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Mordini: “Cambiamo il nome all’ospedale di Lavagna”

da Alberto Bruzzone

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che Giancarlo Mordini, presidente del CAM – Comitato Assistenza Malati del Tigullio, ha inviato nei giorni scorsi a Edoardo Riboli, chiedendo la sostituzione del nome per l’Ospedale di Lavagna.

di GIANCARLO MORDINI *

Caro Signor Commendatore Edoardo Riboli,
Sono un Suo grande ammiratore ed estimatore.

Fin da bambino, ho sentito parlare di Lei, della Sua bontà d’animo, della Sua munificenza e del Suo sconfinato amore per il paese natale Lavagna.
Sono cresciuto e ho giocato a pallone sul Suo campo di calcio, quello che Lei ha donato ai lavagnesi.
Sono diventato padre e mia figlia ha frequentato la Sua scuola, quella che Lei ha fatto costruire, a Lei intitolata.

Cammino spesso lungo via Riboli, quella a Lei dedicata che conduce al Suo Ospedale, quello che i cittadini di Lavagna Le hanno dedicato.
E forse noi lavagnesi non Le siamo stati grati abbastanza.

A questo punto, Le chiedo un grande favore e un Suo aiuto per gli abitanti del Tigullio.
Vorrei il Suo permesso per proporre di cambiare il nome al Suo Ospedale Edoardo Riboli.

Le spiego la ragione. Qui nel Tigullio, Lei lo sa bene, siamo tutti troppo campanilisti, in competizione e gelosi l’uno dell’altro. Ciò ha creato pregiudizio in tutti i comparti ed anche in ambito sanitario ospedaliero. Tutti gli esperti concordano nel ritenere che, qui da noi, per una buona sanità, occorre un unico ospedale per acuti e, guarda caso, l’ospedale al centro del Tigullio è proprio il Suo ospedale, cui, “per ragion di stato” sarebbe opportuno cambiare nome, chiamandolo “Ospedale del Tigullio”.

Cosa ne pensa, Signor Edoardo, mi permette chiamarla per nome?

Il Comitato Assistenza Malati Tigullio ha proposto di innalzare di un piano il Suo ospedale, al fine di modernizzare i reparti per la cura dei malati acuti e migliorare il Pronto Soccorso, fulcro dell’assistenza ospedaliera, per fronteggiare le emergenze sanitarie, il Covid-19 ed altre possibili pandemie.

Lei, caro  Signor Edoardo, persona di elevata cultura e di buon senso, ci aiuti. Forse, così, riusciremo a far ragionare e mettere d’accordo i Rapallesi, i Rapallini, i Sestresi, i Sestrini, i Lavagnesi e i Lavagnini.

Gli ammalati appartengono a tutti i paesi e non hanno colore politico!

La ringrazio per il Suo intervento, caro Signor Edoardo, rimarrà ancor di più nei nostri cuori.

(* presidente del CAM – Comitato Assistenza Malati del Tigullio)

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