Home Attualità I ragazzi del Rotaract Golfo del Tigullio non hanno confini: l’ultima ‘mission’ è per un villaggio del Senegal

I ragazzi del Rotaract Golfo del Tigullio non hanno confini: l’ultima ‘mission’ è per un villaggio del Senegal

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Si è parlato moltissimo, in questi mesi, del Coronavirus e delle devastanti conseguenze che questa terribile epidemia ha portato su tutto il territorio italiano. Come naturale, ed essendo anche il nostro Paese uno tra i più colpiti, la maggior parte delle informazioni si sono concentrate su quanto accadeva, e accade tuttora, in casa nostra. Ma, dal momento che la situazione è grave a livello mondiale (non per caso l’Oms ha parlato di pandemia), c’è stato anche chi, durante il lockdown, non ha potuto non pensare alle popolazioni più deboli, a quelle nazioni poverissime che con il virus in atto hanno pagato un conto ancora peggiore.

Facendo fede sia al proprio statuto che alla propria mission, le ragazze e i ragazzi del Rotaract Golfo del Tigullio, partner giovanile del Rotary International, si sono dati da fare nonostante la quarantena, organizzando una raccolta di fondi, come le tante che organizzano puntualmente anche in molte altre occasioni. In questo caso, l’iniziativa di solidarietà, approntata attraverso la piattaforma GoFundMe (all’indirizzo web https://www.gofundme.com/f/villaggio-santhie-mbaye-sy), ha avuto per obiettivo quello di sostenere la Missione dei Padri Scolopi per aiutare il villaggio Santhie Mbaye Sy: si tratta di un villaggio in Senegal composto da trecentotrenta persone, i cui mezzi di sopravvivenza sono l’agricoltura e la pastorizia, che però si sono dovute fermare entrambe a causa delle misure di contenimento del Coronavirus.

A raccontare questo gesto, e tutto il lavoro che c’è stato dietro, è Giacomo Antonini, che guida il Rotaract Golfo del Tigullio insieme a Francesco Cappetti (vice presidente), Alice Mazzesi (segretario generale), Alessio Pizzinat (tesoriere) e Alice Signaigo (prefetto).

“La raccolta fondi – spiega – è stata suddivisa in due fasi. La prima è servita a reperire il denaro necessario all’acquisto di quei prodotti alimentari urgenti che permettessero alla popolazione del villaggio di sopravvivere alla carestia causata dal Coronavirus. L’incessante lavoro del Club per trovare fondi e la pronta risposta dei donatori ha permesso, in poco più di 72 ore, di raggiungere il primo traguardo, fissato a mille euro, e mettere in sicurezza le risorse alimentari della popolazione per i prossimi sei mesi”.

La seconda trance della raccolta, che è tuttora la sfida che il Rotaract Golfo del Tigullio sta portando avanti, “è invece quella di raccogliere ultimi fondi per sostenere la realizzazione di un pollaio per il villaggio. Con il ricavato si darà la possibilità di avviare gli scavi e realizzare le fondamenta della struttura. Sostenere la costruzione del pollaio è molto importante perché, in futuro, la popolazione potrà usufruire direttamente dai commercianti locali e così si creerà un circolo virtuoso che permetterà al villaggio di sopravvivere. Inoltre, la struttura del pollaio sosterrà alcuni pannelli solari già reperiti che potranno garantire energia pulita e costante alle piccole case di Santhie Mbaye Sy”.

Il Rotaract Golfo del Tigullio vuole ringraziare tutti coloro che hanno preso a cuore l’iniziativa contribuendo, sia economicamente, sia condividendo tramite messaggi e profili social, ma il lavoro è ancora tanto e i ragazzi non sono intenzionati a fermarsi. L’obiettivo è arrivare a 2100 euro, ma può, naturalmente, anche essere superato dalla generosità delle persone.

Il presidente Giacomo Antonini è orgoglioso del suo team, del lavoro fatto sinora e anche della storia che il Rotaract Golfo del Tigullio ha attraversato in questo quasi mezzo secolo di vita: “Siamo tra i Rotaract più antichi di tutti, per anno di fondazione – racconta – Da qui sono passate già due, quando non tre generazioni. Ora tocca a noi, e desideriamo che il Rotaract Golfo del Tigullio resti attivo ancora per moltissimi anni”.

Antonini spiega la differenza tra un Rotary Club e un Rotaract: “Il Rotary Club riunisce le persone più adulte. Il Rotaract, che comunque è sempre legato a un Rotary Club, è in sostanza la sua parte giovanile, ma anche il ramo più operativo. Un tempo, per star dentro un Rotaract c’erano precisi limiti di età, adesso sono stati eliminati”. I criteri di ammissione sono invece rimasti identici: “Si deve superare un periodo di prova, che può variare da uno a tre mesi. Ammettiamo persone con la fedina penale pulita e con una certa caratura morale. Per il resto, non facciamo nessun discrimine rispetto al censo, al lavoro o al titolo di studio. Queste, se si sentono in giro, sono cose assolutamente non vere. Tutti i ragazzi possono chiedere di entrare nella nostra associazione, a patto che abbiano voglia di impegnarsi nel sociale e che siano animati da entusiasmo, idee e spirito di volontariato”.

Il presidente illustra la mission del Rotaract Golfo del Tigullio: “È quella di riunire tutti i giovani della nostra area sotto un comune ideale per permettere a ragazze e ragazzi di buona volontà di vedersi mettere alla prova nel sociale e, in particolar modo, al fine di: sviluppare rapporti interpersonali da intendere come opportunità di servizio; elevare i principi morali nello svolgimento delle attività professionali e nei rapporti di lavoro come opportunità di essere al servizio della società; applicare l’ideale Rotaractiano in ambito personale, professionale e sociale; diffondere comprensione, buona volontà e pace tra i popoli mediante una rete internazionale di professionisti e imprenditori di entrambi i sessi, accomunati dall’ideale del servire”.

Ognuno, dentro il Rotaract, può mettere a disposizione la propria professionalità: chi sotto il profilo legale, chi sotto quello della gestione del bilancio, chi per l’organizzazione di eventi, chi per le pubbliche relazioni e così via.

Sono moltissimi i ‘service’ che il Rotaract Golfo del Tigullio (la sede è in via Milite Ignoto a Rapallo, presso l’Hotel Europa) ha completato di recente. Giacomo Antonini illustra l’attività degli ultimi anni: “Nel 2018-2019: sostegno al progetto ‘La mela di Aism scende in piazza’ con l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla; raccolta fondi per la Fondazione ‘Make a Wish’ al fine di permettere ad una ragazza affetta da sclerosi tuberosa di visitare i luoghi studiati al liceo in Grecia; donazione di generi alimentari per l’infanzia all’Associazione ‘Baliatico’ di Chiavari in occasione del World Food Day; ecopulizia della spiaggia della foce dell’Entella in collaborazione con il Comune di Chiavari. Nel 2019-2020: raccolta fondi per l’Associazione Tigullio4Friends per la lotta contro la Sclerosi Multipla durante l’evento ‘Un percorso sulla birra’; collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare per la 23° Giornata Nazionale della Colletta Alimentare a Chiavari; donazione al Comune di Chiavari di un defibrillatore in relazione al progetto ‘Chiavari Protegge il Cuore’, installato in via Federico Delpino”.

Tanto impegno sul territorio e anche fuori dai confini, come nel caso del Senegal. Perché la generosità, quella no, non deve avere confini.

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