Home Attualità Riecco le visite guidate alla tonnarella di Camogli: una tradizione da oltre quattro secoli

Riecco le visite guidate alla tonnarella di Camogli: una tradizione da oltre quattro secoli

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Sin dal 1600, a Camogli, c’è un tipo di pesca che non solo è sopravvissuta per oltre quattro secoli ed è ormai diventata una tradizione, ma rappresenta pure un importante punto di riferimento per lo studio dell’evoluzione del mare, delle specie che lo abitano e delle biodiversità: la tonnarella.

È un sistema di pesca simile, anche se più semplice e più piccolo, rispetto alla tonnara: due sole stanze rispetto alle sei-nove delle altre e una rete di sbarramento più corta. Inoltre, le tonnare sono fatte per restare in mare solo poche settimane, mentre la tonnarella a Camogli viene calata in mare per circa sei mesi, da aprile a settembre.

E, in questo periodo, rappresenta un notevole richiamo anche dal punto di vista turistico. Finalmente, in questo periodo post Covid, sono potute ripartire pure le visite guidate in questo fantastico tratto di mare che fa parte dell’Area Marina Protetta di Portofino. Anche queste escursioni, infatti, erano rimaste al palo, ma ora è possibile riorganizzarle, pur nel pieno rispetto di tutte le misure di distanziamento sociale, e quindi con una capienza ridotta rispetto agli anni passati. Ma tanto basta per non far perdere quest’attrazione, assai interessante per gli adulti e pure per i bambini, in quanto contiene parecchi elementi didattici legati al mondo della pesca.

Da aprile a settembre, i tonnarotti (così si chiamano questi pescatori) tirano su le loro reti, che hanno adeguatamente preparato durante l’inverno (con una cura maniacale e certosina), per due volte al giorno e proprio davanti a loro si posizionano i battelli o i gommoni della cooperativa Ziguele, che sin dal 2010 si occupa di organizzare questo tipo di gite in mare.

Maddalena Fava è una delle fondatrici della cooperativa, che è nata inizialmente come associazione e poi si è evoluta, creando, oltre al suo, altri quattro posti di lavoro. “La tonnarella – racconta – oltre che essere un ‘rito’ molto particolare, è anche un ottimo esempio di pesca sostenibile, non a caso si tratta dell’unico tipo di pesca che viene ammessa all’interno dell’Area Marina Protetta. Sono dieci anni che ci occupiamo, come Ziguele, di portare le persone a vedere il lavoro dei tonnarotti, che è fondamentale anche riguardo allo studio della fauna ittica e dei suoi cambiamenti, visto che la tonnarella viene sempre posizionata nello stesso punto e che la pesca avviene sempre negli stessi periodi dell’anno”.

Ziguele ha iniziato con la sua attività dapprima solo nel week end, poi, dal 2016, anche in determinati giorni infrasettimanali, per il fatto che le richieste e l’interesse sono aumentati. “Quest’anno – prosegue Maddalena Fava – abbiamo messo a punto due tipologie di visite. La prima si chiama ‘Tonnarella exclusive’ e viene fatta a bordo di un gommone, per un massimo di otto partecipanti: si arriva sul luogo della tonnarella, si assiste alla levata del pesce e poi si può fare un giro nelle acque dell’Area Marina Protetta, con possibilità di bagno, quindi visita a San Fruttuoso e al Cristo degli Abissi. Questo tipo di escursione si svolge al mattino, dalle 8 alle 12, con partenze da Santa Margherita, da Portofino e da Camogli”.

Il secondo format, invece, è in partenza il prossimo 17 luglio: “In questo caso, viene utilizzato un battello più grande, che porta sino a diciotto persone. Si parte alle 15,45 da Santa Margherita e alle 16,45 da Camogli e si può assistere alla levata del pesce in programma nel pomeriggio”.

Questa seconda formula si è arricchita di contenuti perché, ogni volta, ci sarà a bordo un esperto, a parlare della tonnarella e non solo: “Si parte il 17 luglio con Maria Rosa Costa, che è la titolare del famoso ristorante ‘Da Rosa’, ormai non più in attività. Ci parlerà della tradizione di questo tipo di pesca e anche di alcune ricette di cucina che si possono realizzare con il pesce cosiddetto ‘povero’. Gli altri due appuntamenti, invece, saranno il 22 luglio con Simone Bava, che lavora presso l’Area Marina Protetta di Bergeggi e ha studiato a lungo la tonnarella di Camogli, e il 30 luglio con Luca Lanteri, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova e autore di numerose pubblicazioni”. La prenotazione alle escursioni è sempre obbligatoria, o all’indirizzo email info@ziguele.it, oppure ai telefoni 377 2900068, o ancora 335 7259754.

Salendo su una delle imbarcazioni della cooperativa Ziguele si potrà imparare, ad esempio, che poltrona, asino e vedetta – termini che apparentemente non hanno niente in comune tra loro – per i pescatori di Camogli indicano da sempre le tre barche in legno utilizzate per la pesca della tonnarella. Questo sistema di pesca stagionale vanta secoli di storia a Camogli: la tonnarella è citata già in alcuni documenti e decreti che risalgono ai primi anni del 1600, ma si pensa sia molto più antica.

“Creata per pescare le specie pelagiche, ovvero i pesci di passaggio, la tonnarella ha basato la sua economia nei secoli sulla pesca dei tonni ma già dall’800 i quantitativi pescati erano sempre meno e questo ha comportato una riconversione della pesca verso specie di passo più piccole ma sempre pregiate – come spiega il sito di Slow Food – La progressiva perdita di guadagno legata alla pesca del tonno è stata anche la causa della perdita di interesse degli imprenditori, che periodicamente prendevano in concessione il tratto di mare antistante la chiesetta di San Nicolò di Capodimonte, vicino a Punta Chiappa, e che armavano ogni anno la tonnarella”.

Così, dal 1914, la proprietà della tonnarella passò direttamente nelle mani dei pescatori di Camogli, organizzati in cooperativa, la Società Anonima Cooperativa dei santi Fortunato e Prospero. Negli anni le cooperative di pescatori camogliesi si sono alternate armando stagionalmente la tonnarella ma dagli anni Ottanta la gestione è passata alla Cooperativa Pescatori di Camogli, una delle più importanti realtà cooperative liguri, fondata dal 1974.

Ancora oggi la cooperativa porta avanti orgogliosamente questa tradizione che oltre alla lunga stagione di pesca impegna i pescatori il resto dell’anno nelle pazienti operazioni di lavorazione delle reti e di messa in mare della struttura.

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