Home Attualità L’arte sui quadri e l’arte nei piatti: la bella collaborazione tra Maria Cristina Rumi e ‘La Brinca’

L’arte sui quadri e l’arte nei piatti: la bella collaborazione tra Maria Cristina Rumi e ‘La Brinca’

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Il comune denominatore è l’arte. La differenza sta nel come viene esplicata. Ma il risultato è pur sempre una delizia. Per il gusto, quando si tratta di cucina; per la vista, quando si tratta di pittura, di scultura e di fotografia.

Il saper amalgamare e raccontare così bene queste due forme espressive è il focus del libro ‘Arte in Cucina. Gli Artisti incontrano gli Chef’, che esce la prossima settimana per i tipi della Editoriale Giorgio Mondadori (Gruppo Cairo). Una serie di artisti sono stati ‘abbinati’ a una serie di ristoranti e, tra loro, c’è anche Maria Cristina Rumi, pittrice e scultrice genovese che da anni risiede nel Tigullio. Il volume è una delle pubblicazioni più autorevoli in questo campo, in tutta Italia, e Maria Cristina Rumi è stata selezionata fra i cinquantacinque artisti in tutto il Paese da inserire all’interno, scegliendo di abbinarsi a ‘La Brinca’, l’assai famoso e apprezzato locale di Ne, in Val Graveglia, guidato dalla famiglia Circella.

A indicare l’artista ligure, che vive a Lavagna, è stata la critica d’arte Francesca Bogliolo. Alle pagine 144 e 145, la bella storia di questa singolare ‘abbinata’: da una parte la presentazione di Maria Cristina Rumi e, dall’altra, la ricetta del Cùniggiu Magro (ovvero il ‘Cappun Magro visto da noi della campagna’), con il commento dello chef Jonathan Pardini. A ideare la ricetta è stato Simone Circella, cuoco della Brinca, aiutato da suo cugino Stefano, aiuto cuoco, e dal fratello gemello Matteo, sommelier, che ha anche scelto il vino da affiancare al piatto: si tratta del bianco ‘Ninte de ninte’, prodotto dall’azienda vinicola di Daniele Parma, un’altra eccellenza del Tigullio. Sia Simone che Matteo sono i figli di Sergio Circella e portano avanti la tradizione de ‘La Brinca’ con immutati impegno e passione.

“In un’epoca dominata mediaticamente dalla cucina – si legge nella presentazione del volume – non poteva mancare un libro come questo che presenta oltre cinquantacinque tra pittori, scultori e fotografi, alle prese con pentole e fornelli. Artisti, cuochi per un giorno, coadiuvati da chef di importanti ristoranti italiani e stranieri: ecco un divertissement che incuriosirà e farà sorridere chi avrà voglia di sfogliare il volume e, magari, di cimentarsi con qualche succulenta ricetta presentata dai nostri campioni. Un’istantanea con una prospettiva nuova, uno scorcio da un’angolatura diversa che permette di scoprire il lato privato di questi creativi, dei quali avrete, probabilmente, alcune opere nella vostra collezione d’arte e, se non le avete, affrettatevi ad acquistarle”.

Grazie a tecniche miste olio e acrilico, e lavorando attraverso materiali differenti (legno, tela, creta e metalli), Maria Cristina Rumi, con un tratto veloce, quasi graffiato, dalla cromaticità raffinata, riporta al fondamento del colore, il quale acquisisce un ruolo centrale e immanente. Il suo prodotto artistico viene quindi caratterizzato da uno sguardo profondo sulle realtà oggettive odierne, rendendo le opere un richiamo capace di guidare l’osservatore in una riflessione filosofica e trascendentale, che vuole riportare al centro del tutto l’uomo. L’artista mette così l’accento sulla realtà della vita e sugli stati d’animo di ognuno di noi.

“Ho scelto ‘La Brinca’ – racconta – perché è un locale dove si cucina veramente molto bene e che ben rappresenta il nostro entroterra e i suoi prodotti. Anche cucinare è un’espressione artistica e alla ‘Brinca’ si fa arte nel vero senso della parola: arte del buon mangiare, a partire da come i piatti vengono presentati, e arte del buon bere, anche grazie all’ottimo lavoro di Matteo Circella. Mi faceva quindi piacere fare questa accoppiata con loro”.

Per la pubblicazione, Maria Cristina Rumi ha scelto alcune opere che aveva già realizzato: ‘Il tempo’ (nella foto in alto), ‘La tenda rossa’, ‘E ancora un giorno di pioggia’ e ‘Sensi’ (nella foto in basso). “Sono sempre stata legata – prosegue l’artista – all’arte figurativa, anche in quei momenti in cui è stato più in voga l’astrattismo. Ho scelto i lavori che mi piacevano di più, andando a istinto. Lavoro a casa, dove ho creato uno studio, e sono tornata a dipingere dopo parecchi anni. Di recente, ho donato una mia opera al Comune di Sestri Levante in occasione dell’Andersen Festival e ho partecipato alla rassegna FestivArt che si è svolta a luglio a Lavagna”.

Ma nella carriera di Maria Cristina Rumi ci sono anche moltissime altre tappe, e tutte assai interessanti: formatasi nella scuola di Rocco Borella, al liceo ‘Barabino’ di Genova, dopo un passato speso nella realizzazione delle scenografie teatrali, tra cui il Cantero di Chiavari, si è fermata per qualche tempo e ha poi ripreso a dipingere nel 2016. “Ho dipinto un quadro per l’emiro Khalifa Al Zaffin di Dubai e ho esposto in numerose personali e collettive realizzate in Liguria e nel Tigullio, e inoltre, fra altre, a New York nel 2018, a Bologna nel 2018 e a Gubbio nel 2019”.

Per l’Andersen Festival ha realizzato un dipinto ispirato alla rassegna e alla possibilità di ricominciare dalle risate e dal gioco dei bambini: “Il suono delle risate dei bambini che giocano è il nostro bene più prezioso – spiega – Quando ho pensato che una manifestazione così importante come l’Andersen Festival non si poteva tenere a seguito del lockdown e che la città di Sestri non sarebbe stata avvolta dalle risa di questi bambini, è nata in me la necessità di dipingere quest’opera come augurio di poter ricominciare la nostra vita il prima possibile. Partendo proprio dalla felicità e serenità dei bambini. Ho scelto di raffigurare dei bambini che giocano facendo volare degli aquiloni, che in tutte le culture rappresentano la libertà. Ho solamente fatto un cambio. Al posto della classica figura degli aquiloni, ho dipinto delle mascherine, auspicando che presto si possa superare questa situazione che ancora oggi sta colpendo duramente tutto il pianeta. Ma forse possiamo dire che chi è più duramente colpito, dalle difficoltà affrontate durante la quarantena, a quelle previste per la ripartenza, come con le scuole, sono proprio i bambini. Questo quadro è dedicato a loro e all’Andersen Festival, che da anni li fa gioire, e con loro, tutti noi”.

Maria Cristina Rumi va fiera del suo percorso: “Non è facile essere artisti e sapersi promuovere, allo stesso tempo. Non siamo certo tutti come Picasso, che è stato un grandissimo imprenditore di se stesso. I tempi sono difficili, basti pensare che, spesso, gli artisti pagano per esser esposti nelle gallerie, quando in passato avveniva l’esatto contrario. Io però la mia strada l’ho fatta e non mi posso certo lamentare. Certo, per i giovani è durissima”.

Ci vuole grande ottimismo, come in quelle mascherine che volano in cielo. Sperando che siano i sogni coronati di qualche talentuoso artista che riesce ad affermarsi.

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