Home Attualità Michael Frank mantiene la promessa: il nuovo romanzo ambientato (anche) nel Golfo Paradiso

Michael Frank mantiene la promessa: il nuovo romanzo ambientato (anche) nel Golfo Paradiso

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

“Il mio prossimo romanzo sarà ambientato anche in Liguria, nella zona del Golfo Paradiso, tra Recco e Camogli”. Lo aveva promesso, lo scrittore americano Michael Frank. E non solo ha mantenuto la parola, ma ha anche dato alla sua protagonista un nome e un cognome tipicamente genovesi: Costanza Ansaldo.

Tutti semplici casi? Niente affatto, non potrebbe assolutamente essere così: perché Michael, origini californiane e da tempo residente a New York con la famiglia, già autore per i tipi di Einaudi del bellissimo e acclamatissimo ‘I formidabili Frank’, è un profondo conoscitore della Liguria e, in particolare, della Riviera di Levante.

Solitamente, trascorre molti mesi all’anno a Camogli (ha chiamato Camuggi il suo cagnolino, tanto per rendere l’idea), ha stretto qui parecchie amicizie e diversi legami culturali e professionali, parla fluentemente l’italiano, il che gli permette di partecipare a moltissime iniziative, dove riesce sempre a brillare per idee, esperienze e conoscenza.

Nei giorni scorsi, martedì per la precisione, è uscita finalmente la traduzione italiana di ‘What is Missing’, il suo ultimo romanzo. L’edizione, nei Supercoralli di Einaudi, è intitolata ‘Quello che manca’.

Se ne ‘I formidabili Frank’ l’autore parlava della sua famiglia e dell’intenso ma anche difficile rapporto con la zia, in quest’occasione mantiene sì il tema della famiglia, ma dentro un contesto più generale, e va a toccare il delicato argomento della fecondazione assistita, incastonandolo all’interno di un triangolo amoroso secondo lo schema donna-figlio-padre. Pagine alte e molto ben scritte, che confermano l’ottima verve di narratore di Michael Frank, uno che sa far letteratura nel vero senso della parola.

“Mi dispiace moltissimo – racconta al telefono da Los Angeles – non poter essere in Italia al momento dell’uscita del libro. Avremmo potuto fare delle belle presentazioni. Sarà per la prossima estate, sperando che si possa tornare a viaggiare. Il Covid ci ha creato moltissimi problemi e soprattutto ha stravolto le nostre vite”.

Come hai passato la quarantena?
“Siamo rimasti a New York, nel momento di maggior emergenza sanitaria. Poi, appena è tornata la possibilità di muoversi, siamo venuti qui in California, anche perché volevo far visita ai miei genitori che sono anziani e sono quindi le persone più fragili rispetto al virus. Ora gli spostamenti interni sono consentiti, ma non c’era la possibilità di venire in Italia. Abbiamo rimandato tutto”.

Anche l’uscita di ‘Quello che manca’ è slittata.
“Doveva essere a marzo, poi con il lockdown è stata spostata. Siamo arrivati quasi alla fine dell’estate. Il libro è uscito lo scorso anno negli Stati Uniti, direi che è andato bene. Ora attendo con ansia i giudizi da parte dei lettori italiani. Nel frattempo, io sto già pensando al successivo”.

‘Quello che manca’ ha per protagonista una donna e il suo desiderio di diventare madre.
“Lei si chiama Costanza Ansaldo: è americana per parte di padre, ma genovese per parte di madre. Una delle esperienze più strazianti che una donna possa provare sulla soglia dei quarant’anni è scoprire che non può diventare madre. Rassegnatasi all’idea, Costanza, che fa la traduttrice, decide di prendere una pausa dalla sua vita newyorkese per una vacanza a Firenze, città in cui ha trascorso i giorni più felici della sua infanzia. Alla Pensione Ricci, Costanza incontra Andrew Weissman, fotografo diciassettenne sensibile e brillante. Il ragazzo soffre per la fine della sua prima storia d’amore e per l’atteggiamento del fratello maggiore, da tempo assente e distaccato. Con Costanza condivide passeggiate, pranzi in trattoria e confidenze; nonostante la differenza d’età, in quei giorni fiorentini tra i due si crea un’intesa speciale. Ma l’armonia di quest’amicizia si rompe quando Henry, il padre di Andrew, incontra Costanza. Avvenente e carismatico, Henry è un’istituzione della fecondazione assistita a New York ed è in Italia per una serie di conferenze”.

Ed ecco che si crea il triangolo…
“In Italia lo chiamate così. Noi diciamo ‘love triangle’, ma è la stessa cosa. Nel mio libro, Henry è subito affascinato da Costanza: l’attrazione è reciproca e la gelosia di Andrew inevitabile. In autunno i tre si ritrovano a New York, e quella che sembrava un’effimera avventura estiva si trasforma in un travolgente turbinio di eventi inaspettati e desideri riaccesi, mentre Costanza, Henry e Andrew cercano di comprendere e colmare quello che manca nelle loro vite, che sia un figlio, la verità sulle proprie origini o l’amore”.

Perché Firenze?
“Perché è la prima città dove ho vissuto quando sono stato in Italia, e la conosco quindi molto bene. Costanza va a Firenze perché solo e soltanto in quel posto sa di poter ritrovare se stessa, sa di poter ritrovare la sua strada”.

La Liguria è invece la tua seconda casa.
“Quando ho scoperto Camogli e il Golfo Paradiso, poi sono sempre venuto. Ma amo moltissimo pure Genova (Michael ha scritto un bellissimo articolo qualche anno fa sul capoluogo ligure, che è stato pubblicato dal ‘New York Times’): per questo ho voluto che il romanzo terminasse qui”.

In ‘Quello che manca’ chiudi un po’ il cerchio: se ‘I formidabili Frank’ era interamente in California, tua terra d’origine, qui si va a New York, la città dove vivi.
“È esattamente così. Ma tu lo sai perché mi conosci!! Ho usato sia in questo romanzo che in quello precedente i luoghi dove ho vissuto o dove sto vivendo, anche perché sono quelli che conosco meglio. New York è il posto dove si va per riambientarsi, per colmare il proprio desiderio esistenziale, per cambiare atteggiamento mentale. Per Costanza, New York è il modo per chiudere con il proprio passato, ma poi la sua vita è nuovamente rimessa in gioco dall’incontro con Andrew ed Henry”.

Che cosa vuol dire, secondo te, cercare se stessi?
“Vuol dire rompere gli schemi, vuol dire uscire dai legami, che sono spesso legami che opprimono. Penso alla mia esperienza: io ero arrivato in Italia, oltre che per il mio amore verso i viaggi, anche per rompere gli schemi, rispetto soprattutto al rapporto con mia zia. Lei, che non era riuscita ad avere figli, si era affezionata al suo ‘Michelino’ in una maniera del tutto particolare. Ma questa storia la conoscete molto bene, se avete letto ‘I formidabili Frank’”.

L’America è in cima alla classifica, rispetto ai casi di Coronavirus e, purtroppo, anche rispetto alle vittime.
“L’emergenza sanitaria è stata gestita molto male e, specialmente all’inizio, il problema è stato preso molto alla leggera”.

Costerà la rielezione a Trump?
“Chi può dirlo? Anche quattro anni fa eravamo tutti sicuri che Trump avrebbe perso, e invece ce lo siamo ritrovati come presidente. Ora vediamo cosa succede dopo la convention dei Repubblicani: avranno la loro settimana di notorietà e poi, dopo novembre, speriamo di non doverne più sentir parlare”.

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