Home Attualità Matteo Renzi ospite di ‘Piazza Levante’ con il suo ultimo libro. Appuntamento sabato in piazza Nostra Signora dell’Orto a Chiavari

Matteo Renzi ospite di ‘Piazza Levante’ con il suo ultimo libro. Appuntamento sabato in piazza Nostra Signora dell’Orto a Chiavari

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

“C’è spazio per far politica. Il virus è il populismo, il vaccino è la politica. Abbiamo i soldi dell’Unione europea, mettiamo le idee”. Lo scrive Matteo Renzi, nel suo libro ‘La mossa del cavallo’, edito da Marsilio e uscito poche settimane fa.

Nel volume, l’ex presidente del Consiglio, e oggi senatore e presidente del movimento Italia Viva, da lui stesso fondato, compie un’ampia e corposa riflessione sull’Italia post Covid, tracciando tutta una serie di spunti per il futuro del nostro Paese.

Renzi ne parlerà a Chiavari sabato pomeriggio (27 giugno), in una tappa del suo tour nazionale: appuntamento in piazza Nostra Signora dell’Orto, alle ore 18.

L’evento è inserito nel ciclo di ‘Piazza Levante’ intitolato ‘Incontri con i protagonisti’. Introduzione a cura del nostro editore Antonio Gozzi.

L’accesso è libero, sino ad esaurimento dei posti a sedere, in ottemperanza alle misure anti Covid-19. Per prendere parte alla presentazione del libro, quindi, è necessario attenersi alle regole di sicurezza, di distanziamento sociale e portare la mascherina.

Ne ‘La mossa del cavallo. Come ricominciare, insieme’, il leader di Italia Viva sostiene che questa fase post emergenziale “è la grande opportunità per cambiare tutto”: di qui il titolo, che fa riferimento a quella mossa, nel gioco degli scacchi, che spesso consente di uscire da una situazione critica.

Un concetto, quest’ultimo, ben rappresentato anche sulla copertina del libro: qui campeggia la statua di Gian Lorenzo Bernini che rappresenta Enea, l’eroe che vuole salvare il padre Anchise, ovvero la generazione precedente. Ma nell’immagine c’è anche il figlio, Ascanio, che rappresenta invece la generazione dei giovani, destinati a pagare il prezzo più alto di questo momento di difficoltà estrema.

Secondo Renzi, “è arrivato il momento di cambiare gioco, dopo questa incredibile vicenda del Covid. Un dolore pazzesco per i morti, ma anche un danno economico. Ma se noi cogliamo le occasioni che derivano da questo nuovo mondo, con l’Europa che inevitabilmente cambierà, e pagine inedite che si aprono tra Stati Uniti e Cina, l’Italia può tornare a essere un punto di riferimento mondiale. La tesi del libro è: ce la facciamo se cambiamo gioco”.

L’ex presidente del Consiglio specifica: “Ci sono delle idee, ma i libri dei politici servono a questo. Di solito i politici si fanno scrivere i libri da altri. Questo l’ho scritto io, mettendoci dentro quello che penso. E per questo troverete delle proposte, dall’eliminazione del contante, al via libera alle infrastrutture. Ma anche come portare nelle tasche dei dipendenti una parte degli utili delle grandi aziende. Sarò felice se farà discutere”.

Renzi avanza un appello a non disperdere le energie, disegnando un programma d’interventi concreti che ha il coraggio e l’audacia del futuro. ‘Coraggio’ è, per l’appunto, una delle parole chiave del saggio: “Il coraggio della politica – scrive l’autore – è il coraggio delle scelte, di rivendicare un futuro che non è scontato, ma dipende da noi. È giunto il momento dei contenuti, non dei pregiudizi. È urgente discutere di idee e progetti”.

Abituato a sparigliare le carte con mosse come quella che ha scongiurato i ‘pieni poteri’ a Matteo Salvini e portato alla formazione di un nuovo governo, Matteo Renzi ha sempre rivendicato una netta distinzione politica, opponendosi al sovranismo e al populismo che hanno ormai mostrato tutti i loro limiti.

L’Italia di oggi, davanti a un bivio, necessita, secondo l’autore, di analisi e iniziative da mettere in campo in un contesto europeo e mondiale tutto da ridefinire. Consapevole che la politica non può limitarsi al corto respiro della tattica, ma deve costruire una sequenza di azioni coordinate, Renzi presenta una strategia di medio e lungo periodo sul piano economico, istituzionale e sociale per riscrivere insieme le regole della convivenza democratica e fondare una nuova idea di comunità.

‘La mossa del cavallo’, insomma, contiene un autentico manifesto programmatico e mette a fuoco i cantieri da cui è urgente ripartire: un’Europa dei popoli, non dei burocrati; lavoro e innovazione; una riforma della giustizia e dello Stato, per semplificare i meccanismi farraginosi che ostacolano un’azione agile e tempestiva; un’istruzione e una sanità completamente ripensate nel loro impianto. Renzi ci parla di valori condivisi e non negoziabili, in un’inedita declinazione del genio italico. “È un volume che vuole essere un atto di fiducia, uno slancio vitale rivolto a tutti e, in particolare, ai giovani. Ho avuto l’onore di servire il mio paese ai più alti livelli. Adesso voglio aiutare questi ragazzi a cambiare il mondo”.

È il motivo per cui le aziende, secondo il punto di vista del leader di Italia Viva, “devono cogliere l’opportunità del post Covid, ma dobbiamo smettere di avere pregiudizi verso gli imprenditori che danno posti di lavoro. Bisogna cambiare il modello di business: una percentuale dell’utile delle aziende deve andare ai dipendenti, e bisogna dar loro la possibilità di nominare un membro nel Cda. Un altro punto è poi ‘Italia shock’. È un punto chiave: vuol dire 120 miliardi di euro, bloccati dalla burocrazia, che potrebbero essere utilizzati per le opere pubbliche. Perché senza fiducia non si riparte. Speriamo che il premier Conte recuperi questo impegno che ha preso con noi”.

Tra le idee, anche quella del Ponte sullo Stretto di Messina: “Oggi costa più farlo che non farlo. Non è pericoloso, va fatto e va fatto in sicurezza. Come è successo con il Ponte di Genova, che è stato ricostruito in un anno”.

Poi, c’è tutto il tema delle riforme: “Noi di Italia Viva avremmo tutto l’interesse ad avere un sistema proporzionale. Ma noi siamo bestie strane. Abbiamo bisogno dell’elezione diretta, abbiamo bisogno del ‘sindaco d’Italia’. Lo dice uno che sa come funziona la democrazia parlamentare. Ci vuole l’elezione diretta del Capo del governo. L’inciucione non ci convince”.

La sesta proposta riguarda il contante: “La mia opinione è che dobbiamo superarlo totalmente, penso a una società senza contante. La prospettiva è il telefonino, non la carta di credito. L’idea è fare una ‘voluntary disclosure’ sul contante, io tiro fuori il contante, pago una tassa che noi immaginiamo al 10-15% e poi non vengo perseguito. Questo potrebbe portare a 100 miliardi immessi un circolo”. La ‘voluntary disclosure’ è, per l’appunto, una sorta di ‘collaborazione volontaria’, uno strumento che il fisco mette a disposizione dei contribuenti per regolarizzare la propria posizione fiscale.

Infine, una riflessione sul ‘made in Italy’: “Valorizzarlo, significa valorizzare le città”. E, sulla giustizia, il pensiero è netto: “Rischiamo una nuova tangentopoli. Perché tangentopoli nasce quando la politica è debole e la magistratura, divisa, fa supplenza. È fondamentale che la politica recuperi il proprio ruolo, non può essere la politica subalterna alla magistratura”.

Tutti concetti che Renzi esplicherà durante l’incontro chiavarese. Nel segno di quella politica ‘sana’ che è soprattutto proposta e non polemica.

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