Home Attualità Parco nazionale di Portofino, il Coordinamento: “Già persi due milioni di euro, ora si vada avanti senza altri ritardi”

Parco nazionale di Portofino, il Coordinamento: “Già persi due milioni di euro, ora si vada avanti senza altri ritardi”

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Il dibattito sulla creazione del parco nazionale di Portofino si infittisce, anche in concomitanza con la campagna elettorale. È uno degli argomenti da sempre più cari a ‘Piazza Levante’, anche perché va nella direzione di uno dei nostri valori fondativi, ovvero il rispetto e la tutela dell’ambiente.

Dopo che il centrosinistra, attraverso il suo candidato governatore, Ferruccio Sansa, e attraverso alcuni consiglieri regionali uscenti, come Luca Garibaldi, ha espresso le proprie posizioni nel recente convegno svoltosi al Cenobio dei Dogi di Camogli; e dopo che a loro ha replicato l’assessore regionale uscente, con delega ai Parchi e alle Biodiversità, Stefano Mai, c’è spazio ora per le riflessioni da parte del Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino, una realtà che si definisce apolitica e che è guidata da Ermete Bogetti, con l’attivissimo Antonio Leverone in qualità di portavoce.

Il discorso sull’ampliamento o meno dei confini sembra in via di superamento, anche perché è davvero il terreno sul quale si consumano le maggiori schermaglie, mentre è ormai chiaro a chiunque come il passaggio del parco da regionale a nazionale sia un’occasione per tutti e non vada assolutamente sprecata, in quanto preziosa dal punto di vista ambientale ma preziosissima anche dal punto di vista del turismo, dell’indotto e dell’economia di tutto il territorio.

Il candidato Sansa ha dichiarato che “con il Parco salviamo l’ambiente e soprattutto salviamo noi stessi”, mentre l’assessore uscente Mai ha spiegato che “non c’è nessuna preclusione da parte della Regione, anzi siamo stati i primi a portare avanti l’iter. Ma pretendere di ampliare i confini è solo una strumentalizzazione a livello politico”.

Si va avanti, quindi, sulla prospettiva di mantenere l’attuale dimensione, però creando un sistema terra-mare con l’Area Marina Protetta. In questo frangente s’inseriscono le considerazioni da parte del Coordinamento: “Prendiamo atto – scrive Antonio Leverone in una nota – che qualcosa d’importante finalmente si sta muovendo nella direzione fino a ora sempre perseguita in solitaria dal Coordinamento. Molto dipenderà dalla scelta che noi cittadine e cittadini faremo per il governo della nostra regione alle prossime elezioni, ma in ogni caso dovremo sempre sollecitare risposte coerenti e adeguate per ‘salvare l’ambiente e noi stessi’ e non perdere altro tempo”.

Secondo Leverone, “l’aspetto delle risorse finanziarie disponibili a cui accedere in questa fase istruttoria e a Parco Nazionale operativo è determinante per proseguire nella progettazione. Come ancora una volta denunciato, in questi tre anni non abbiamo perso solo tempo e occasioni preziose, ma oltre due milioni di euro previsti dalla finanziaria 2018 e gli altri importanti finanziamenti che sarebbero scaturiti in seguito a progetti del Parco Nazionale da sviluppare, con connessa creazione di posti di lavoro”.

L’altro aspetto, poi, “è la ricerca e la progettazione che si dovrebbe finalmente avviare insieme alle realtà locali: istituzioni, università, imprenditoria, settori turistici dell’accoglienza e ristorazione, settori della conservazione ambientale e paesaggistica, recupero e messa in sicurezza del territorio, biodiversità e clima. A prescindere quindi dalle peculiari esigenze di una campagna elettorale in corso, il progetto del Parco Nazionale necessita di azioni coordinate da sviluppare nella progettualità necessaria a dare certezze e futuro alle realtà che dovranno far parte dell’area parco da definire, in particolare ai sindaci dei territori coinvolti”.

La proposta del Coordinamento, in questo senso, è piuttosto articolata: “Data la latitanza della Regione, c’è da individuare uno o più gruppi di lavoro coordinati da istituzioni di interesse pubblico quali università, associazioni di categorie, comuni interessati per impostare progetti di ricerca, verifica e prospettive di sviluppo delle comunità inserite nel parco. In merito alla possibilità di utilizzare i finanziamenti previsti dall’emendamento 2018 istitutivo del parco, dev’essere impegno della politica e delle istituzioni coordinarsi con il Ministero, per definire i termini di accesso ai finanziamenti, se ancora disponibili e di quale certa entità. Le diverse potenzialità e opportunità di sviluppo ipotizzate hanno bisogno di progettualità da impostare, utili sia nella attuale fase istruttoria che nella gestione del parco, una volta operativo, e per il futuro dello stesso”.

Secondo il Coordinamento, “le risorse, data l’eccezionalità e l’importanza regionale del progetto Parco Nazionale, si potrebbero reperire nell’ambito dei soggetti di interesse pubblico e privati da coinvolgere, disposti a creare iniziative di ricerca e studio, coinvolgendo la ricerca universitaria, le scuole, l’imprenditoria e il volontariato. A livello europeo, inoltre, riteniamo che altre risorse dovrebbero essere disponibili, considerando la nota bassa percentuale di utilizzo delle risorse stesse, a disposizione per mancanza di progetti. Si tratta solo di impegnarsi per trovare quindi i soggetti preposti allo scopo con cui collaborare”.

Leverone e gli altri membri del Coordinamento si rammaricano per il tempo perso: “L’iter istruttorio, in realtà, non è mai iniziato per la totale inadempienza della Regione e l’immobilità dei comuni interessati nell’attesa di comprendere nei dettagli l’eccezionale impatto sociale previsto dal progetto nel futuro non certo immediato e gli eventuali punti critici da trattare con le rispettive comunità. L’impegno del nostro Coordinamento, attivo dal gennaio 2019, ha sostituito la latitanza delle istituzioni e il tempo perduto, con azioni di informazione ai sindaci e ai cittadini attraverso la fornitura di documenti, incontri, iniziative, raccolta di consensi tra i cittadini del comprensorio territoriale indicato dal Ministero come aerea di interesse dove concordare l’eventuale perimetro del nuovo parco. Certamente un nuovo Parco Nazionale e non un allargamento dell’attuale parco regionale come disquisito per lungo tempo, perdendo di vista l’obiettivo del progetto stresso”.

Ed è proprio questo il punto: superare l’elemento territoriale per trovare una comunione d’intenti e di obiettivi. Perché un Parco Nazionale è troppo più importante di tirare delle righe su una cartina, vuole dire molto, ma molto di più.

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