Home Attualità Il trasporto pubblico si prepara alla ripartenza delle scuole post Covid: Atp invia un questionario agli istituti

Il trasporto pubblico si prepara alla ripartenza delle scuole post Covid: Atp invia un questionario agli istituti

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Rimodulazione degli orari e delle corse in base alle esigenze della scuola e studio approfondito, insieme all’Università di Genova, del servizio a chiamata. Sono i due fronti, entrambi molto caldi, sui quali si sta muovendo – e si muoverà anche nelle prossime settimane – Atp, ovvero l’azienda che si occupa di trasporto pubblico locale nella provincia di Genova, con una grandissima rilevanza su tutta la Riviera di Levante e nell’entroterra.

A raccontare queste prospettive è, in un’intervista a ‘Piazza Levante’, il vice presidente di Atp, Carlo Malerba, che è già stato ospite del nostro settimanale a proposito del ciclo ‘Ripopolare i borghi’, dove si è espresso appunto sui temi dei trasporti e della logistica.

“Il tema della scuola – afferma – è naturalmente il più immediato, anche perché l’inizio delle lezioni è fissato per il 14 settembre. Nei giorni scorsi, come abbiamo fatto pure un anno fa, abbiamo inviato ai vari istituti scolastici del territorio un questionario. Chiediamo, in pratica, quali siano gli orari d’ingresso e di uscita dei ragazzi da scuola e, nello specifico, le zone di provenienza dei vari studenti. È un’indagine per noi importante, perché, sulla base di questa, potremo calibrare al meglio il servizio e le corse. Tutto è molto articolato e, come si può capire, in questo frangente lo è ancora di più, perché ci sono da rispettare tutta una serie di misure legate all’emergenza sanitaria”.

Come anticipato dal presidente Enzo Sivori nei numeri scorsi di ‘Piazza Levante’, quindi, l’orario di Atp è in fase di rimodulazione e saranno proprio le esigenze scolastiche, tra le altre, a dettare le priorità.

Il quadro è complesso, per un’azienda di trasporto pubblico locale. Complesso a livello generale: i due mesi e mezzo di fermo, tra marzo e maggio, hanno comportato un notevole ammanco, dal punto di vista delle entrate relative alla bigliettazione e, purtroppo, queste cifre negative andranno a incidere negativamente sui bilanci; servirà quindi una forte iniezione di fondi, da parte dello Stato, per tenere in piedi molte aziende.

Ma è complesso pure a livello locale: perché Atp, come ricorda Malerba, “deve gestire circa mille e quattrocento chilometri di strade ed è una delle reti di trasporto pubblico in gomma più estese d’Italia. Facciamo dai traffici autostradali a quelli sterrati, passando da zero a mille e duecento metri di dislivello sul mare. La sfida quotidiana è coprire l’intero territorio con un servizio puntuale, moderno e calibrato”.

Ma c’è sempre da migliorare, “anche perché non possiamo pretendere di essere attrattivi sul territorio, dal punto di vista turistico, se non ci sono i servizi o se questi non sono adeguati. Che poi un servizio funzionale non fa nessuna distinzione fra turisti e residenti. Dev’essere funzionale e basta, e tarato sulle esigenze di tutta la popolazione, sia quella fissa che quella occasionale”.

In questa direzione va il lavoro che Atp sta avviando insieme all’Università di Genova. L’obiettivo è approfondire il tema del servizio a chiamata: “Stiamo lavorando – conferma Malerba – insieme al professor Enrico Musso, che è il direttore del Cieli, ovvero il Centro italiano di eccellenza sulla logistica, i trasporti e le infrastrutture. L’argomento del servizio a chiamata interessa tutte le aziende di trasporto pubblico in Italia, non soltanto noi. E, secondo me, è l’unico sistema per far fronte a certe complessità del nostro territorio. Noi in Atp ne siamo profondamente convinti, anche se ci sono difficoltà sul fronte sindacale”.

Secondo Malerba, “un trasporto pubblico veramente moderno non può più fare a meno, anche per una migliore distribuzione sia della forza lavoro che dei costi e dei tempi, dei servizi a chiamata e dei servizi speciali. È su questi fronti che dobbiamo muoverci ed è su questi fronti che intavoleremo i nostri futuri discorsi, anche di natura sindacale e normativa”.

Il vicepresidente di Atp riflette: “Il modello attuale di gestione del servizio è definito e progettato sulla base di modelli di vecchia industrializzazione. Ma la pandemia ha sbaragliato in tutti i sensi questi discorsi. Ad esempio, ci sono norme che non consentono alle persone di stare in piedi sui nostri mezzi pubblici. Ma se un autobus che porta diciannove persone incontra lungo la strada una comitiva di turisti, a quel punto come ci si deve comportare? Occorre cercare sul mercato dei veicoli in grado di superare questo problema, ma si tratta di un altro fronte molto complicato. Io credo che, al di là delle frasi fatte, occorra veramente saper cogliere le opportunità da questo momento di crisi, anche per cambiare il quadro normativo”.

Atp ci ha provato con i cosiddetti servizi speciali: il bike bus, la navetta da e per l’aeroporto di Genova, il servizio ‘Valli all’Opera’. L’ultima novità è stata presentata nei giorni scorsi. Il nuovo e importante tassello si chiama ‘Prendo il bus’: un servizio sperimentale che partirà il prossimo 31 agosto ed è rivolto alle persone disabili o con limitazioni psicofisiche accertate.

Il servizio funziona con un sistema di prenotazione a chiamata, modulabile e disponibile tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 20 e al sabato dalle 7 alle 14. Le persone interessate non dovranno fare altro che prenotare un passaggio con ‘Prendo il Bus’ comunicando le proprie esigenze: la fermata di partenza e quella di arrivo.

Il servizio è dedicato a coloro che, per problemi di disabilità, non possono utilizzare il servizio di trasporto pubblico di linea. Le vetture utilizzate sono opportunamente attrezzate per accogliere tutte le persone con handicap e consente loro di salire, viaggiare e scendere in modo agevole e sicuro. Possono accedere al servizio, su richiesta dei Comuni che sono serviti da Atp, le seguenti tipologie di passeggeri: disabili (ex legge 104 valutati come ‘situazioni di gravità’), invalidi civili (ex legge 118 con invalidità del 100%, o superiore o uguale al 74%), anziani ultra 65enni non autosufficienti e altri, con limitazioni psico-fisiche accertate, in carico ai servizi sociali, comunali o servizi Asl 3 e Asl 4.

Per accedervi, nella prima fase sperimentale si richiede all’utenza di rivolgersi ai servizi sociali dei Comuni di appartenenza. Successivamente, se la sperimentazione otterrà un gradimento soddisfacente, saranno gli stessi utenti ad effettuare la prenotazione contattando il call center (almeno 2 giorni prima del viaggio previsto) tramite il numero verde 800 499 999.

In particolare, il servizio ‘Prendo il Bus’ è stato sottoposto all’attenzione di Claudio Puppo, coordinatore Consulta Regionale per la tutela dei diritti della persona handicappata per la Liguria, e Marco Carbone, presidente dell’associazione NoiHandiamo che opera in particolare nel Tigullio.

Il presidente di Atp, Enzo Sivori, commenta: “Uno degli scopi di Atp è quello di svolgere servizi che abbiano anche valenza sociale. Lo facciamo da sempre ed è quello che conferma l’importanza e l’originalità di un’azienda pubblica rispetto a un’azienda che abbia come uno scopo il mercato. Questa volta sono particolarmente felice per un’iniziativa che va incontro alle esigenze di persone fragili come sono i portatori di disabilità”.

Trasporto pubblico uguale trasporto per tutto il pubblico. Così va intesa la mobilità sul territorio.

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