Home Sport Il Panathlon Italia accelera la rivoluzione, con un’intensa campagna tra internet e social

Il Panathlon Italia accelera la rivoluzione, con un’intensa campagna tra internet e social

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Convivere. Un verbo desueto di questi tempi. L’attività del Panathlon – associazione di propaganda sportiva diffusa nei cinque continenti – ha nei momenti di incontro tra i soci, con scambio di storie, opinioni e idee sullo sport la sua ragione di essere. Le conviviali, assemblee, conferenze, cene, per discutere assieme ai protagonisti e agli appassionati sono il momento fondamentale che nei tempi del Covid 19 non può e non potrà almeno nell’immediato futuro essere vissuto come prima. Anche l’associazione che solo nel Belpaese è suddivisa in 14 aree geografiche che raccolgono settanta club deve adattarsi e battere nuove strade.

Giorgio Costa, presidente del Panathlon Distretto Italia (nella foto in alto con il presidente del Coni, Giovanni Malagò), gran capo della sezione tricolore dell’ente, si è incamminato senza tentennamenti. Si va verso il social, l’esposizione mediatica che sostituisce l’incontro di persona, si interagisce. “Appunto, quello che conta è agire, non subire passivamente un’emergenza che per gravità e conseguenze non ha confronti, almeno nella nostra età. Ero già intenzionato a realizzare un progetto di comunicazione che contraddistinguesse la mia presidenza. Adesso bisogna accelerare”.

E fa l’elenco. “Avevamo bisogno di sbarcare sui social audiovisivi, dopo avere aperto il sito web www.panathlondistrettoitalia.it ed avere attratto così l’attenzione dei molti internauti sportivi che ci frequentano. Abbiamo pensato di puntare sulla ricchezza e diversità dei contenuti giornalistici attraverso Panathlon Planet, il nostro house organ sul web. Come vedete tocca anche al sottoscritto impratichirsi con questi termini tecnici”. Dal dire al fare, dall’aprire casa sulla Rete a tenere una prima teleconferenza è passato solo un mese. “Sul sito abbiamo ospitato – continua il presidente Giorgio Costa – un evento, ‘VideoIncontriamoci’ al Panathlon, condotto dall’illustre firma del giornalismo sportivo, Filippo Grassia, presidente del Panathlon Milano, nostro partner in questa nuova esperienza. Lo abbiamo trasmesso due mercoledì fa in diretta su Facebook, lo si poteva seguire aprendo le pagine Panathlon Planet, Panathlon Club Milano e Youtube”.

L’esperimento ha dato esiti confortanti e verrà ripetuto. “Potendo contare sulle capacità dialettiche di Grassia, una grande penna e un eccellente oratore, proseguiremo su questa falsariga. Vogliamo che i nostri soci non si sentano abbandonati”.

Il Panathlon Italia guarda avanti. “Abbiamo confermato il nostro appoggio al Premio Bancarella Sport, il più importante evento per la letteratura sportiva che si svolga nel nostro paese. Siamo in contatto con il Comune di Pontremoli che ci ha confermato la volontà di tenerlo anche quest’anno nonostante l’epidemia. Si tratta di capire se spostare un po’ in là nel tempo la data tradizionale e le modalità della festa finale. Nel frattempo la macchina organizzativa gira a pieno ritmo. Un nostro socio è tra i sei finalisti, abbiamo trovato trenta soci che hanno chiesto di fare i giurati, dovrei dire ‘censito’, perché le richieste pervenute erano almeno il doppio”.

L’altro passo è quello di far sentire la propria voce con Governo ed enti competenti. “Oltre che pensare allanostra associazione, ci dobbiamo ricordare che siamo un grande club di servizio, che vive di, per e nello sport. Non possiamo rimanere inerti a vedere il movimento sportivo italiano, soprattutto quello dei dilettanti, che naufraga. I tre mesi di emergenza hanno inflitto danni spaventosi alle società, c’è necessità di ripartire e in alcuni casi addirittura ricostruire”.

La settimana scorsa, Costa è stato ascoltato insieme ai vertici dell’associazionismo sportivo da Vito Cozzoli, presidente e amministratore delegato di Sport&Salute, la spa del Ministero che distribuisce fondi e sostegni alle varie discipline. “Due giorni di confronto sulla ripresa. Cozzoli ha incontrato in videoconferenza i 15 Enti di Promozione Sportiva (EPS), le 19 Discipline Sportive Associate (DSA) e le 19 Associazioni Benemerite in rappresentanza di circa 8 milioni di tesserati. Si è discusso in particolare dell’erogazione del 5 per cento dei contributi pubblici (il 30 per cento nel caso degli Enti di Promozione Sportiva) che sarà impiegato per sostenere le società di base in vista della ripartenza. Si tratta di 17 milioni di euro da distribuire agli organismi sportivi che hanno nello statuto questa finalità”.

Dopo un consulto tra Sport&Salute e le 44 Federazioni iscritte al Coni, saranno fatte arrivare le linee-guida a EPS, DSA, Associazioni e Federazioni: la cornice nella quale dovranno muoversi per contribuire al sostegno e al rilancio dello sport di base, delle Società e delle associazioni Sportive Dilettantistiche attraverso l’accesso ai contributi. “E nei prossimi giorni vedremo il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. A lui esporrò le nostre tesi: quanto fatto sino ad ora è molto ma non basta. Bisogna che, come in ogni comunità, chi ha di più si tassi per aiutare chi è rimasto indietro. Lo sport professionistico, vertice della piramide, deve contribuire. Io penso a una specie di Totocalcio i cui proventi vengano destinati ai ‘piccoli’ e ai Dilettanti”.

Nell’era delle lotterie elettroniche, è una scommessa che si potrebbe tentare.

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