Home SportPallavolo Volley, duplice alleanza tra Avis Casarza e Tre Stelle Moneglia. E potrebbe diventare triplice

Volley, duplice alleanza tra Avis Casarza e Tre Stelle Moneglia. E potrebbe diventare triplice

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

L’emergenza può anche essere ottima consigliera. Trovi energie che non sapevi di avere, scovi capacità inattese, superi divisioni e particolarismi che ritenevi più invalicabili delle mura di Gerico.

In Val Petronio l’estate dei dubbi ha portato a un’intesa in qualche modo storica tra tre club vollistici della zona. Una strada che venne tracciata una decina di anni fa da Admo e Amis, due club che gettarono un ponte sulla tumultuosa Entella, fiume da sempre divisivo tra i pallavolisti di Chiavari e quelli di Lavagna. L’operazione iniziata nelle scorse settimane su iniziativa dell’Avis VBC Casarza Ligure, e che vede coinvolte anche Tre Stelle Moneglia e il Tre Stelle Volley Segesta di Sestri Levante, potrebbe avere una conclusione assai simile.

È destinata a cambiare lo scenario dei prossimi anni, non è un accordicchio di piccolo cabotaggio per tirare a campare. Federico Gandolfo, il demiurgo dell’Avis Casarza, ne parla in termini entusiastici: “La stagione 2020/2021 vedrà una stretta collaborazione tra noi, Tre Stelle di Moneglia e Segesta Sestri Levante. Grazie a questa intesa le nostre squadre della serie C Femminile e della serie D Maschile potranno confrontarsi con le altre squadre regionali nei rispettivi campionati. È un progetto che aiuterà a migliorare la crescita e la maturità tecnica degli atleti del settore giovanile che si confronteranno anche con squadre maschili. Un progetto che è stato fortemente voluto dai vertici delle società che certamente vedranno un ritorno di soddisfazioni in cambio del lavoro svolto”.

L’idea era venuta a Gandolfo prima del ciclone Covid. “Ne avevo cominciato a parlare con Flavio Federici, presidente del Moneglia e delegato del Levante per la Fipav. Quando si parla la stessa lingua, intendersi è semplice e rapido. Federici è uomo di sport e pallavolista di lungo corso, ha capito come il sottoscritto che in questi tempi i particolarismi sono la strada più rapida per il suicidio. E poi quanto accaduto da marzo a oggi ha spazzato via anche le ultime resistenze. Nella nuova e complicata situazione occorre trovare risposte coraggiose per sfide terribili”.

Gandolfo ha avuto luce verde dal nuovo presidente dell’Avis Casarza, l’ex questore e grande appassionato Giovanni Pedone. “Da qui in poi è stata tutta una discesa. La suddivisione dei compiti ha mostrato come dalla unione si possa non solo ottimizzare ma addirittura crescere assieme. Noi e il Moneglia siamo forti nel settore femminile, il Segesta nel maschile. Era logico che le ragazze sestresi venissero a giocare da noi e che i ragazzi di Casarza e Moneglia andassero a Sestri a rafforzare le loro formazioni”.

L’esperimento era iniziato prima della grande sosta forzata. “Abbiamo avuto più tempo per pianificare, almeno sotto questo aspetto non è stato uno svantaggio. Siamo pronti per ripartire, abbiamo riaperto le palestre in sicurezza, attendiamo le decisioni della Fipav per i campionati. Sicuramente faremo la C femminile e la D maschile”.

E il faro acceso tra Casarza e Moneglia sta attirando altre realtà. “Penso che tra poco potremo aggiungere un altro nome. Il Volley Sestri Levante grazie ai buoni uffici di Simone Cremisio è intenzionato a unirsi. Non potremmo augurarci niente di meglio, in questo momento c’è bisogno veramente di tutti”. Le ragioni di Gandolfo sono tante e ciascuna basterebbe a giustificare la politica dell’Avis Casarza. “Innanzitutto sinché dura l’emergenza (e il termine non lo vedo all’orizzonte) la penuria degli impianti sportivi, già seria prima del Covid, sarà drammatica. Le palestre scolastiche diventano off limits per le società sportive, a meno che non ne abbiano la gestione come capita da noi. In seconda battuta le procedure per svolgere in sicurezza l’attività agonistica, che siano allenamenti o partite non ha importanza, sono tante, complicate e impegnative. Quindi se razionalizzi gli spostamenti, riduci le persone impegnate contemporaneamente in un campo, non fai altro che semplificare la vita a tecnici, dirigenti e genitori e accompagnatori vari”.

La mera sopravvivenza non basta a gente come Gandolfo e Federici. “Infatti stiamo organizzandoci per un doposcuola di studio e di sport da proporre alle famiglie e agli istituti scolastici, per insegnare ai ragazzi la pallavolo, fare i compiti e pure divertirsi in sicurezza, nel pieno rispetto delle norme anti Covid”.

Poi partiranno finalmente i campionati, quelli per le prime squadre e quelli per le categorie giovanili. “Quella sarà la prova del nove perché sarà bello tornare a combattere per un traguardo. Anche se so che i rischi e le incognite non mancheranno, il primo giorno nel quale vedrà le ragazze e i ragazzi impegnarsi in una schiacciata che vale un set, o un bagher che salva un match, sarà la prova provata che siamo tornati. Per restare”.

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