Home Approfondimento Chiavari, l’anno zero dell’Istituto Caboto: gestione post pandemia e nuova dirigente scolastica

Chiavari, l’anno zero dell’Istituto Caboto: gestione post pandemia e nuova dirigente scolastica

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

La morte di Glauco Berrettoni, lo storico dirigente scolastico dell’Istituto Superiore G. Caboto di Chiavari, avvenuta lo scorso marzo, ha profondamente segnato, e molto più del Covid, l’anno scolastico 2019/2020 di una delle realtà più importanti e consolidate nel panorama dell’istruzione chiavarese e di tutto il Levante. Così in alto era riuscito a portare il Caboto il bravo e stimatissimo preside Berrettoni.

Altrettanto bene su questo solco, e pur con tutte le misure imposte nel lockdown, tra cui la didattica a distanza, è andata avanti la dirigente scolastica ‘pro tempore’, Paola Salmoiraghi, che già guida il liceo ‘Marconi Delpino’, sempre a Chiavari. Ma la novità, per il Caboto, è che a partire dal prossimo mese di settembre arriverà un nuovo dirigente scolastico di ruolo: si chiama Paola Ardau e, grazie a lei, insegnanti e studenti sperano di portar avanti tutto l’importante lavoro fatto da Berrettoni non solo in termini di didattica interna, ma anche di comunicazione all’esterno e di iniziative riservate ai ragazzi in giro per l’Italia, tra cui la partecipazione a gare, bandi, concorsi e contest, tutti di livello nazionale.

Paola Salmoiraghi assicura: “Alla ripresa della scuola, il prossimo 14 settembre, anche per il Caboto la didattica sarà completamente in presenza. Stiamo organizzando in questi giorni tutto il lavoro per consentire la riapertura in piena sicurezza e nel rispetto di tutte le misure anti contagio. Ci sarà inoltre un’attività di tutoraggio, rispetto agli insegnanti, perché non sarà semplice riprendere a far le lezioni dopo sette mesi di blocco”.

Al Caboto ci sono circa seicento alunni, considerando anche quelli dei corsi serali, per un totale di ventitré classi: “Abbiamo lavorato con lo staff e con il responsabile della sicurezza – prosegue Paola Salmoiraghi – per sistemare tutti. Al momento, ci mancano soltanto due aule. A differenza del ‘Marconi Delpino’, qui ci siamo mossi a livello di Consiglio d’Istituto, senza quindi coinvolgere i ragazzi come nel caso di ‘Ripartenza’, il progetto portato avanti dal mio liceo. Devo dire che, per il Caboto, questo è stato un anno piuttosto faticoso, perché, oltre al Covid, è venuto a mancare il dirigente scolastico, che oltre a essere molto stimato, era anche attivissimo e di grande talento. Però la voglia di andare avanti è tanta”.

Mancano due aule nella sede principale, mentre sarà tutto regolare presso le succursali agli Artigianelli e a Santa Margherita. Quando al corpo docenti, saluteranno la cattedra le insegnanti Annalisa Fornasari e Patrizia Rabaglia, che andranno in pensione.

Angelo De Fazio Romano, che è rappresentante dei genitori e presidente del Consiglio d’Istituto, saluta queste due professoresse con affetto: “Un ringraziamento speciale agli insegnanti che hanno deciso di abbandonare la loro cattedra per un meritatissimo riposo come la professoressa Rabaglia e la professoressa Fornasari, che ringrazio per l’immenso lavoro che hanno fatto in questi anni di insegnamento in questa scuola. Grazie anche al professor Zunino, che intraprende una nuova avventura di dirigente scolastico, sicuramente con grandi risultati come lui è abituato a raggiungere”.

Annalisa Fornasari, che al Caboto insegna materie informatiche, lascia con un filo di nostalgia: “Siamo sempre stati sul pezzo, sempre all’altezza. Una scuola che ha fatto moltissima strada, senza però mai perdere la testa, anche grazie al grande lavoro del nostro preside. Il Caboto continua a essere un’ottima scuola, soprattutto dal punto di vista pratico, in quanto prepara realmente i ragazzi al mondo del fare e al mondo del lavoro. Questo credo che sia l’insegnamento più importante ed è anche l’aspetto più bello che mi rimane di tutti questi anni trascorsi qui”.

All’ultimo atto anche Patrizia Rabaglia, da dodici anni al Caboto e con quarant’anni di insegnamento alle spalle: “Sono docente di inglese. Avrei potuto tornare al liceo, ma sono sempre rimasta qui, perché il Caboto è una realtà che strega. Sono stata con questi ragazzi con immensa soddisfazione, e anche durante il periodo di lockdown e di didattica a distanza abbiamo fatto delle cose molto interessanti. Abbiamo lavorato sui discorsi dei leader politici in tempo di pandemia, mi è solo dispiaciuto finire così la mia storia di insegnante, ma sicuramente tornerò a scuola per salutare i miei studenti. Se devo dire un pensiero sul Caboto, il primo che mi viene in mente è che meriterebbe degli spazi più idonei, proprio per la scuola che è e per come prepara ragazze e ragazzi in vista delle esperienze lavorative”.

Intanto, proprio ieri la Regione Liguria ha stanziato oltre trecentomila euro a favore dei giovani liguri con il progetto ‘#Giovaniliguria’. È stato presentato dall’assessore alle Politiche Giovanili, Ilaria Cavo, e articolato su cinque misure, in alcuni casi prosecuzione di progetti importanti come Sun (uso responsabilità dei social network tra i giovani) e Sicurezza stradale, in altri di novità.

Tra le iniziative, anche un team di sportello di ascolto per docenti e scuole: la Regione, tramite Aliseo (ente strumentale per l’orientamento) e il suo staff di ‘#Progettiamocilfuturo’ ha attivato, d’intesa con la direzione regionale scolastica, una collaborazione con l’Ordine degli Psicologi e l’Ordine delle Professioni Infermieristiche per dare il via a un team che possa formare i docenti delle scuole liguri che ne faranno richiesta alla delicata fase del rientro a scuola dopo sette mesi di sospensione, mai vissuta dagli alunni, dalle famiglie, e dai docenti nel rapporti con i loro studenti.

Verranno attivati seminari di formazione per i docenti, workshop per i genitori (anche on line) e, contemporaneamente, uno sportello presso Aliseo a cui gli insegnanti potranno rivolgersi per chiedere supporto su situazioni specifiche. A questo si aggiunge un team multidisciplinare di orientamento, composto dal personale di Aliseo, da psicologi e infermieri che possano fornire aiuto ai docenti o intervenire direttamente in aula con attività educative mirate e situazioni più complesse.

“Far ripartire la scuola vuol dire occuparsi delle aule, della sicurezza ma anche di tutto il sostegno di cui hanno bisogno i ragazzi e le loro famiglie – dichiara l’assessore alla Formazione e Istruzione, Ilaria Cavo – Li abbiamo ascoltati in questi mesi e abbiamo cercato di dare un servizio aggiuntivo che possa fornire un supporto per l’avvio del prossimo anno scolastico. Tutto il piano delle politiche giovanili, che tocca la cultura, l’ambiente, la sicurezza cerca di interpretare il cambiamento in atto e di aiutare i giovani a comprenderlo”.

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