco Roberto Levaggi, ma anche Giovanni Giardini e Pasquale Cama hanno manifestato ampiamente e senza troppi giri di parole le loro perplessità e hanno chiesto che siano rapidamente applicati dei correttivi.

La pista ciclabile che scende dall’Entella e, attraverso viale Tito Groppo e corso Colombo, raggiunge il porticciolo turistico e il parcheggio adiacente alla stazione ferroviaria di Chiavari è realmente pericolosa o si tratta delle classiche schermaglie tra maggioranza e opposizione, tra difensori e detrattori delle biciclette?

La risposta esatta è la prima: le pericolosità ci sono e sono piuttosto acclarate. Tra i più documentati, all’interno delle minoranze, c’è il consigliere di Cambia con Me, Giovanni Giardini: “Questa pista ciclabile – afferma – è frutto di una soluzione frettolosa e indubbiamente pasticciata. Chi transita su queste corsie corre molti pericoli, anche perché non c’è una netta separazione né con la viabilità urbana né con i pedoni. Ma, quel che più è grave, è che questo tracciato è stato disegnato proprio male, senza alcun tipo di criterio”.

Secondo Giardini, non ci sono particolari problemi nel tratto che scende costeggiando la sponda chiavarese del fiume Entella, anche perché qui gli spazi sono ben definiti. Ma, quando si arriva all’imbocco con viale Tito Groppo, iniziano i problemi”.

C’è da farsi il segno della croce, per dirla in breve: anzitutto, s’imbocca una curva cieca, che quindi non consente ai ciclisti di vedere eventuali automobilisti in arrivo; poi, di fronte all’hotel Santa Maria, ci sono delle fioriere che rischiano di ostacolare il percorso; davanti alla tabaccheria, all’incrocio con via Jacopo Rocca, si forma una troppo marcata chicane; un’altra strozzatura è nel tratto terminale, nei pressi della fontana. Sono gli stessi punti che fanno notare, anche attraverso i social network, i cittadini.

“A noi dispiace – prosegue Giardini – che sul progetto della pista ciclabile non ci sia stato il minimo confronto. Non se n’è parlato in Commissione, il tracciato è stato disegnato dai progettisti e poi, probabilmente, riaggiustato in una seconda fase”.

Il nodo è il tratto di fronte alla tabaccheria, “prima disegnato sul marciapiede e poi fatto scendere lungo la strada, con un costo ulteriore per le casse comunali di cinquantamila euro. Ma non si poteva tracciare subito la pista lungo la strada?”.

Tra parcheggi cancellati, porzioni di marciapiede ridotte, dehor dei locali rimpiccioliti, la pista ciclabile ha fatto più di un danno ed è vista come sin troppo invasiva, anche perché, almeno sino a questo momento, non è neppure che sia stata così utilizzata, anzi è quasi spesso deserta.

L’ex sindaco di Chiavari, Roberto Levaggi, oggi capogruppo di Noi di Chiavari, ricorda la genesi dell’opera: “Siamo intorno al 2009, quando si inizia a parlare di piste ciclabili che costeggino i grandi fiumi per arrivare ai centri urbani, in particolare in corrispondenza di importanti snodi, come possono essere stazioni ferroviarie o parcheggi d’interscambio. Chiavari rientra sia per l’Entella che come centro urbano e per la presenza della stazione. Inizialmente, ‘Le Vie dell’Acqua’ parte insieme ai comuni di Cogorno e Lavagna. L’idea era quella di trasformare il ponte medievale della Maddalena in solo passaggio per pedoni e biciclette e poi, scendendo lungo l’Entella, arrivare al centro di Chiavari”.

Levaggi ricorda: “Durante la mia amministrazione vennero fatti diversi sopralluoghi, per capire dove far passare il tracciato: si ipotizzò via Trieste, ma il marciapiede sarebbe diventato troppo stretto, poi corso de Michiel, utilizzando anche degli spazi di proprietà delle ferrovie. Nel frattempo, riuscimmo a ottenere una proroga rispetto alla presentazione del progetto, di modo da salvare i finanziamenti statali, circa mezzo milione di euro”.

L’amministrazione Di Capua, con il consigliere Canepa, di fronte alla prospettiva di perdere i contributi, ma anche per tener fede a un programma elettorale che da sempre è il cavallo di battaglia di Partecip@ttiva, è andata avanti ma, osserva Levaggi, “facendo le cose troppo di corsa, e senza alcun confronto. Come mai non si è scelto, ad esempio, di tracciare il percorso sul lato mare? Ci sarebbero stati sicuramente meno problemi e, una volta definito il progetto relativo all’area di Colmata, ci si sarebbe potuti collegare con la ciclabile che là sopra è prevista dal Piano Urbanistico Comunale. Invece, si è creato un percorso che andrà comunque modificato, che ha carattere di provvisorietà e che è stato fatto solo per non perdere il finanziamento, ma senza alcun tipo di prospettiva”.

E mentre Palazzo Bianco annuncia che si potrebbe mettere nuovamente mano al tracciato, sul fronte della sicurezza parla l’assessore delegato (che si occupa anche di Mobilità), Giuseppe Corticelli: “Per quanto di mia competenza, ovvero il discorso legato alla sicurezza delle strade, e quindi anche della pista ciclabile, posso dire che prossimamente, essendo già stato messo a bilancio, verrà installato un semaforo ‘intelligente’ all’imbocco di viale Tito Groppo, proprio allo scopo di fermare il flusso veicolare in presenza di ciclisti. Per quanto riguarda invece tutto il resto, è allo studio un progetto che è attualmente in fase di ultimazione e che verrà presentato in Commissione a breve: in sostanza, si cercheranno di eliminare i tratti sul marciapiede scendendo lungo la strada e, all’altezza del Convento di Santa Marta, la pista ciclabile verrà nettamente separata dalla viabilità ordinaria attraverso una striscia di marciapiede sulla quale si sta pensando di piantare anche degli alberi: questo per riordinare al meglio gli spazi. Quanto ai parcheggi cancellati in corso Colombo, verranno recuperati in quella parte di Colmata che nella precedente amministrazione era stata affittata alla ditta Alaggi a un canone veramente irrisorio. Ci siamo fatti restituire l’area e, secondo le nostre intenzioni, vi saranno creati cinquanta parcheggi. Altri stalli saranno recuperati di fronte ai campi di calcio. Ma, per il momento, sono tutte idee progettuali che devono ancora essere definite e presentate”.

Corticelli, da politico navigato quale è, non lo dice, ma la sensazione è quella che si trovi a dover ‘aggiustare’ errori commessi da altri, forse per la fregola di veder nascere delle piste ciclabili a tutti i costi. Ben vengano, ci mancherebbe altro: ma fatte con un senso, con una logica e soprattutto con il rispetto di chiunque vada in strada. Se, invece, si spendono i soldi tanto per spenderli, poi finisce anche peggio: che riparare costa ancor di più. E, non certo per caso, c’è già chi, dalle minoranze, ventila possibili esposti alla Corte dei Conti.

IL TRACCIATO DELLA PISTA CICLABILE COME PREVISTO DAL PUC DI CHIAVARI: PASSA DAL LATO MARE

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