Home SportPesca Un amo, una lenza, una canna, un fiume: l’attività della FI.MA Chiavari riparte dall’Entella

Un amo, una lenza, una canna, un fiume: l’attività della FI.MA Chiavari riparte dall’Entella

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Un amo, una lenza, una canna, il fiume che scorre lento: un’immagine di pace, un’immagine che potrebbe sembrare banale e che invece ha una valenza emotiva superiore perché rappresenta il momento dopo mesi di grande incertezza nel quale la pesca sportiva toglie la ruggine ai mulinelli e rispolvera galleggianti ed esche raffinate.

‘Pesca in Città’ è il nome assegnato dalla FI.MA Chiavari alla gara del nuovo inizio. Per il momento ci si deve accontentare, la pratica di una disciplina che aveva nei laghi e nei mari le sue location più belle ed emozionanti ricomincia da un fiume. Se quel fiume è l’Entella la gara si risolve in un ritorno alle origini, un risalire la corrente e la storia del club locale. Dopo i lunghi mesi di stop, anche la pesca agonistica ha ricevuto il via libera dal Governo, ovviamente con vincoli di protocollo sanitario e distanziamento sociale, ma tutto sommato la pesca di default vuole i suoi spazi per cui è stato sufficiente prendere poche precauzioni nel pre-gara e post gara, il resto è rientrato nella normalità: distanziamento obbligato e massima concentrazione, per il resto occorreva solo tirar fuori l’abilità tecnica.

Il presidente Umberto Righi: “La ASD FI.MA Chiavari ha saputo ancora una volta distinguersi portando in scena per l’ormai consolidato progetto ‘Pesca in Città’, una sfilata di campioni tutti tesserati per il club, allineati sul molo ‘Tappani’ del Lido alla foce dell’Entella, tutti vestiti con la divisa della Garbolino-Seart, la ditta francese sponsor tecnico del Team per l’agonismo acque interne. Un bel colpo d’occhio dato dai colori azzurri dello sponsor, ma anche dal poter assistere alle grosse catture di muggini che dal mare risalgono a branchi l’Entella, che esigono fili sottilissimi e al limite di rottura con pesci dal chilo in su”.

Ed appunto l’abilità tecnica e l’esperienza dei concorrenti ha consentito la cattura di numerosi muggini. Nemmeno a farlo apposta ha vinto il presidente Righi, conquistando non solo il proprio settore ma pure l’assoluto di gara con 7110. Padovani che si impone nel proprio settore con 4490. Terzo posto in classifica generale per un nuovo volto FI.MA, Enrico Tranchina che con 3355 punti si aggiudica il secondo posto nel settore di Righi. In luce anche Marcello Conviti, appena tornato nel team agonistico FI.MA, ha saputo mettere in pratica la grande esperienza di anni di pesca piazzandosi secondo di settore con 3055 punti dietro a Padovani e bruciando la posizione ad Alberto Cordano, vecchia volpe, fermato al terzo posto con 2300 punti. Quinto posto assoluto e terzo di settore per Alberto Co’ con 3215 punti.

Questi gli atleti premiati, ma molti di più sono stati i partecipanti e tra questi non poteva mancare il giovanissimo Mattia Badaracco (13 anni), che come ha saputo dimostrare già lo scorso anno, non teme confronto a gareggiare con i grandi, e sa sempre tenere botta anche in situazioni limite come in questa prova.

Il successo nella prova di casa non ha impedito al presidente Righi di andare a chiudere un importante accordo per un’altra manifestazione. Dal 3 sino al 5 luglio il lago di Giacopiane è stato il palcoscenico dell’iniziativa promossa dal Gruppo Carp Fishing Levante tornato quest’anno dopo decenni di inattività e che farà parte da qui in avanti, a tutti gli effetti, della ben radicata ed articolata ASD FI.MA Chiavari. Il gruppo è guidato dal neo consigliere FI.MA Davide Gazzolo, conta 25 componenti tutti tesserati FI.MA e FIPSAS. “Gli imprevisti e i tempi sospesi- ricorda Righi – di questi mesi sono stati estremamente numerosi e duraturi anche per gente come noi che alle attese e alle difficoltà siamo avvezzi. Abbiamo fatto ricorso alla proverbiale pazienza del pescatore. Ora però vogliamo rifarci del tempo perduto, siamo convinti che possiamo dare una mano per riportare i turisti e la sicurezza nei nostri corsi d’acqua e tra le nostre montagne”.

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